Rio 2016: una nazionale che ci esalta più del calcio

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La nazionale di pallavolo maschile vince per 3 set a uno contro l’avversario americano. Finalmente una nazionale che è fatta di carattere e spirito

Una nazionale che esalta, quella del volley maschile, nonostante fra le sue fila non ci siano più i Lucchetta, Fei, Mastrangelo e Giani del caso.

La nazionale azzurra a Rio porta a casa la sua seconda vittoria consecutiva, dopo quella con la Francia. Certo quella di ieri sera, tuttavia, non è stata una partita normale, anzi è stata una sfida ricca di emozioni.

Finalmente il popolo italiano ha visto ragazzi in campo che danno l’anima, che nonostante non ci sia il loro capitano, fanno di tutto per vincere. Davanti non avevano un’avversaria qualunque; c’erano gli Stati Uniti, con i loro Russel e Anderson a schiacciare imponenti e cercare la diagonale devastante.

Nessuno dei ragazzi, a parte una piccola parentesi del secondo set, s’è mai perso. Un gruppo coeso, disposto a soffrire, come ben esaltava nella sua telecronaca italo -americana il campione Lucchetta.

Blengini è il maestro di un’orchestra che ancora deve suonare i pezzi migliori con le schiacciate di Zaytsev e le giocate preziose di Giannelli. Ieri “lo zar” ha messo a segno ben tredici punti, ma sopratutto in battuta può fare  molto di più. L’altro invece s’è acceso a intermittenza e certamente grava su di lui anche la giovane età. Una squadra, quella azzurra, che ieri ha sofferto sopratutto sul muro. D’altronde, era quasi impossibile competere per altezza ed elevazione con Russel e compagni. Meno male che il libero era Rossini, che ha fatto il possibile per far diventare i suoi polsi bordeaux per ricevere le battute di Sander e dei laterali americani.

Gran partita, combatuttisima in ogni set, con predominio equilibratissimo da parte degli azzurri. Una sfida che ha messo in luce il carattere e la tecnica (sorprendenti e imprevedibili le giocate di seconda e quelle di prima di Piano e Lanza) unito alla coscienza di essere forti, pur mantenendo la massima umiltà. Gli Stati Uniti erano alla nostra portata, ma quanto animo ci hanno messo su ogni palla da quelle irrecuperabili in ricezione a quelle giocate con l’aiuto della fortuna.

L’itali c’era sempre in campo! I ragazzi una volta uscito il loro capitano, l’icoraggatore Birarelli non hanno mai mollato un centesimo all’avversario, mantenendo un costante più di due di differenza e trasmettendo agli avversari la sensazione che solo col sangue si sarebbero presi il punto. Poche le distrazioni di posizionamento o di gioco di squadra.

Finalmente una nazionale che ci esalta, che ci fa soffrire, ma anche che ci tramsette orgoglio, perché quando ogni spettatore vede “lo zar” Zaytsev lanciarsi dalla seconda linea o sul muro avversario non può non esaltarsi. Lo stesso dicasi per le giocate e le palle infuocate scese dal palmo di Juantorena. Che schiacciatore ragazzi, che potenza devastante e che pallavolista! Non mollava mai, nemmeno quando i ragazzi avvertivano il fiatone. Vogliamo poi parlare delle intuizioni geniali di Giannelli e Piano. Americani sorpresi e colpiti sopratutto in ricezione, laddove spesso non hanno retto il nostro ritmo martellante e la nostra potenza devastante.

Si potrebbe dire che di fronte ai giganti americani abbiamo opposto potenza made in Italy e coesione al massim sforzo, con tocchi di tecnica individuale da veri campioni.

Certo, per chi non frequenta tutti i giorni i campi di volley, vedere quei ragazzi lanciarsi di fronte alle “manone” dei centrali e opposti americani dava motivo d’orgoglio ed esaltazione nazionale.

Dopo la delusione di Pellegrini e la poche presenza degli sport di squadra a questa Rio2016, questi ragazzi, quelli di Blengini sono la nostra speranza.

A tal punto da poter dire che questa nazionale a tratti ci esalta più del calcio.

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