Potevamo saperlo che…una serie A onorata

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Potevamo saperlo che…curiosità, statistiche ed emozioni dell’ultima giornata di serie A

Potevamo saperlo che…l’Euro Atalanta e il posto che non ti aspetti

Potevamo aspettarci l’Atalanta quarta quest’anno? Nooooo. Invece l’EuroAtalanta porta a casa la vittoria e i bergamaschi si ritrovano in una delle posizioni più alte della storia. Gli orobici non hanno mollato mai, giocando strenuamente ogni partita e anche sabato hanno fatto bottino pieno ai danni del Chievo. Chi poteva segnare se non lui? Ovviamente va a fare 16, massimo record come Doni e Dennis, Papu Gomez #EuroGomez #Papudance, ma sopratutto onore a questa indescrivibile e giovane #EuroAtalanta

Potevamo saperlo che…le prime sfide del secolo nuovo Pellegri e Kean

Quando un tale di nome Totti all’Olimpico segnava l’1-0 che avrebbe assegnato lo scudetto alla Roma contro il Parma, nasceva un ragazzo di nome Pellegri Pietro. Era l’anno 2001. Ieri, nel giorno fra i più commuoventi del calcio, questo Pietro, che a Genova forse lo fan già santo, ha siglato il suo primo goal in serie A all’esordio. Coincidenze? Chissà. Terzo più giovane marcatore del nostro campionato, primo 2001 a segnare un goal e record battuto di Kean, che sabato con la juve aveva siglato la prima rete di un 2000 in serie A. Siamo ormai giunti alle prime sfide fra goaleador del nuovo secolo. Due talenti puri questi ragazzi, dotati di muscolatura, coraggio e tecnica hanno aperto e chiuso una giornata fitta di emozioni. #Machenesannoi 2000! No, no ne sanno eccome.

Potevamo aspettarci che questa serie A si concludesse così?

Mancava l’ultimo verdetto, solo quello: Crotone od Empoli, chi resta in serie A?

Empoli: la disfatta di Palermo e una salvezza immeritata

Tutti, secondo me ivi compresi i calabresi, davano per scontato (perché siamo stati abituati troppo alla scontatezza degli anni passati) che a Palermo, con i rosanero ormai stanchi e retrocessi, l’Empoli vincesse facile facile o per lo meno pareggiasse. Invece…Onore al popolo del Barbera, perché ha giocato con onestà, alla faccia di chi millantava scorrettezze dovuta al paracadute economico a favore dei siculi. E’ l’Empoli ad andare in B e non il Crotone. Il Palermo ha giocato come sapeva fare, ha ringraziato un tale portiere del ’92 di nome Fulignati per le prestigiose parate che l’hanno tenuto a galla e poi con il micidiale Nestorovski e Bruno Henrique ha sconfitto i toscani. L’Empoli ci ha messo del suo. Squadra disorganizzata, poco incisiva e con pochi trascinatori, fra cui segnaliamo Croce e Krunic, ha pressato e costretto l’avversario a difendersi, ma non ha mai colpito con carattere. Visti i numeri bassi dell’attacco e della difesa, numericamente parlando, era impossibile restasse in A. 

Crotone: crederci fino all’ultimo e non mollare mai!

Chi invece non ha mai smesso di credere nell’impossibile è stato il Crotone. Una squadra che ha iniziato il suo cammino in uno stadio neutro, collezionando sconfitte su sconfitte e parendo a molti già spacciata ancor prima della fine del girone di andata. Invece ha saputo rialzarsi, recuperando 25 punti in 9 partite, lasciando i tre punti soltanto allo Juventus Stadium e coronando un sogno: la salvezza. Nella notte dell’esordiente Nalini, 27 anni e una gavetta lunga per imporsi in serie A, che con una doppietta ha frantumato la Lazio, i calabresi abbattono la Lazio e si salvano meritatamente. Un altro miracolo che si aggiunge a quello dello scorso anno. Un applauso a Nicola, il quale sebbene avesse una rosa limitata, deficitaria e un budget inferiore ad altre pretendenti, ha saputo lavorare ed estrarre fuori dai suoi ragazzi le energie per crederci #finoallafine #Crotonesalvo #Nicola come Di Francesco di tre anni fa? Un’altra bella favola scritta dopo quella di Sassuolo

Potevamo saperlo che…il Tottiday fu partita vera di sofferenza?

Potevamo aspettarci un Roma-Genoa così? Suvvia, tutti noi pensavamo a una ricetta semplice semplice. Nel giorno dell’addio di Totti un facile 3 o 4-0 e l’ultimo rigore calciato dal capitano. Invece No. Perchè questo campionato senza più gli intrighi di Moggiopoli è un’altra storia. Il Genoa non molla mai, le notizie da Genova vociferano di un poker tutto partenopeo e la Roma rischia il secondo posto. Spalletti chiama Totti, mantenendo una promessa, pur sapendo di rischiare. Un rincorrersi di emozioni: il Genoa in vantaggio, Dzeko la pareggia, De Rossi la sblocca anticipando proprio Totti, Gentiletti toglie al capitano la soddisfazione di risultare decisivo, Lazovic la pareggia e infine è Perotti a insaccarla in rete all’ultimo. Da Napoli non possono dir nulla, perché i rossoblu hanno dato battaglia.

Poi arriva il gran momento e il #Tottiday diventa una sofferenza per i cuori dei romanisti e degli sportivi. Lacrime, gioia, parole che rimbalzano dallo stadio alla tv, passando via social. Un fiume che fluidifica 25 anni di storia indimenticabile. Una sofferenza come quella di Totti, che a un certo punto dice nel punto finale della sua lettera dice; “Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi accolto che ero un bambino e che lascio adesso che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni di amore. Vi amo!”.

Tutto sommato, non come Roma ha amato Totti e Totti ha amato Roma, anche noi amiamo questa serie A. Pronti, anche ad accettare, che diventi più un tre giorni spezzatino che una domenica sportiva.

 

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