Profondo granata: un Toro sempre più triste

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Profondo granata: analisi da tifoso dell’anno 2017 e di questa metà stagione fra mercato e speranze non perdute – compreso esonero di Mihajlovic

Profondo granata: storia di un campionato triste a metà

Alla fine del campionato scorso avevo definito “triste” la stagione del Toro: oggi, alla fine del girone di andata, la tristezza non ha fatto che aumentare: 25 punti (4 in meno della scorsa stagione), e solo 5 vittorie in campionato; appena due in casa (Sassuolo alla seconda giornata, nell’unica vittoria netta sin qui ottenuta, e Cagliari due mesi fa); 3 vittorie in trasferta (Benevento, Udine e Roma contro la Lazio)…ma col Benevento si è vinto 1-0 al 93’ con grandi parate di Sirigu, e con la Lazio abbiamo ricevuto il ben noto “aiutino” (aiutone, dicono i laziali).

Un Toro da cui ci si aspettava di più…

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Dal Toro definito da Cairo “il più forte degli ultimi vent’anni” ci si aspettava di più, come ha correttamente ammesso Mihajlovic dopo il deludente pareggio dell’ultima partita col Genoa.

Se nella passata stagione l’organico del Toro era carente soprattutto in difesa (difensori centrali modesti e un portiere, Hart, di grande personalità ma discontinuo), quest’anno Sirigu e N’Koulou sono stati sempre fra i migliori, con Iago Falque e Ansaldi (ora fermo per infortunio, dovrebbe rientrare a Gennaio).

Il Black out offensivo: Gallo e i suoi compagni

Il problema principale è il rendimento degli attaccanti: il Gallo Belotti, a causa degli infortuni, del controllo asfissiante a cui viene sottoposto dalle difese avversarie, mettiamoci pure le sirene del mercato, è fermo a sole 4 reti.

Il “colpo” di mercato Niang è stato peggio che deludente, nella maggior parte delle partite un corpo estraneo alla squadra: è stato quasi sempre schierato in campo, con la speranza che piano piano trovasse la condizione. Solo nella partita col Genoa, schierato al centro dell’attacco per via dell’infortunio del “Gallo”, ha finalmente offerto una buona prestazione sfiorando più volte il gol. Vedremo presto se si tratta di una reale svolta o solo di un fuoco di paglia. Le altre alternative provate in assenza di Belotti, il giovanissimo Sadiq e l’argentino Boye’ si sono dimostrate totalmente inaffidabili.

False speranze dal mercato…

Nel mercato di riparazione sembra sia previsto l’acquisto di un attaccante di scorta (ma scorta è l’anagramma di scarto; puntare su una vecchia gloria come Pazzini mi sembra del tutto inutile, preferirei vedere all’opera il giovanissimo Di Luca che a volte è stato portato in panchina).

Una difesa troppo matura…

A causa degli infortuni di Ansaldi e Barreca gli esterni sono sempre gli over 30 Molinaro e De Silvestri, volenterosi ma limitati.

Un centrocampo troppo dispendioso per il modulo che si usava

Anche a centrocampo la qualità non è eccelsa, l’unico ad avere i piedi buoni è Baselli ma lo schieramento a tre costringe a spendere molte energie in fase di non possesso.

La squadra non è tutta da buttare, ci sono degli elementi giovani interessanti che finora hanno giocato poco (il difensore centrale brasiliano Lyanco, il portiere Milinkovic – Savic protagonista della vittoria più bella della stagione a Roma in Coppa Italia, nella quale ha segnato un goal un altro giovanissimo) l’attaccante Edera.

Malgrado i risultati deludenti, la classifica corta fa sì che il settimo posto valido per l’Europa League sia a soli due punti.

Ci sarebbe tutto il tempo per raddrizzare la stagione, ma ci vorrebbe un cambio di passo che con Mihajlovic sinora non è avvenuto. Ora si vedrà con il cambio di allenatore in corso, se l’obiettivo stagionale sia possibile.

La squadra non è tutta da buttare, ci sono degli elementi giovani interessanti che finora hanno giocato poco (il difensore centrale brasiliano Lyanco, il portiere Milinkovic Savic protagonista della vittoria piu bella della stagione a Roma in Coppa Italia, nella quale ha segnato un goal un altro giovanissimo) l’attaccante Edera.

A cura di Paolo Tamagnone

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