Potevamo saperlo che…per ora è un campionato a 3

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Potevamo saperlo che…per ora è un campionato a 3! Curiosità e statistiche di inizio campionato: analisi e piccoli numeri

E’ un campionato a 3! Almeno per ora con gran sorpresa di tutti, ma è così! Ci sono tre squadre Inter, Juventus e Napoli, che a guardano tutti dall’alto.

La Vecchia Signora non molla l’osso, vuole restare in testa e conservare la sua imbattibilità. Certo, lo si è visto anche contro il Sassuolo, c’è meno graniticità in difesa, non è una questione Bonucci sì – Bonucci no, ma un assetto da ritrovare quanto prima. A differenza dell’anno scorso, tuttavia, può fare a meno di un Pipita all’asciutto o quasi, avulso dal gioco e nervosetto. Più anche non segnare più nemmeno “Marione” “Mandzukic”, perché la Juve il suo 10 l’ha ritrovato.

E’ Paulo Dybala, 23 anni, argentino e un destino da campione. E’ dai tempi di Del Piero, che non si vedeva un trequartista o seconda punta o fantasista o definitelo come volete, ma dategli un nome, che non indossava quel numero un giocatore così devastante e impressionante. Lo chiamano la “Yoya”, che sta per gioiello e probabilmente un motivo ci sarà. Basta vedere cos’ha fatto ieri e come l’ha fatto: destro al volo di prima imparabile e fulmineo, dribbling nello stretto e giocata di punta (da boa di calcio a 5) e infine, dulcis in fundo, pennellata di potenza e arcuata precisione sopra la barriera su punizione. Tre goal in reportorio, tre gola che tengono la Juve in vetta e fanno dimenticare quegli altri tre presi, a suon di giramenti di testa, in casa del Barcellona. Per ora sono 8 le reti in serie A, ma qualcuno già si sbilancia all’inseguimento di quel 36, che appartiene proprio all’altro gioiello, quello appassito, quello che una volta chiamavano il Pipita. Entra il giovane argentino fra i primi 30 marcatori juventini, accanto vi è un certo Cabrini, storica bandiera bianconera. I tifosi della Juve lo sanno che in questo calcio non esistono più bandiere, ma intanto si godono il loro gioiello. #dybala10 #paulodybala #finoallafineforzajuve

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Potevamo saperlo che…dal gioiello ai gioiellini di Sarri: Napoli, la vera pretendente

C’è poi l’altro yoyo, quello napoletano, quello della giostra e delle goleade. Numeri che parlano dal passato e si rinnovano in questo presente: 14 reti finora, 6 nell’ultima partita e tre realizzate dal cannibale Mertens. Statistiche che rassicurano i tifosi su una continuità di rendimento e una sicurezza difensiva, per ora da sogno: solo due goal in 4 partite di campionato. La Sarri-band quest’anno vuole esplodere, è ora di tirar fuori dal guscio le paure e le incertezze. Non c’è solo il piccolo belga nanetto, c’è il ritorno di fiamma di Callejon, la voglia di riscatto di Milik, la qualità ammirabile di Insigne, la corsa e i muscoli di Zielinski e Allan, la pragmaticità di Jorgihno e Diawara, nonché i preziosi assist dai laterali alti, che siano Mario Rui o Ghoulam, Hysaj o Maggio. Dimenticata la parentesi negativa per Reina e compagni in terra ucraina, la squadra azzurra si sbarazza del Benevento a suon di colpi d’ascia, magie ad effetto e azioni illuminanti. Ora è il momento del vero test: arriva la Lazio, quella di Inzaghi, il minore, il ragazzo di Piacenza ne ha fatta di strada, ha preso quei ragazzini indisciplinati e ha dato loro vigore e convinzione. Lazio-Napoli non è uno scontro solo di mentalità, è un lasciapassare verso lo scudetto, soprattutto è un test d’esame, da cui il Napoli non deve essere rimandato. #forzanapoli #forzanapolisempre #cuoredinapoli

Potevamo saperlo che…fosse l’inter la terza incomoda

C’è poi la terza incomoda e verrebbe da dire inaspettata inquilina del piano più alto. Già, perché, nessuno o meglio pochi addetti ai lavori si aspettavano che l’inter di Spalletti, tanto denigrata per una campagna acquisti poco succulenta, arrivasse al massimo punteggio alla quarta giornata. Invece, come spesso accade, gli addetti del mercato e gli esperti estivi hanno cannato metà previsione.

L’Inter c’è, potrebbe fino al derby incassare un buona quantità di punti, s’è già lasciata alle spalle uno scontro diretto, quello contro una compagine prepotente, quella romana e ora si gode una vetta meritata.

La ricetta del toscano: gruppo, tranquillità, difesa e cinismo. A vederla ben ben sembra una squadra meno spallettiana del solito e più vicina alla Juve di Capello. Pochi fronzoli, tanta sostanza. I numeri danno ragione alla squadra di Milano e a una mentalità poco circense, ma efficace.

Per ora la coppia d’oro è Icardi-Perisic. Gli altri si rendono utili e costruttivi, al resto ci pensano questi due. L’italo argentino trascina i suoi a suon di goal e punta a diventare finalmente quell’uomo-squadra che in questi anni non è mai riuscito a diventare. Diciamo work in maturity. Intanto su rigori e non sono già 5 i goal realizzati.

L’altro, il croato, è alla ricerca della continuità, che lo scorso anno ha perso nella seconda parte della stagione. Lui, devastante mezz’ala, dotato di tecnica e ambidestro micidiale. Ivan il terribile per ora ha siglato 3 reti, ma può ambire a una doppia cifra, può rappresentare un nuovo simbolo dei nerazzurri e può trasformarsi in un’arma devastante.

Non sono solo loro due a ben esemplare l’egregio lavoro di Spalletti. La difesa con Miranda e Skriniar per ora sta dando stabilità e forza a un tallone d’Achille del passato nerazzurro. Ogni piccolo tassello, perfino il tanto vituperato Nagatomo, entra in campo con animo e disposizione propositiva. Il centrocampo, fra la grinta e il pressinig di Vecino, la qualità di Borja valero e la freschezza di Gagliardini riesce a dare equilibrio e solidità.

La ricetta dell’uomo venuto da Roma sembra per ora funzionare, poi si sa ogni tanto anche i nerazzurri canteranno #amala, perché l’inter è pazza! Al buon Luciano l’onore di renderla valida e normalizzare:  #normalizzala Luciano.

Potevamo saperlo che…e il resto?

Potevamo saperlo che…e il resto? E le altre? NOn è che il campionato sia già finito qui, per carità, anzi, è apertissimo! Per ora, tuttavia, le altre non quadrano, ciascuna con i loro difetti e pregi. Rapida carrellata

Lazio: i 6 goal di Ciro nazionale non bastano a convincere fiduciosi e scettici. L’organico è risicato e la mano di Inzaghi non è quella di un mago

Milan: i rossoneri, i re dell’estate di mercato con 220 milioni spesi, si lasciano andare a partite fra goleade, mazzate sui denti e vittorie striminzite; a Montella l’arduo compito di fare un gruppo, dargli forma ed equilibrio

Torino: banda Mihajlovic si perde via in un bicchier d’acqua. Il Gallo non basta, le falcate estrose di iago e Adem nemmeno, ci vuole più solidità difensiva per non prenderlo “inculu” o N’Koulou.

Sampdoria: i doriani quest’anno sono partiti forte! Sconfitte zero, tre vittorie e un pareggio, pur mancando la partita di palla nuoto che poteva essere, ma non c’è stata contro la Roma. I ragazzi di Giampa posso far bene, fiduciosi.

Roma: abbandonata la lacrima dopo Spalletti e Totti, ora è il momento di un altro corso. Per ora le solide mura dello scorso anno ci sono Dzeko e Nainggolan a cui si aggiungono Kolarov e il ben rientrato Florenzi. Certo che la difesa è tutto un rebus per ora

Fiorentina: i viola devono riprendersi dall’esodo estivo. Pioli cercherà di fare del suo meglio grazie alla potenza di Chiesa, al goal nel sangue di Simeone, all’utilità di Thereau. E poi i volti nuovi, quelli come Veretout o Gaspar o Pezzella. Assento precario, fino a quando resterà nascosta?

Cagliari: mamma li isolani! Attenzione che quest’anno i rossoblu sono davvero insidiosi. Joa Pedro, Sau, Barella, Ionita e magari un ritrovato Pavoletti, chissà che campionato farà il Cagliari?

Atalanta: i Gasp-boys saranno impegnati su più fronti. Riusciranno a conservare il loro bel smalto Gomez e compagni? L’assetto è quello dell’anno scorso, la qualità è migliorata e allora perché no? Dopo due giornate pesanti, adesso possono respirare un po’. Negli occhi dei posteri la partita indimenticabile contro l’Everton!

Chievo: i clivensi si sono basati sulla loro vecchia colonna portante, ma quest’anno hanno un Inlgese più convinto. Birsa e Castro fanno già girare la squadra con i ritmi giusti e il Chievo non va sottovalutato.

Bologna: città di rinascite clamorose, da Signori a Baggio, sarà la volta di Palacio? C’è prima da curare l’assetto difensivo, Mirante compreso

Spal: la neopromossa è la più preparata e arcigna delle tre arrivate. Borriello garantisce goal e pericolosità , il resto lo fa un collettivo non facile da dissuadere. Vedremo il prox appuntamento a Milano, se sarà come a Roma

Udinese: i friulani, molto più deboli dello scorso anno, sono alla ricerca di nuovi fenomeni per farsi conoscere. Sanno che non possono aspirare a molto di più dei 40 punti, sono un po’ gracili in attacco, ma sono compatti e ben determinati.

Genoa: perso Lapadula, vista l’attuale non presenza di Centurion o Taarabt, con un attacco orfano di un Simeone, è il momento del baby bomber, del piccolo e combattivo fenomeno: sia dato slancio a Pellegri.

Sassuolo: un punto non giustifica la posizione. Il Sassuolo ha un’ossatura ben solida e un bomber affamato e assatanato: Falcinelli. I neroverdi presto riemergeranno, anche se il centrocampo andava rafforzato con qualche investimento.

Crotone: gli squali non hanno voglia di retrocedere di nuovo e seppur poveri di punti finora hanno giocato ottime partite. Da Budimir, Trotta, Stoian e Tonev ci si aspetta la salvezza, ma da Nicola ci si aspetta il gioco

Verona e Benevento: si sapeva che la serie A non è la B, però fossi un tifoso di una delle due sarei un po’ preoccupato. Il gap tecnico, tattico, fisico e mentale è troppo evidente. Campagne acquisti sbagliate? Così si saluta la A alla decima, occhio!

 Insomma chi vincerà lo scudetto è presto per dirlo, nel frattempo tutto quello che potevamo non aspettarci, è arrivato: POTEVAMO SAPERLO CHE…ALLA PROX

 

 

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