Rivoluzione Milan: dalla Società al Mercato

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Dopo gli ultimi clamorosi avvenimenti e, a meno di un mese dalla fine del mercato, è rivoluzione in casa Milan: sia nella società che nel mercato. Ecco il recap dalla situazione.

Al capolinea l’era del fantasma cinese

Pochi giorni fa l’era cinese milanista è stata frenata bruscamente arrivando al capolinea.

Yonghong Li non rimborsando il debito con Elliott ha perso il controllo immediato della società.

La presidenza di Li passerà alla storia probabilmente come la peggiore di sempre in quanto non è mai riuscita a dare delle garanzie concrete il tutto contornato da un alone di mistero che avvolgeva questo personaggio.

Li era un fantasma: non si sapeva bene chi fosse e soprattutto da dove arrivassero i suoi capitali e l’ipotetica potenza economica a sua disposizione. Non a caso risulta attualmente indagato per falso in bilancio.

Col controllo societario passato al fondo Elliott il Milan esce dal limbo in cui era intrappolato.

Si sa chi comanda, viene diramata una nuova formazione societaria chiara in cui ognuno ricopre un ruolo specifico. Ecco dunque che a fronte di queste novità il TAS di Losanna ha deciso di annullare la sentenza Uefa riammettendo il Milan in Europa League.

Passiamo ai licenziamenti formali

Con l’arrivo della nuova proprietà i primi a subirne le cause sono stati Fassone e Mirabelli entrambi licenziati a distanza di pochi giorni.

Loro, come Yonghong Li, non verranno sicuramente ricordati con piacere.

Arrivati con grande volontà l’anno scorso  hanno forse pensato più a lanciare dei motti estivi piuttosto che operare in maniera seria e professionale.

I soldi della scorsa campagna estiva sono stati in gran parte spesi male.

Parlare col senno di poi è facile per tutti ma in un mondo, come quello del calcio, dove girano grandi somme di denaro fare degli errori troppo grandi porta a delle rispettive conseguenze.

Nuova Vita, Vecchi Amori

Come ogni capitolo che si chiude il nuovo che si apre porta aria di cambiamento.

La nuova proprietà ha subito mostrato idee chiare facendo piazza pulita di coloro che non rientravano più nel progetto Milan.

A ciò si aggiunge una serie di ritorni che avevano già vissuto in passato l’ambiente rossonero: si vocifera del ritorni di Braida e dell’arrivo di Maldini ma la notizia più grande riguarda il ritorno di Leonardo come ds.

Scelta coraggiosa: Leonardo ha sempre svolto un ottimo lavoro, più come dirigente che come allenatore, ma il suo passato all’ Inter complica le cose.

 

ritorno di Leonardo: pro o contro?

Il suo passaggio ai cugini è stato un vero e proprio tradimento che non può passare in sordina.

Ormai però il posto è stato occupato perciò non possiamo far altro che aspettare prima il suo operato per poi dare un giudizio finale.

Il messaggio che si vuole dare è quello di riportare il Milan ai fasti di un tempo con un mix tra giocatori d’esperienza di caratura e giovani in rampa di lancio.

Nessuno quindi, tranne pochi casi, diventano sicuri del posto: Montolivo finisce sul mercato, troppo vecchio e con un ingaggio oneroso. Parallelamente la cessione di Locatelli  viene fermata.

Il messaggio della nuova società è aggressivo e chiaro.

Ringhio è già il tempo di tornare a casa?

I nuovi cambiamenti non solo hanno fatto tremare alcuni giocatori ma hanno probabilmente fatto perdere parte della sicurezza anche all’allenatore.

Gattuso o Conte: chi deve allenare il Milan?

La volontà di cambiare e il recente esonero di Conte, che è quindi attualmente libero, sono punti da tenere in considerazione.

Conte è l’allenatore che permetterebbe un grande salto di qualità, quello step in più per arrivare verso i primi posti.

Gattuso, però, merita una chance: il suo operato la scorsa stagione è stato ottimo.

Probabilmente non ha tutta l’esperienza, la tecnica e la bravura che dispone Conte ma deve essere lasciato libero di lavorare in pace in modo da poter esprimere al meglio le sue qualità e idee.

L’ennesimo cambio tecnico, ora come ora, non porterebbe vantaggi: la preparazione ormai è già avviata e Gattuso è colui che incarna proprio il Dna Milan e merita di giocarsi tutte le sue carte a disposizione.

Giuda Bonucci

Ora che gli aspetti societari sembrano più stabili finalmente anche il Milan può cominciare a pensare al mercato.

Senza grandi illusioni però: prima di comprare bisognerà vendere.

Ora come ora, però, l’asse Milano Torino è più che mai infuocato.

Sul tavolo il nome di Leonardo Bonucci: tecnicamente viene da una stagione mediocre. Ha fatto un buon girone di ritorno ma non dimentichiamoci del suo pessimo inizio stagione.

Da subito capitano non è mai stato un vero leader e non è riuscito a reggere il peso della pressione.

La sua volontà di tornare alla Juventus dopo solo una stagione mostra come in realtà sia solo un vigliacco codardo. Non è un giocatore da Milan.

Nella trattativa potrebbe rientrate anche Caldara: giovane difensore italiano che con Romagnoli e Conti il Milan formerebbe un pacchetto difensivo formidabile.

Caldara ha meno esperienza di Bonucci ma è molto più giovane, ha in ingaggio ridotto, conosce molto bene il campionato e ha già giocato l’Europa League l’anno scorso. Prenderlo sarebbe un colpaccio.

Ricerca (disperata) del Bomber

Entrambi sono in uscita: scambio equo?

Il Milan necessita però più di ogni cosa di un vero attaccante che ancora manca.

I nomi più caldi sono quelli di Morata, Benzema e Higuain.

Tutti ottimi nomi ma tre trattative difficili: Higuain forse permetterebbe di dare più garanzie ma poco importa chi arriverà. L’aspetto più cruciale è che in fin dei conti arrivi qualcuno di prima fascia senza ripiegare su delle seconde linee.

In primis, però, vanno piazzati tutti gli esuberi: Gomez, Bacca, Montolivo, Kalinic e Silva sono tutte pedine non più utili alla causa.Ma mancando meno di un mese alla fine del mercato, riuscire a piazzarli senza fare grandi minusvalenze diventa sempre più complicato col passare dei giorni.

Dopo mesi di stallo, la svolta della bufera societaria ha mischiato tutte le carte sul tavolo: per ora sembra aleggiare la quiete dopo la tempesta ma al Milan aspetta un ultimo mese di fuoco per provare a costruire una squadra competitiva e un sistema societario chiaro e stabile.

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