Race Analysis Moto GP: In America è mancato lo spettacolo

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America, Austin, Boring Texas: quasi nessuna emozione per i centauri del weekend. Marquez ha vinto, ma gli strascichi argentini hanno influenzato le manovre dei piloti

A cura di Giacomo Lago

America: zero emozioni

In America è andata in scena la terza gara del campionato del mondo MotoGP ad Austin, Texas. Nel Circuit of the Americas, però, lo spettacolo non è certamente stato dei migliori. Forse partendo dal fatto che il GP delle Americhe è territorio di caccia di Marc Marquez, autore della sesta vittoria consecutiva nel tracciato statunitense, sin dall’anno del suo esordio. C’era da aspettarselo. Ma onestamente, tranne qualche bagarre nelle retrovie, la gara di ieri non è stata in grado di accendere gli animi degli appassionati.

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È mancato un po’ tutto: la grinta, la follia, l’aggressività. Complice un altissimo livello di attenzione della direzione gara alla condotta in pista di ciascun pilota, a causa del comportamento tenuto da Marquez nella precedente gara in Argentina e dal successivo confronto in Safety Commission di venerdì scorso, i centauri della classe regina delle due ruote hanno evitato di compiere ulteriori disastri.

America: dov’è finito Lorenzo? 

Seppur non sia stato un GP spumeggiante, la gara di Austin ha ancor più messo in evidenza la crisi di Jorge Lorenzo con la sua Ducati, solo undicesimo e a circa 18 secondi dal compagno Dovizioso, giunto quinto in seguito ad un duello ravvicinato con Johann Zarco, pilota Tech 3.

Tra gli altri abbiamo visto un Andrea Iannone in grande spolvero con una Suzuki sempre più in palla, terzo al traguardo, alle spalle di un ottimo Maverick Viñales, secondo e con un grande sorriso a fine gara.

Per Valentino Rossi invece una prestazione un po’ in ombra, con il Dottore che non è mai apparso in grado di lottare seriamente per il podio. Infine un applauso a Tito Rabat, ottavo ma primo tra i piloti con la Ducati Desmosedici GP 17, ovvero la moto dello scorso anno.

Dall’America alla Spagna….sperando si riaccendano i motori

Ora testa all’appuntamento di Jerez de la Frontera del prossimo 6 maggio, dove una conformazione del tracciato più classica, unita ad una temperatura che si preannuncia molto calda, sarà sicuramente d’aiuto nel riaccendere un campionato ancora molto lungo.

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