Potevamo saperlo che…serie A…tutto tutto, niente niente – parte 1°

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Potevamo saperlo che…l’editoriale che analizza lati statistici e matematici di una giornata di serie A fra curiosità, verità e sentenze

POTEVAMO SAPERLO CHE…TUTTO TUTTO…NIENTE NIENTE

Insomma questa Serie A si può riassumere con il titolo del celebre film di Giulio Manfredonia, interpretato dal famoso Antonio Albanese.

La giornata che ci siamo lasciati alle spalle, esattamente la ventinovesima ci consente di tracciare, dopo un accavallarsi di coppe, trasferte europee e recuperi settimanali, un quadro del nostro campionato. Perché accostare il nostro torneo al film comico di satira politica?

Fuor di metafora e distanti da ogni significato politico, il titolo rispecchia il nostro torneo nazionale.

Niente-niente, perché molte delle gerarchie stabilite son chiare e difficilmente nei nove turni che concluderanno il torneo si vedranno sorprese eclatanti. Tutto-tutto, perché molto è ancora in gioco e in nove giornate di campionato alcune squadre, che adesso stanno vivendo la loro primavera potrebbero regalarci emozioni da ultimo minuto.

POTEVAMO SAPERLO CHE…VERSO LO SCUDETTO

Non perde in casa da più di 20 partite, non conosce la sconfitta da almeno due mesi. A parte i discussi 30” in Juve-Milan e un rigore che la stessa classe arbitrale ha riconosciuto evitabile, la capolista è lì, ben salda, per meriti propri. Anzi vicinissima al traguardo nobilissmo del sesto scudetto consecutivo, in gioco sia in Champions che in Coppa Italia. Insomma l’armata bianconera “allegrotta” trafigge avversari e s’invola verso un altro tricolore meritatissimo. Poca spettacolarità, molta solidità difensiva e singoli capaci di trasformare un match. 24 vittorie, un solo pareggio e 4 sconfitte! Numeri da capolista! Domenica è stato Cuadrado a involarsi come un uccello a Genova, ma ogni domenica da quella faretra Allegri può trarre fuori ciò che più gli aggrada. Hanno segnato quasi tutti i componenti della rosa, altro dato rilevante e la trasformazione sorprendente del 3-5-2 di marca contiana a un 4-2-3-1 di stampo spagnolo ha creato i presupposti per atterrare ogni avversario. Le inseguitrici sono distanti e allora #sexstoryJuve. Vogliano già cognarlo questo hashtag?

POTEVAMO SAPERLO CHE…LA LOTTA PIU’ MASCHIA

Assodato che lo scudetto è già assegnato; numeri alla mano, sono ben otto punti di vantaggio in nove partite, sarà meglio concentrarsi sulla postazione europea. tre sono i posti per l’Europa che conta, ben sei le squadre che se la giocano. Ad essere più realisti, sono quattro, perché Milan e Atalanta sono più sul treno dell’Europa League. Faccia a faccia spettacolare fra Roma e Napoli, due squadre che non si limitano mai a vincere 1-0, ma 3-2 o peggio ancora. Con lo scontro diretto ormai passato, chi si ferma è perduto e fra Spalletti e Sarri ne resterà uno solo. La sfida nella sfida è fra mister riscatto Dzeko (21 goal) e mister ala goleador Mertens (20 reti), aspettando Milik e la continuità di Salah. #RomaNapoli anno di rimpianto

Due compagini che avrebbero potuto, con più fortuna e convinzione aspirare a ben altro, ma ormai conviene si attengano al loro obiettivo.

A parte il pit stop di Cagliari, la Lazio di Simone Inzaghi, sorprendente dato l’organico a disposizione, si candida come outsider insieme all’Inter di Pioli e all’Atalanta di Gasperini. I biancocelesti hanno un calendario con ben tre scontri diretti disponibili, per cui possono recuperare punti alle inseguitrici. La squadra di Formello alterna partite convincenti a prestazioni dubitanti, però ha individualità potenti ed efficaci che sanno risolvere le partite noiose. I nerazzurri, che grazie a Pioli, si sono modificati da Inter morattiana a Inter Mourinhana, possono aspirare alla postazione Champions. Il fermo contro il Torino non sembra indice di stanchezza, ma solo un momento di appannamento. La squadra a volte va perfino col vento in poppa (vedi i 7 goal all’Atalanta) e ogni ragazzo ha capito qual è il suo ruolo in panchina e in campo. La potenzialità dei vari Joa Mario, Banega, Icardi, kondogbia, Gagliardini e Candreva non s’è ancora espressa al massimo, per cui a maggio potremmo parlare di #EuroInter?

POTEVAMO SAPERLO CHE…MILANO-BERGAMO per l’Europa secondaria

L’altra parte del naviglio, la squadra più sbeffeggiata sui social dopo 900 giorni di closing non riuscito, perse ormai le velleità di ritornare a dominare in Italia e in Europa, si accontenta di godere delle magie temporaneee dei suoi Donnarumma, Suso, Bacca e Bonaventura. Montella, perso il gioiellino italiano, ha trovato quello spagnolo di Delufeu, ma sa già che non lo avrà ancora per molto. Il Milan è ormai un Genoa di Preziosi con qualche arma in più a disposizione, ma come natura di organico, è un andirivieni senza arte nè parte. Tutto sommato, dopo gli scivoloni di febbraio, Marzo pazzerello ha regalato ai rossoneri ben più del dovuto e alimentato ancora qualche speranza di entrare di nuovo in Europa. Certo i numeri sono sotto la norma: Bacca ha segnato 12 goal, Lapadula 2, Suso è stanco e non riesce più a sorprendere e Delofeu è arrivato tardi. La vera speranza è che quel fenomeno di nome Donnarumma (valore 100 o 80 milioni) salvi il salvabile e poi si vedrà che fare. #bacialamaglia Gigio 

Pochi chilometri dopo e ti ritrovi l’Atalanta. Qualcuno l’ha definita perfino il Leicester della nostra serie A. Paragone avventato, anzi esagerato, perché l’Atalanta non ha centravanti da 20 reti. Stupisce la qualità del gioco dei ragazzi, la determinazione, l’impianto intensivo. Gasperini, come fece con il suo Genoa, ha fatto un gran lavoro e ha portato alla luce elementi nuovi, prima poco conosciuti. Clima sereno, obiettivi zero (perché la salvezza già c’è) e quindi “do cojo cojo”. Emerge la qualità delle giocate e la visione di gioco di Alejandro Gomez, ma non si dimentichi la coppia difensiva Caldara – Toloi, mister Conti, Spinazzola, Grassi e la boa Petagna. Sarà il caso di dirlo: grazie Gasp perché ci hai regalato un’emozione! #Deaemozionidavivere

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