Premier league: una fetta di pizza e mandolino

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Immagini di dominio pubblico

La Premier League presenta ben quattro allenatori italiani ai ranghi di partenza. Un dato statistico importante in quello che molti considerano il campionato più ricco e spettacolare da molti anni

PREMIER LEAGUE: I QUATTRO ALLENATORI

Sarà un quartetto a guidare le rispettive squadre inglesi a vincere negli organizzatissimi e spettacolari stadi britannici. Quattro tecnici simili per alcuni aspetti, ma alle prese con obiettivi piuttosto differenti.

CARATTERISTICHE PARITARIE

Conte, Ranieri, Guidolin e Mazzarri portano Oltremanica i dogmi e gli insegnamenti del calcio nostrano. Continua la tradizione vincente o fortunata degli italiani all’estero. Dopo i successi di Ancelotti e Di Matteo al Chelsea e lo storico trionfo di mister Claudio Ranieri con il Leicester, aumenta la presenza italiana nel campionato inglese. Di contro diminuisce rispetto a un decennio fa sia la presenza di giocatori nati in Italia che provenienti dalla nostra Serie A. Segno evidente di un calo di fascino e qualità del nostro campionato. Non solo. C’è anche da dedurre evidentemente che il modo di giocare in Premier League mal si addice a chi è cresciuto fra le nostre scuole calcio.

Discorso inverso per la tattica e la cura dei particolari che invece è gradita ai presidenti facoltosi dei club inglesi.

I quattro tecnici sopracitati, anche se Ranieri e Guidolin hanno già un’esperienza rodata in Inghilterra, portano con sé caratteristiche comuni. Innanzitutto una forte componente di lavoro atletico, dispendioso e necessario per realizzare il pressing. A seguire la nettissima scelta della tattica contropiedistica a dispetto del possesso palla sterile: molto meglio coprirsi e colpire, che non farlo e patire, potremmo chiosare così. Difesa arcigna, ben organizzata, con un grosso apporto del centrocampo in fase di copertura e accelerazioni micidiali. Un diktat questo, poco applicato in quei d’Oltremanica, dove da dieci anni a questa parte è cresciuto il tasso tecnico degli attori in campo e si predilige nettamente l’aspetto offensivo a quello difensivo. Dedizione tattica, chiusura delle linee di passaggio e ripartenza fulminea. Un’idea sviluppata sia con li modulo tutto italiano, recuperato dagli anni ’60 del 3-5-2 e sia da quello rinnovato del 4-4-2 di Ranieri e infine il più chiuso 4-5-1 di Guidolin.

IL LEICESTER

Ranieri, che è “un vecchio lupo di mare” se l’aspettava che i suoi ragazzi alle prime amichevoli internazionali prendessero schiaffoni dai blasonati club di Champions. Recentemente in occasione delle amichevoli internazionali in America (International Chamions Cup) le Foxes hanno sofferto l’impatto con i club più blasonati.4-0 repentino del PSG senza storia.

La squadra di Ranieri non è stata smembrata come molti pensavano,ma sicuramente non s’è attrezzata per affrontare dignitosamente la Champions e nuovamente la Premier. In porta quest’anno ci sarà l’alternanza fra il giocane campione Schmeichel e il tedesco Zieler. In difesa il nuovo si chiama Hernandez Luis dallo Sporting Gijon, mentre a centrocampo l’innesto per sopperire a Kantè (preso dal Chelsea) è Mendy, francese dal Nizza, pagato fra l’altro 16 milioni. In attacco fondamentale la resistenza di Vardy e del club alle copiose offerte dell’Arsenal, ma preoccupa Riyad Mahrez, che distratto dal mercato, non rende più come prima (11 goal e 17 assist). Così il rinforzo proveniente dal CSKA Mosca è Musa. Nigeriano, classe ’92 e acquisto più costoso della storia del Leicester. Ad ogni modo mister Ranieri ora deve fare sopratutto un lavoro psicologico di convinzione nei suoi ragazzi per permetter loro di non aver timore delle grandi competizioni. Certamente si fa difficile pensare che la squadra campione d’Inghilterra possa ripetere l’impresa un altro anno, a fronte dei rinforzi acquistati dagli avversari, ma staremo a vedere.

CHELSEA

Conte ha da fare davvero un lavoro di ricostruzione, se vuole rimettere il Chelsea nelle posizioni che le competono. Non tanto per l qualità tecnica degli interpreti, quanto perché dopo il disastro della stagione scorsa, la squadra deve ritrovare equilibrio e convinzione. Conte lo sa già che deve lavorare sodo per far azionare la sua macchina.

Il suo 3-5-2 dal punto di vista tattico è perfettamente realizzabile con l’organico del Chelsea. Qualche dubbio resta su Oscar e Diego Costa, che difatti sono sul mercato, anche perché difficilmente collocabili nell’idea di base, se non in panchina. Con l’arrivo di Batshuayi e la forte pressione fatta da Conte per avere Lukaku, è difficile per il brasiliano naturalizzato spagnolo trovare un posto fisso. Tenendo conto che sempre dal mercato si parla di un forte interesse dei Blues per Jesè, giovane attaccante madrileno. Se perfino Pedro faticherà a trovare le sue chance, in attacco c’è più che abbondanza. A centrocampo la cerniera sarà data dal Kantè (eroe di Leicester), Fabregas, Matic e sugi esterni con minor qualità difensiva rispetto alle esigenze di Conte ci saranno o Cuadrado o Willian o Batshayi, adatato esterno basso. Stabile invece la difesa a tre con Cahill, Ivanovic, Azpilicueta.

SWANSEA

Guidolin dopo la salvezza dello scorso anno, quest’anno non cambia l’obiettivo. Ceduto Paloschi, tornato nuovamente in Italia, s’è coperto nel ruolo offensivo con l’olandese Fer, proveniente dal QPR. Non una grossa mole di reti, a dispetto delle partite giocate (69 presenze e 9 reti con 8 assist), ma uomo capace di far da sponda per i compagni del reparto. Altro innesto Orange è Van der Hoorn, proveniente dallìAjax. Età giovanissima e tutto da scoprire.

WATFORD

I Pozzo, proprietari del club, hanno deciso di puntare su un allenatore italiano, che lavora bene e ha ottenuto più complimenti per i risultati che trofei vinti. Walter Mazzarri dopo due anni di richieste e non richieste in Italia ha deciso di affrontare l’avventura inglese.

Dal mercato ha fatto arrivare subito uno dei suoi pupilli preferiti, Carlos Camilo Zuniga e ha avrà la possibilità di lavorare con volti a lui noti come Britos e Behrami. Non facile disinstallare dalla mente dei giocatori il 4-4-2 spettacolare di Flores, ma con dedizione e pazienza il tecnico di San Vincenzo può farcela. Nella difesa a tre il nuovo interprete come centrale è Kabasele. Belga, alto 1,87, prolifico sotto porta (7 reti con il club precedente). A centrocampo il lavoro coriaceo e duro degli esterni toccherà a Abdi e Holebas, oltre a Zuniga. Centrale nel gioco dell’italiano sono propri le ali. Sia perché devono correre moltissimo e sia perché devono saper coprire una linea mediana poco portata a creare gioco, ben più a distruggerlo. Complicato trovare un giocatore che sappia dar fantasia alla manovra e qualità tecnica, come lo era Hamsik. Capoué e Berghuis sono i due indiziati principali. I goal dovranno arrivare dall’ex primavera dell’Udinese Ighalo dotato di forza fisica e potenza e da Denney, vicino alle 100 reti in carriera, ma autore di pochi goal in Premier finora.Insomma non propriamente la coppia d’attacco Lavezzi-Cavani che caratterizzò e fece sognare i tifosi partenopei.

Le possibili formazioni delle quattro squadre potrebbero essere così:

LEICESTER (4-4-2): Robert-Zieler; Simpson, Hernandez, Morgan, Schlupp; Mahrez, Kanté, Mendy, Gray; Musa, Vardy

CHELSEA (3-5-2): Courtois; Cahill, Ivanovic, Azpilicueta; Willian, Matic, Fabregas,Obi-Mikel, Hazard, Batshuay, Diego Costa

SWANSEA CITY (4-1-4-1): Nordfeldt; Rangel, Fernandez, Van der Hoorn, Kingsley; Britton; Routledge, Fer, Cork, Montero; Ayew.

WATFORD (3-5-2): Gomes, Cathcart, Kabasele, Britos; Success, Guedloura, Watson, Capoué, Abdi, Deeney, Ighalo

FOTO: copyright www.destrosecco.it

STATISTICHE: TRANSFERMARKT

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Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

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