Profondo Granata: undici leoni all’attacco

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Tante parole sono state spese, tante gioie ritrovate. Che domenica scorsa contro la Roma siano scesi in campo undici leoni è un dato di fatto. Undici giocatori contro cui nulla ha potuto nemmeno l’eterno 10, Francesco Totti.

In breve…

Com’è andata penso che tutti ormai lo sappiano.

La Roma è partita forte. Con Dzeko ha subito provato a spaventare i Granata, ma Joe Hart di paura non ne ha mai avuta. Ricacciato indietro l’attacco romanista, è solo il Toro a farsi sentire in avanti, passando subito in vantaggio con la quinta rete di Belotti. Già. Cinque reti in circa 300 minuti. Sembra che siano in pochi ad essersene accorti.

Poco dopo Iago Falque gela il sangue ai giallorossi, colpendo il palo prima e Szczesny poi.

Le azioni successive non portano a nulla di concreto ed il primo tempo si conclude: 1-0 per il Toro grazie alla rete del Gallo.

Nel secondo tempo la Roma ritrova il suo capitano, accompagnato in campo da una splendida standing ovation da parte di tutto lo stadio, e un pò di coraggio.

I giallorossi ripartono forte e Dzeko permette ad Hart di rimettersi in mostra con uno splendido intervento in controtempo.

Dall’altra parte, Benassi illumina la strada per il gol a Baselli, che è troppo lento a concludere.

Subito dopo, Peres atterra Belotti in area e Tagliavento concede il rigore. Non è tuttavia il Gallo a battere ma Iago Falque, che trova l’angolino e segna.

Neanche il tempo di ritirare il fiato che in area granata De Silvestri concede a Totti, per il suo compleanno, il rigore per il suo 250 gol in serie A. Proprio l’ex Sampdoria sarà costretto ad uscire poco dopo per problemi fisici.

La Roma riprova nell’immediato a spaventare il Toro, ma è lo stesso a colpire poco più tardi. Prima con un tiro alto di Belotti e poi con la seconda rete (terza stagionale) di Iago Falque, sempre su assist di Belotti.

Verso la fine del match è ancora Szcezny a salvare la Roma da una figuraccia. Il polacco chiude infatti benissimo lo specchio sul tiro angolato di Zappacosta.

In chiusura sono i Giallorossi a provarci, senza però avere mai fortuna.

Una difesa concentrata

Hart ha ribadito il motivo per cui gioca titolare nella nazionale inglese e quanto il suo acquisto sia stato un grande colpo di mercato.

Castan si è distinto nel finale. Buona anche la prova di Rossettini. Non male invece De Silvestri fino al rigore per la Roma. Discreta la prova di Zappacosta a cui è stata negata la gioia del gol solo da Szczesny.

Poche parole in più vanno spese per Barreca, grande orgoglio del popolo Granata. Un ragazzo del vivaio, titolare in prima squadra e che cresce a vista d’occhio. Contro la Roma ha disputato una signora partita.

Il centrocampo inizia ad ingranare

Valdifiori inizia con calma a giostrare le azioni d’attacco e a trovare l’intesa con i compagni di reparto. Benassi ha capito che le occasioni vanno sfruttate. Dopo questa partita, grazie al cuore, la grinta e la tecnica che ha messo in campo, sarà difficile vederlo in panchina. Ad oggi è decisamente la mezzala più in forma del Toro.

Baselli, invece, non convince ancora. Potrebbe essere uno dei più forti centrocampisti italiani, ma non ci mette niente. Non mette grinta, non mette cuore, non mette cattiveria. Prova spesso delle finezze che gli costano il possesso del pallone. Mihajlovic se ne era accorto in tempo, relegandolo in panchina per provare a fargli capire la lezione. Speriamo che ci arrivi.

L’attacco è favoloso

Da anni i tifosi vedevano tanta qualità in zona offensiva.

Iniziamo da Belotti, ad oggi il giocatore con la media minuti giocati/gol più alta. Senza di lui il Toro è riuscito a racimolare un solo punto in due partite obiettivamente semplici. Con lui in campo qualsiasi squadra trema. Credo che il suo obiettivo, oltre a giocare bene, sia proprio strappare la scarpa d’oro ai sudamericani, e sembra che, per ora, possa riuscirci.

Passiamo poi per Iago Falque, scartato proprio dalla Roma per pochi milioni rispetto a quelli che dalla capitale hanno pagato per averlo dal Genoa. Il ragazzo sembra aver ritrovato la continuità che aveva in Liguria. E anche il piede. Con il suo terzo centro stagionale è il secondo marcatore del Toro.

Concludiamo poi con Boyè, anche se sono sicuro che di parole su questo ragazzo non ne diremo più abbastanza. Anche lui ha giocato una splendida partita. Capisco cosa Mihajlovic veda in lui. Non posso davvero immaginare quali siano i suoi margini di miglioramento. Ogni rilancio dal portiere è stata roba sua. Ogni palla in avanti è stata roba sua. Molte delle azioni d’attacco sono state roba sua. Sembrava avesse il dono dell’ubiquità. Per tutti e 90 i minuti. Il tempo di migliorare la visione di gioco magari mettendo un pezzo di ferro tra il mento e il petto e il Toro troverà un Signor giocatore.

Solo applausi sono quelli che si meritano i ragazzi, solo applausi sono quelli che si merita il Toro.

FVCG!

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