Profondo Granata: Mazzarri facci sognare (almeno un pochino…)

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Il cambio di allenatore ha riportato un po’ di entusiasmo tra i tifosi granata. A giudicare dagli interventi sui social quasi tutti si auguravano il licenziamento di Mihajlovic. Mazzarri ha le caratteristiche per piacere ai tifosi del Torino.

Profondo granata: Mazarri è un allenatore grintoso e passionale e l’ha dimostrato sin dalla partita di esordio con il Bologna, nella quale l’arbitro l’ha più volte ripreso, invitandolo a calmarsi e sedersi in panchina e anche in occasione del gol del vantaggio di De Silvestri si è procurato una ferita alla mano per eccesso di esultanza.

Mazzarri è conosciuto anche per la pignoleria con cui studia le squadre avversarie e per una certa inquietudine che lo porta a dormire solo tre ore per notte.

Le carenze maggiori di Mihajlovic erano, secondo noi, di natura tattica. Non c’era la capacità di adattare il modulo di gioco in base all’avversario, meno che mai la capacità di cambiare atteggiamento a gara in corso.

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Il Toro di Mihajlovic non ha mai saputo tenere il risultato, subendo rimonte anche quando era in vantaggio di due reti (col Verona in casa e a Ferrara con la Spal, ad anche ad Udine, in vantaggio prima per 2-0 prima e poi 3-1, ha finito col vincere 3-2 grazie ad un salvataggio sulla linea all’ultimo secondo).

Il 4-2-3-1 (ultimamente corretto in un 4-3-3 un po’ più difensivo) è sembrato spesso troppo azzardato, esponendo la squadra a figuracce come il 4-0 rimediato nel derby di andata.

Lo schema solitamente utilizzato da Mazzarri è il 3-5-2, visto per la prima volta nel secondo tempo della partita di Sassuolo (quando il Toro stava subendo la pressione avversaria), mentre nella prima partita con il Bologna, disputata tre giorni dopo l’arrivo sulla panchina granata, ha schierato la squadra con il “vecchio” 4-3-3.

Cosa ci si aspetta dal mercato

Molti si chiedono se gli uomini a disposizione siano adatti agli schemi di Mazzarri e lo stesso allenatore ha detto, ovviamente, che preferisce avere a disposizione la squadra dall’inizio e non subentrare a stagione iniziata.

Salvo sorprese non ci sono troppe speranze da riporre nel mercato di Gennaio. L’obiettivo principale è il giovane ghanese Godfred Donsah del Bologna, da tempo inseguito dal Torino.

E’ un centrocampista con buone doti offensive ed al suo posto potrebbe partire Acquah .Nel cambio il Torino dovrebbe guadagnarci dal punto di vista tecnico ma è difficile ipotizzare un grande salto di qualità.

Uscendo dall’ambito strettamente calcistico, consiglio la visione del documentario di venti minuti “Godfred” prodotto dal Bologna Calcio, nel quale viene raccontata la vita di Donsah.

Notato da un osservatore in un torneo disputato su un campo in terra battuta in Ghana, si è trasferito in Italia dove ha potuto riabbracciare il padre, partito otto anni prima attraversando il deserto della Libia ed approdato su un barcone a Lampedusa.

Potrebbe finire in prestito il giovane attaccante argentino Boyè (il Verona sarebbe interessato), che ha trovato poco spazio e con lo schema di Mazzarri rischia di trovarne ancora meno.

Mi auguro che lo schema del mister renda inutile l’arrivo di Pazzini dal Verona, perché preferisco vedere giocatori giovani e motivati, con possibilità di crescita.

Al di là del positivo cambio di allenatore, un miglioramento dei risultati del Torino potrà avvenire solo se il “Gallo” Belotti tornerà ad esprimersi e a segnare con una certa continuità ed anche Ljajic (anche lui assente per infortunio nelle ultime partite), dovrà dare il suo contributo in termini di gol e assist.

Mancano diciassette partite e il settimo posto in classifica è soli due punti di distanza. Già all’inizio di campionato avevo scritto che questo poteva essere l’obiettivo realisticamente raggiungibile (Juve, Napoli, Roma, Inter, Milan e Lazio hanno budget e, di conseguenza, organici nettamente superiori).

Non sarà un grande sogno ma, visto che molti tra noi davano già per finito questo campionato con un anonimo piazzamento di media/bassa classifica, speriamo quantomeno di riuscire ad inseguirlo sino alla fine del campionato.

A cura di Palo Tamagnone

 

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