Il primo Chievo è da lustrarsi gli occhi

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Fonte youtube

Il Chievo Verona riparte da dove sa: lavoro, umiltà e collettivo. Tre ingredienti che hanno messo in ginocchio l’Inter di De Boer piuttosto macchinosa e in campo senza chiarezza

A cura di Emiliano Martinelli

Ci sono stati di mezzo tre mesi, forse qualcosa in più, ma la sostanza sembra essere rimasta quella dell’annata precedente. Già, perché il Chievo del confermato Maran ha saputo disputare una di quelle partite che definire perfette risulterebbe riduttivo, mettendo in campo quell’idea di gioco che lo ha caratterizzato nel corso del campionato conclusosi il 15 maggio scorso.

Ma la forza di questo gruppo è proprio il collettivo; difatti durante questa sessione di mercato estiva (che per la verità deve ancora terminare) non si sono messi a segno colpi di primo livello, ma si è puntato soprattutto sulla conferma dei pezzi pregiati come Castro, Rigoni e Meggiorini, tanto per citarne alcuni e al consolidamento della vecchia guardia.

Ed è stata proprio l’unione del gruppo che ha regnato sovrana domenica sera al Bentegodi, dove i calciatori si trovavano a memoria con tocchi di prima sapendo già il posizionamento del compagno destinatario del pallone. Queste dinamiche avremmo dovuto aspettarcele dalla nuova Inter di De Boer, che invece è apparsa macchinosa e senza delle idee ben chiare.

Tanto di guadagnato per il Chievo che ha saputo sfruttare al meglio le occasioni capitategli grazie ad un Birsa strepitoso che ha letteralmente fatto impazzire i difensori e i centrocampisti nerazzurri. Un Birsa che è partito col botto e che sicuramente non vuole fermarsi qui perché alla squadra della Diga serviranno tante altre magie e giocate di classe del fantasista sloveno.

Ma un altro aspetto da non sottovalutare è la solidità della difesa che nonostante l’età media elevata è riuscita a tappare qualsiasi buco concedendo poco o nulla alle punte interiste, questo grazie all’affidabilità perenne di Dainelli, che nell’occasione ha raggiunto il traguardo delle 400 presenze in serie A, al macigno Cesar, all’esuberante Cacciatore, che più che la fase difensiva si è occupato principalmente di spingersi oltre la propria metà campo, fornendo anche l’assist per la prima rete di Birsa ed infine al ritrovato Sorrentino che con il risultato ancora fermo sullo zero a zero ha compiuto due autentici miracoli balistici.

La filosofia di questo Chievo è lavorare sodo partita dopo partita e guai permettersi di viaggiare a due metri da terra, anzi bisogna mettere in gioco più umiltà possibile tenendo i piedi ben ancorati al pavimento per raggiungere il fatidico obiettivo dei 40 punti.

I MIGLIORI:

DAINELLI: 7 – Gli anni passano ma il gigante pisano rimane sempre una sicurezza, dimostrando sempre più il suo enorme valore sia tecnico che caratteriale

CACCIATORE: 7.5 – Sulla sua fascia di competenza anche il miglior Roberto Carlos avrebbe fatto fatica a contenerlo. Con le sue cavalcate ha dominato per l’intero match

BIRSA: 8.5 – Che dire: due reti di pregevolissima fattura siglate di destro da parte di un mancino naturale. Mancava poco che non ci credesse nemmeno lui. Incontenibile.

I PEGGIORI:

INGLESE: 6 – Nessun bocciato in casa gialloblù, anche se l’attaccante di Vasto è parso ancora un po’ indietro di condizione fisica, ma per giocatori della sua stazza c’è decisamente bisogno di più tempo.

 

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