Potevamo saperlo che…la finale fosse Francia – Portogallo

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Cristiano Ronaldo - immagine di dominio pubblico

Potevamo saperlo che… ovvero un’analisi tattica e qualche curiosità sullo strambo cammino di questi Europei che hanno portato Portogallo e Francia alla finale.

Potevamo saperlo che la finale di questi Europei fosse Portogallo – Francia o meglio visto che la regina francese gioca fra le mura amiche, Francia – Portogallo? Allora i bookmakers direbbero di sì, almeno per i galletti, ma i portoghesi come direbbero gli 883…in “Andrà tutto bene” chi l’avrebbe mai detto. Che fare, complimentarsi o ringraziarsi la dea bendata? Bel dubbio!

IL PORTOGALLO

Il Portogallo arriva alla finale con una sola partita vinta e aggiungiamo per la semifinale in modo convincente. Anzi l’unica volta che ha convinto. Ottima difesa, il giusto aspetto maschio a centrocampo e in difesa, buone individualità e massima concretezza. Poche occasioni nel primo tempo e poi uno – due micidiale che stende il Galles. Indubbiamente i singoli lusitani erano gran lunga più validi di quelli gallesi, aggiungendo il fatto che il jolly Ramsey mancasse ai britannici, si comprende perché alla fine hanno avuto facilmente ragione degli avversari.

Il Portogallo finora non ha mai giocato bene e ha sfruttato contro squadre di caratura superiore alla sua il fattore supplementari e calci di rigore. Una squadra che sin dalle battute iniziali con l’Islanda ha messo in luce il solito cronico difetto: tanto sviluppo del gioco, buoni scambi, ma finalizzazione zero. Pur avendo nelle sue fila un campione internazionale come Cristiano Ronaldo. E non si può dire nemmeno che sia cresciuta col tempo, perché eccezion fatta per il secondo tempo contro l’Ungheria, non ha mai imposto il suo gioco e la sua personalità. Una dote gliela riconosciamo: DIFESA PERFETTA. A parte i tre goal contro gli ungheresi, ha subito una rete in tutte le altre. Altra dote evidente: un parco di piccoli talenti, fra cui emerge il giovanissimo Renato Sanchez, che a suon di prestazioni s’è conquistato il posto. Il ragazzo dall’aspetto giamaicano corre moltissimo, è sempre pronto a inserirsi in zona offensiva, sembra un furetto, avvia i contropiedi, a volte pare una variabile impazzita e incontrollabile. Il suo ruolo è una mistura fra un trequartista e un esterno offensivo, è rapido di piedi e di testa, è incisivo ed è difficile da marcare. E’ già nelle fila del Bayern, che come al solito c’ha visto bene.

FINALMENTE RONALDO

Il Portogallo segna poco, questo non si può negarlo. Il suo leader CR7 finora ha stentato a farsi vedere dai fotografi per le sue spettacolari realizzazioni, ma come tutti i campioni nel momento importante è ricomparso. Cristiano Ronaldo ha portato il Portogallo in finale con due reti, entrambe belle e preziose: il tacco sul cross di Joa Mario e la decisiva rete di testa, con stacco intorno ai due metri da fermo, segno di una potenza muscolare esplosiva e inzuccata precise laddove il portiere non può arrivarci. Certo noi siamo abituati a vedere Ronaldo segnare a raffica: uno, due, tre e quattro reti a partita. In questi Europei ha preferito farsi vedere quando davvero serviva. Stasera quindi inciderà, come ha sempre fatto nelle finali di Champions con Manchester e Real? CR7 FINALMENTE

LA FRANCIA DI UN VINCENTE

Didier Descamps: un uomo e una garanzia. Nessuno dei francesi ha mai pensato diversamente e infatti così è stato: ha portato la sua nazione in finale.

In campo macinava chilometri e polvere, guidava la squadra con carisma e determinazione. Adesso fa fare la stessa cosa ai suoi ragazzi: corsa, animo e determinazione. Ecco la ricetta per sconfiggere la campionessa mondiale: la Germania. Così giovedì sera la Francia, dopo un inizio veemente, ha corso come una forsennata, ha giocato ogni palla possibile, ha pressato e costretto gli avversari a pochi campi d’azione agibili. Poi grazie al suo fenomeno del momento, Antoine Griezmann ha aperto e “luchettato” la partita. Deschamps non voleva una squadra leziosa, voleva una squadra decisa e l’ha trovata. Ottimo l’apporto del centrocampo con Matuidi, Sissoko e Pogba a costringere i tedeschi a uno snervante sistema di passaggi senza effetti deleteri. Buona partita del reparto difensivo, che pur trovandosi a volte in situazioni scomode, è riuscito a limitare i danni di Muller e compagni. Grande prestazione di Umtiti, nuova leva della difesa francese, che miscela i muscoli con interessanti doti atletiche e grande capacità di marcare l’uomo.

E la vetrina per Pogba, Griezmann e Payet?

Il trio ha giocato una partita intelligente, senza mai sbilanciare la squadra e contribuendo con i contropiedi a mettere in difficoltà il reparto arretrato. Pogba non era quello libero di sviluppare le sue leve e i suoi dribbling nella Juve, ma è stato il ragazzo che ha rinunciato “al calcio rap” in nome dell’efficacia e dell’efficienza. I suoi compagni avevano bisogno dei suoi piedi, vedi il pregevole assist con tanto di passo e contro passo a Giroud, e della sua corsa, così “il polipo” s’è sacrificato sulla metà campo e in un lavoro logorante di rincorsa e ripartenza. Payet, che giovedì sera era quello meno in forma del trio, ha contribuito con tentativi da fuori area a modo suo, con potenza e precisione, con sostegno ai terzini e alle ripartenze dei compagni.

GRIEZMANN- IL RE DI CASA

Si chiama Antoine Griezmann e fino a due anni fa, quando militava nella RealSociedad, a parte gli appassionati di Liga, nessuno lo conosceva e meno che meno si immaginava che quel biondino con i baffetti e lo sguardo pacifico diventasse il nuovo re di Francia. Nei provini fatti nel corso degli anni i rifiuti che riceveva erano dovuti alla sua altezza. Probabilmente non avevano visto l’esecuzione rapida e la tecnica. Sopratutto si saranno pentiti quando hanno visto il lob con cui ingannò Neuer in Atletico Madrid- Bayern Monaco. Ancor più oggi: dopo che ha segnato cinque goal nel torneo continentale, fatti di rapina, accelerazione e tecnica. Oltre al rigore perfetto con cui ha disintegrato Neuer, proprio colui che gli aveva parato un rigore nella semifinale di Champion’s League, c’è stato il suo zampino in tutte le azioni pericolose della Francia. Quando il “piccolo diavolo” o “Le petit diable” prendeva palla, non stava mai fermo: correva, lanciava lo scambio, cercava il dribbling, si proponeva e cercava di rendersi sempre pericoloso. Immarcabile per la difesa tedesca, che lo vedeva sgusciare, come uno spiritello da ogni parte e che quando lo vedeva caricare il suo destro, tremava all’idea che potesse chiudere la partita. Meno viziato di Benzema e più decisivo. Come i suoi maestri Deschamps e Simeone non dimentica mai la squadra ed è sempre disponibile a ripiegare in fase difensiva. Sarà l’età, sarà che si definisce generoso e sarà che ha portato lui a suon di colpetti di testa la Francia alla finale, per ora, fino a stasera lo si chiami RE DI CASA

Ora quale finale dobbiamo aspettarci?

Una finale dove i padroni di casa spingeranno al massimo con l’intento di spaventare il Portogallo e proveranno a sollecitare il reparto più forte dei loro avversari: la difesa. Pepe e compagni potrebbero soffrire moltissimo lo scatto, la velocità d’esecuzione del trio davanti, supportato dal peso offensivo di Giroud. La difesa lusitana è piuttosto lenta e dovrà appoggiarsi al pressing dei suoi centrocampisti, arcigni e combattivi per fermare l’ondata gallica.

Simultaneamente Cristiano Ronaldo dovrà guidare i suoi nei contropiedi, cercando di colpire appena possibile. La difesa francese contro la Germania ha patito moltissimo le azioni da palla da fermo e il Portogallo fra il parco offensivo e l’aggiunta di quello arretrato, potrà essere pericoloso e sfruttare le occasioni cui calci piazzati. Altro punto di forza degli iberici sono le ali offensive, sopratutto le azioni che possono invitare a nozze Cristiano Ronaldo con palle recuperate e ben lavorate da Nani e Sanchez, due spine nel fianco. Non sarà facile marcare questi due esterni, perché sono dotati di ottimo dribbling e anche di frequenti inserimenti offensivi. La difesa francese che finora con i collaudatissimi EvraKoscielny ha sempre sofferto la dinamicità e anche contro la Germania ogni inserimento proveniente dal giovane Kimmich creava scompiglio. Dunque il grado di attenzione deve essere massimo.

Certo che anche il Portogallo sarà alle prese con clienti non facili, rispetto alla qualità dei suoi terzini. Payet e Griezmann sono davvero due giocatori moderni e temibili. Molto veloci, scattanti e in grado di calciar da fuori con estrema pericolosità. Giocano, sopratutto il piccolo diavolo sul filo del fuorigioco e svariando moto sugli esterni, per cui sia i centrali che i terzini devono star vigili. Contemporaneamente c’è Giroud, che gioca di sponda, è pericoloso di testa, calcia bene e talvolta si perde o non concretizza per una distrazione. Tutto questo senza calcolare un certo Pogba, a cui non bisogna lasciar spazio per calciare dai venti o venticinque, a cui non bisogna concedere libertà in area,perché è sempre capace di trovare l’assist che nessuno può pensare.

Non sarà una finale equilibrata, ma sicuramente imprevedibile e ad alto tasso di valori tecnici.

Allora Finale sia!

 

 

 

 

 

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