Potevamo saperlo che…la regina c’è, ma le altre mordono

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Potevamo saperlo che…la regina, ovvero la Juventus tornasse in testa al campionato con un punto di scarto sul Napoli. Mordono e non poco le altre squadre dietro. Gran sorpresa il Chievo

POTEVAMO SAPERLO CHE…LA REGINA C’E’

Era ovvio che mercoledì sera la Juve rispondesse alle critiche che le erano piovute. La vittima sacrificale il Cagliari. I sardi entrano timidi in campo e la Juve li aggredisce subito. Certo ci vuole l’invenzione di Pjanic e la potenza di Higuain con la fortunosa complicità di Rugani per abbattere gli isolani. Ma dopo mezz’ora la saracinesca di Storari è già calata. Higuain riprende un rimpallo su una grande azione del bosniaco e sigilla con il 2-0. Dani Alves infila il siluro da fuori area e poi Ceppitelli concretizza nella porta sbagliata un’azione insistente di Lemina. Tutto perfetto, tutto da copione. La Regina c’è, torna in testa e avvisa le altre: IO NON MOLLO! 

POTEVAMO SAPERLO CHE…IL NAPOLI SOLITO VECCHIO DIFETTO?

Potevamo saperlo che…il Napoli si fermasse subito, appena dopo aver conquistato la vetta? Pare che gli azzurri, scuola Sarri abbiano questo vizio. Non appena arrivano in alto, subito si fanno riprendere. A parte che Genoa – Napoli non è mai stata una partita da 0-0 e la cosa già ci sembra strana. Ovviamente il dovuto riconoscimento va a Perin e Reina che hanno disputato una gara impressionante per parate e continuità. Resta il fatto che i partenopei come arrivano in vetta si fermano e indugiano e chi li insegue ne approfitta. Sarri deve lavorare sulla continuità e la finalizzazione. Insigne, Insigne come fai a passarla così al portiere ??? A voglia poi a ripetere le solite lamentele sull’arbitraggio (anche se il rigore probabilmente c’era); CARO NAPOLI DEVI IMPARARE A USARE LA TESTA QUANDO SEI SOPRA E NON SOLO SOTTO

POTEVAMO SAPERLO CHE TOTTI FOSSE IL PAPA’ DI DZEKO

Potevamo saperlo che…per davvero con Totti Dzeko, considerato mezzo bidone lo scorso anno, tornasse un giocatore di buon livello? No, pochi, dopo le prestazioni indecorose del 2015/16 ci avrebbero scommesso e invece…Dzeko ha segnato finora più di quel che ha fatto l’anno prima: 31 partite giocate e 8 reti.

Siamo alla sesta giornata e ne ha fatti già 4 in 5 partite. O finisce in panchina o si infortuna (speriamo di no per lui) o supera il record dello scorso anno. Si ma per farlo segnare occorre qualcuno che li metta la palla sotto porta, ma proprio sotto. Eccolo, trovato. Dalla rosa Spalletti estrae il suo cilindro magico, l’illusionista per eccezione: FRANCESCO TOTTI. Quarantanni e non sentirli. Perno della Roma, anche in un ruolo da subalterno e bacchetta magica nei casi di difficoltà e rendimento altalenante. Totti è immenso, lo si sa e non sarà il caso di ripetere i centomila complimenti che si prende ovunque. Diciamo che Dzeko si trova bene con papà Totti e accoglie i suoi assist ad occhio nudo e segna. O almeno così è sembrato contro il Crotone. E BRAVO IL FIGLIOLETTO DZEKO CHE CRESCE CON L’ACCUDIMENTO DI PAPA’

POTEVAMO SAPERLO CHE…ICARDI E BACCA CHE SFIDA 

Potevamo saperlo che…Icardi e Bacca per ora si giocano il titolo di capocannonieri? Sinceramente non saprei, se dire sì o no. Lo scorso anno la discontinuità delle loro formazioni, qualche pazzo turnover (di Mancini) e qualche apatia di troppo hanno deluso le aspettative dei fanta-allenatori. Quest’ano, diciamo che per ora, non si sa. 11 goal in due, con un solo rigore a favore e sopratutto un’aria che tira diversa dalle parti di Milano. De Boer dopo il successo contro la Juve s’è assicurato una casella del Memory almeno per un anno nella testa dei tifosi nerazzurri. Icardi, uno dei più completi centravanti fra i ventitreenni presenti in tutto il mondo, sembra lanciatissimo. Leader, motivatore, guida e finalizzatore. Ad Empoli ha fatto tutto lui, anche se le palle gli arrivano dal quel contagiri perfetto che Joao Mario o dalle fughe solitarie Candreva-Perisic. L’Inter ora aspetta la terza vittoria per autocelebrarsi un po’, ma intanto i fanta-allenatori godono.

Bacca dipende più che da sè dall’affidabilità di chi lo circonda. Che fosse cecchino si sapeva, ma per esserlo servono palloni che spiovano e il Milan finora non produce molto gioco. Montella sta lavorando egregiamente su più fronti e sta cercando di migliorare il migliorabile. Discreti progressi con la Lazio in fase di concentrazione mentale, pochi e sporadici sull’impostazione. Intanto Bacca ne ha già messi 5 di cui 3 in una partita e sembra cmq bomber affidabile. Se gli si chiede un ruolo da trascinatore, non so se gli riesce, ma il suo lo sa fare. Insomma la sfida del capocannoniere sul podio milanese è aperta ed è soprattutto affascinante, ovviamente Higuain permettendo.

POTEVAMO SAPERLO CHE…IL CHIEVO SORPRENDESSE…PURE SE’

Potevamo saperlo che…questo Chievo davvero sembri intenzionato a fare un campionato in stile Del Neri? Guardalo lì, in bello stilo, in vista. Dieci punti, una sola sconfitta, un pareggio contro la Lazio e una vittoria contro l’Inter. Questioni di rimonta come a Udine e tanto stupore per tutti. Società che lavora impeccabilmente da anni e che merita di restare in A per i suoi stessi valori da rione. Un quartiere al cospetto delle grandi di sempre, senza paura né timori reverenziali. Un complesso, un misto di equilibrio e carattere. Una condizione fisica invidiabile e ancora tanti ragazzi potenzialmente da conoscere. Come se Maran avesse ancora delle frecce che non conosciamo da scagliare. Potevamo sapere tutto questo? No, assolutamente no! Non se lo aspettava nessuno e adesso andare a Napoli è tutto più facile. Se perdi, hai un alibi, se vinci ti trovi a inseguire la Juve. Incredibile, ma vero. Non c’è un giocatore che emerge sugli altri, il composto è perfetto così, a tal punto che sembra una donna (chiediamo scusa ai veronesi per il cambio del sesso) che ha fatto una torta talmente buona da sorprende pure sè.

POTEVAMO SAPERLO CHE…UNO POCO NOTO…RAGGIUNGESSE VAN BASTEN!

Potevamo saperlo che…uno che si chiamasse Verdi, che finora in serie A aveva fatto dieci partite buone con l’Empoli, che con il Carpi fosse comparso in due partite, che nessuno ricordava più, nemmeno il Milan che come al solito, senza visione acuta l’ha perso, quasi quasi imitasse un certo Marco Van Basten? Ovviamente non per tecnica, rendimento ed eleganza, giacché il cigno è inimitabile, ma per gesto tecnico, davvero c’è andato vicino. L’ha detto perfino il suo allenatore. Ma ve lo dobbiamo ricordare di quale Van Basten parliamo?

E’ il 25 giugno 1988 e a Monaco di Baviera si sta giocando la finale degli Europei fra Olanda e Urss. Marco Van Basten coglie al volo un cross di Muhren e calcia da posizione defilatissima un bolide con una parabola a scavalcare il portiere imprendibile. E’ 2-0 e l’Olanda è campione. Uno dei goal più belli della storia degli Europei e forse mondiale, un goal che abbiamo rivisto mille volte e che ancora adesso molti non si spiegano.

E’ il 21 settembre 2016 e alla quinta di campionato Verdi raccogliendo al volo un cross di Krejci calcia in potenza, con la stessa gamba, da posizione molto più centrale un bolide che va sotto la traversa. Impensabile che Simone potesse minimamente imitare l’olandese, ma la dinamica è abbastanza simile. E visto che è il suo terzo goal, i complimenti di tutti i tifosi sono doverosi!

E allora che Verdi segnasse alla Van Basten, questo proprio non potevamo saperlo!

Oggi è sabato e si ricomincia. La Juve va a fare una gita a Palermo. Non si prenda il termine con dispregio verso la squadra di De Zerbi, ma, fra le bellezze marine e il caldo ancora piacevole, si può parlare di “gita mordi e fuggi”. Visto che poi la corazzata bianconera scapperà verso la Croazia per impegni Champions. Non si dia per scontata la vittoria della capolista, anche se le percentuali che pareggi il Palermo sono valutate a quota 6!!!!

Alla capolista converrà vincere, perché dietro le altre mordono, per ora…almeno questo potevamo e possiamo saperlo

 

 

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