Il richiamo della Cina

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C’era un tempo in cui i migliori calciatori si legavano in maniera indissolubile ad una squadra e con lei passavano gran parte della loro carriera.
C’è stato un tempo in cui tutti i giocatori miravano a vestire le maglie dei club più prestigiosi.
Non sono più quei tempi. Adesso è il tempo dove l’Europa sta piano piano diventando sempre meno importante a livello di calciomercato. Adesso è il tempo in cui è la Cina a farla da padrone. Non possono offrire la storia e nemmeno i trofei, ma possono offrire molti, forse troppi, soldi. Da Hulk a Guarin, da Paulinho a Pellè, fino ai più recenti Oscar e Tevez. Già, Tevez. “El jugador del Pueblo” che nell’estate del 2015 scelse di tornare dove tutto era cominciato, al Boca Juniors. Certamente per lui la scelta di questi giorni pare più sensata dal punto di vista anagrafico, visto che a febbraio compirà 33 anni. Ma ormai la Cina non è più soltanto il posto dove ottenere l’ultimo contratto della carriera e Oscar ne è l’esempio più calzante avendo appena lasciato il Chelsea per lo Shangai SIPG all’età di 25 anni. Inoltre, considerando che il calciomercato è solo all’inizio, è probabile che altri giocatori, come Birsa o Kalinic, intraprendano la via dell’Oriente entro il 31 gennaio.
Jorge Luis Borges diceva “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio“. Beh, ogni volta che un giocatore lascia la sua squadra per andare a giocare in Cina, lì muore un po’ di magia del calcio. È successo con Tevez che ha tradito la sua gente per diventare il calciatore più pagato al mondo. E così l’Apache ha preferito il dinero all’essere ricordato come “jugador del pueblo“.

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