Editoriale nerazzurro – Inter, arriva la prima sconfitta, ma la beffa è doppia!

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Ci aspettavamo la prima sconfitta dell’Inter ed è arrivata. Qualcuno la aspettava come quando si aspetta la pioggia in un periodo di siccità, altri avevano dimenticato le critiche estive e pensavano fossimo invincibili, per poi ripiombare nella catarsi che li avvolgeva durante la calura estiva. L’Inter è caduta. Per la prima volta in questa stagione. Il tonfo ha fatto scalpore e speriamo non porti con sé strascichi per il futuro. Intanto questa settimana tutte le altre ne hanno approfittato e così il Napoli è tornato in vetta, la Juventus ci ha superati e la Roma sarebbe virtualmente (vincendo la sfida con la Sampdoria da recuperare) addirittura sopra di noi. Da primi a terzi, con un “incubo” quarto posto che potrebbe materializzarsi. E adesso?

SCONFITTA AMARA – Una partita non brillante. Non ha di certo pesato l’impegno di coppa e non ha pesato il peso di quei tre punti in palio. L’Inter ha beccato una giornata storta, una di quelle giornate in cui niente deve andare come dovrebbe. I numeri sono impressionati e dovrebbero far riflettere sulla giornata no dei nerazzurri. Icardi ristabilisce la parità con il 95° gol in maglia nerazzurra, il 17° in diciassette giornate di campionato. Il capitano suona immediatamente la carica e nemmeno dopo un minuto dal vantaggio degli ospiti sigla il gol del pari.

I nostri giocatori provano a spingere, il primo tempo è un assedio, ma niente.

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La porta bianconera è stregata. Alla fine del match saranno 21 i tiri totali verso l’estremo difensore friulano, contro i soli 8 degli ospiti. Dieci le nostre occasioni da gol, una traversa, quella di Skriniar ed infine il 62% di possesso palla. Numeri che stridono e non poco con il risultato finale che vede l’Udinese uscire con tre gol da San Siro.

LA BEFFA NELLA BEFFA – Stop alla nostra imbattibilità e testa alla prossima sfida di campionato. L’Europa è alla nostra portata, ma, come si è visto sabato pomeriggio, occhio ai cali di concentrazione. Nessuna partita è facile, nessun avversario da sottovalutare, nessuna partita vinta in partenza.

Il risultato di Inter-Udinese deve fare riflettere non tanto per la mancanza di brillantezza di alcuni nel secondo tempo, ma per via di alcuni episodi che hanno, certamente, portato a questo risultato così inaspettato.

La principale responsabilità è da ascrivere ai giocatori scesi in campo.

C’è stato un calo? Può darsi, ma di certo questo calo, se c’è stato, non è di certo di natura fisica. Non è colpa dei 120 minuti di Coppa Italia, dove in campo sono andati, per lo più, delle seconde linee, ma dello sforzo mentale fatto da questi giocatori in questi otto giorni: dapprima la sfida di Torino, poi, in mezzo, il turno di Coppa Italia e lo spettro dell’eliminazione beffa ad opera di una squadra di Lega Pro.

Uno sforzo psicologico che avrà, forse, influito sulla prestazione della squadra e quindi sul risultato finale. Poi, ebbene sì, c’è anche un poi… bisogna evidenziare la sfortunata giornata della terna arbitrale e dei compagni di merenda al VAR.

L’Inter non ha perso per colpa dell’arbitro, sia chiaro, ma ANCHE per la decisione scellerata del direttore di gara di fischiare il rigore ai friulani.

Rigore controverso? Discutibile? Ci ha pensato il VAR a togliere ogni tipo di dubbio, no? Sembrerebbe proprio così, anche se… l’errore è stato proprio lì, nel chiedere l’ausilio del mezzo tecnologico. Andiamo ad analizzare l’azione incriminata.

Widmer va sul fondo e in scivolata mette la palla in mezzo, la sfera finisce sul braccio di Santon, alla fine Skriniar spazza, ma si sente il fischio dell’arbitro. Gioco fermo.

Dovrebbe riprendersi con una rimessa dal fondo. La palla, secondo direttore di gara e assistente, ha oltrepassato la linea di fondo. Tutto ciò che succede dopo il fischio dell’arbitro non dovrebbe esistere perché, ovviamente, il gioco è fermo.

So che starete pensando che il VAR dovrebbe servire all’arbitro per chiarire episodi dubbi e decretare, in caso, la presenza o meno di azioni irregolari in area. Tutto corretto. Il VAR serve anche a decretare la massima punizione, per fare cambiare idea all’arbitro in cui avesse “sbagliato”, ma in questa occasione l’errore è doppio. Se il direttore di gara fischia la rimessa dal fondo, perché torna sui suoi passi e decreta invece il rigore per gli ospiti? Cosa è andato a vedere? Perché, alla fine, ha cambiato idea, stravolgendo il regolamento? Questo non lo sapremo mai, ma sta di fatto che il VAR non poteva essere usato e quel rigore non doveva essere fischiato.

Perché il mezzo tecnologico NON è la moviola in campo e, da protocollo, non può essere usato per vedere se la palla fosse uscita o meno.

Guardate cosa affermava poco tempo fa Rizzoli.

NESSUN DRAMMA. PAROLA D’ORDINE: RIPARTIAMO –  La sfida contro l’Udinese ha gettato qualcuno nello sconforto, ha riportato i fantasmi che avevamo riposto negli armadi. Adesso che ne sarà di questa squadra? Era tutto un fuoco di paglia? Tornerà alla vittoria?

Bisogna stare sereni. È stato un incidente di percorso. Abbiamo subito uno stop. Il primo. Ne arriveranno altri? Può darsi. Sicuramente… abbiamo ottenuto punti anche quando meritavamo meno, ma questa è stata la nostra forza fino ad oggi. Quindi? Nessun timore reverenziale per il futuro. Il nostro campionato riparte da questa sconfitta interna, con la consapevolezza che sarà più difficile del previsto. Che per quasi un girone siamo stati in lotta ai piani alti senza concedere niente a nessuno, anche perché chi ci stava dietro fino a poche ore fa corre più di noi ed è necessario riprendere il feeling con la vittoria.

Urge tornare ad essere cinici. Serve tornare ad essere concreti. Bisogna tornare, fin da subito, alla vittoria.

Nessun problema. Adesso dobbiamo solo guardare positivamente al nostro cammino: Sassuolo, Milan in Coppa Italia e, infine, Lazio all’ultima dell’anno.

Tra due settimane faremo un primissimo bilancio di questa stagione, anche perché il Derby di Coppa sancirà un primissimo verdetto. Solo vincendo guadagneremo il passaggio del turno proprio ai danni dei cuginastri. Una doppia goduria post natalizia.

Se è vero che l’appetito vien mangiando, mi auguro che i nostri non si abbuffino durante queste festività natalizie.

Che si vinca o che si perda… #amiamola

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