Profondo Granata: Toro, che gruppo!

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Foto di Paolo Pavan Quotidianopiemontese

Roma e Fiorentina. Nessuno pensava che saremmo usciti da queste due sfide a punteggio pieno, specialmente dopo le partite con Empoli, Pescara e Atalanta. Eppure dobbiamo crederci.

Abbiamo liquidato due “Big” del campionato italiano: i granata hanno messo in mostra tutti i propri pregi e difetti.

Il problema della difesa

Troppo è stato concesso domenica contro la Viola. A questo punto, non è nemmeno il fattore velocità a contare dietro. Barreca è stato infatti in grado di fermare tutte le possibili ripartenze della Fiorentina. Ciò che serve è più concentrazione. Sul gol di Babacar infatti una distrazione di Rossettini, ha permesso all’attaccante viola di colpire indisturbato. Contro la Roma era invece stata un’ingenuità di De Silvestri a permettere ai giallorossi di accorciare le distanze.

La forza del gruppo

Il più grande punto di forza del Toro di Sinisa è il gruppo. L’elemento che ha permesso di conquistare questi undici punti che sarebbero stati quattordici con un pizzico di fortuna in più.

Con la Fiorentina, in particolare, i ragazzi si sono sacrificati l’uno per l’altro. In fase difensiva, continui raddoppi hanno permesso di erigere un muro invalicabile, almeno finché c’è stata concentrazione.

In fase offensiva, i tre del tridente partivano aprendosi come le ali di un’aquila pronta a sferrare l’attacco decisivo. Come se facessero tutti parte di un corpo unico.

Purtroppo però, anche questo collettivo ha un punto debole. Ovvero la necessità della presenza di un giocatore onnipresente come Belotti. Spero quindi che Boyè, presto o tardi, possa rivelarsi un degno sostituto.

L’importanza dei singoli

Non mi stancherò mai di dirlo: con Belotti in campo il Toro ha sempre giocato in maniera aggressiva e letale. Senza di lui non ci sono stati risultati soddisfacenti. I pochi punti arrivati sono stati portati dalla qualità dei piedi di Iago Falque, anche perché l’acquisto più importante di quest’estate ha non ha potuto giocare tanto.

Sto parlando di Ljajic, fondamentale contro il Benfica (nonostante fosse un’amichevole) e nella parte finale con la Viola per mantenere il possesso palla ed essere comunque pericolosi. Purtroppo non siamo ancora riusciti a godercelo a pieno. Sicuramente contro il Palermo vedremo di cosa è capace, sempre che Mihajlovic non gli preferisca Boyè.

Proprio l’argentino, da quando ha potuto giocare come titolare, è diventato il punto di riferimento in attacco. La luce nel buio delle idee. Ogni volta che Hart non sa a chi dare il pallone lo cerca. E lui mantiene il possesso, dribbla qualcuno, cambia fascia con lanci millimetrici. A volte (spesso), si intestardisce, ma a nessuno importa, perché è una delizia per gli occhi.

Vogliamo parlare poi di Benassi? Il neo capitano granata e capitano dell’under 21, ha vissuto in mezzo a mille critiche il primo anno in granata. Con carattere, ha mantenuto il posto da titolare e oggi è il migliore centrocampista del Toro. È sempre determinante quando c’è da conquistare il pallone e far ripartire l’azione. È spesso fondamentale negli ultimi metri. E domenica è stato il migliore in campo.

Nonostante ci sia ancora tanto da lavorare, questa squadra sta mettendo in mostra grandi cose. Niente ci è precluso, anche se per ora bisogna puntare con decisione alla qualificazione in Europa League, e soprattutto alla partita contro il Palermo.

FVCG!

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