Profondo Granata: Boyè, “el Toro” del Toro

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Che fosse un grande colpo, lo si era già capito in estate, quando Mihajlovic ne esaltava le caratteristiche in conferenza stampa. Ora ne siamo sicuri. Lucas Boyè è uno dei migliori talenti scoperti dalla rete di Cairo e Petrachi.

Il ragazzo ha un soprannome che, insieme a lui, è venuto dall’Argentina. “El Toro” lo chiamano, abbiamo iniziato a scoprire il perché.

Qualità

Ha un fisico statuario ed è un grande professionista. Già all’inizio della preparazione si è presentato in forma perfetta, a differenza di altri. Ogni giorno lavora duramente e migliora esponenzialmente. Il suo strapotere fisico gli permette di reggere a qualsiasi urto, tanto da diventare fino ad adesso, il “bersaglio” preferito da Joe Hart. Il portiere inglese infatti non perde occasione di calciare il pallone verso di lui, e Boyè, puntualmente ne ottiene il controllo.

Quando ha la palla poi è difficilissimo da fermare, fosse solo per lo spessore fisico. “El Toro” è anche dotato di un’ottima tecnica e di una grande velocità. Quando si insidia nelle linee difensive avversarie questo mix di qualità ne rende facile la penetrazione.

Quando c’è da difendere è forse un po’ impulsivo, ma, grazie a questa impulsività immediata ogni tanto riesce a sradicare la sfera dai piedi avversari.

Errori

Il giovane ha però, allo stato attuale, dei grandi limiti. Spesso infatti perde il pallone a causa di finezze che non sempre riescono bene. Altre volte sbaglia la giocata, specialmente l’ultimo passaggio, perché non alza la testa. Eppure, quando ha tempo, riesce ad avere una visione di gioco ottimale. Spesso da sue aperture sono nate azioni molto insidiose.

La sua impulsività potrà inoltre procurargli, alla lunga, alcune diffide scomode.

Il compagno ideale

Boyè sembra essere il compagno ideale per Belotti, in quanto riesce a concentrare l’attenzione dei difensori su di sé. Il giorno che riuscirà a limitare i suoi errori, risulterà devastante contro qualsiasi squadra.

Nonostante questa affinità, l’argentino ha dimostrato di poter fare reparto da solo nel periodo di assenza del Gallo. Le differenze tra i due sono comunque notevoli, almeno attualmente.

Chi sarà l’escluso?

Con il rientro di Ljajic contro il Palermo e lo spazio in attacco che si riduce, Mihajlovic dovrà fare delle scelte.

L’attacco attuale però sembra essere in grande forma. Iago Falque è il secondo marcatore granata, subito alle spalle di Belotti. Ecco quindi che la scelta più logica pare proprio essere la staffetta tra l’argentino e il serbo.

La differenza, nonostante la somiglianza tra i ruoli, potrebbe essere radicale. Con Boyè infatti la squadra è sempre devastante sulle ripartenze e sui rilanci di Hart. Con Ljajic la manovra potrà essere lievemente meno diretta, ma la grande visione e la tecnica sopraffina del pupillo di Mihajlovic possono fare la differenza. Senza contare l’arma in più sui calci piazzati.

Il giorno che “El Toro” riuscirà a carpire i segreti del suo compagno di squadra, il Toro si troverà un fenomeno in squadra.

Riuscirà Boyè a imparare abbastanza in fretta e a prendere il posto da titolare a uno tra Iago Falque o Ljajic?

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