Roma: l’addio di Sabatini, l’Etrusco residuale

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LA ROMA CAMBIA IL DIRETTORE SPORTIVO. VIA SABATINI, DENTRO MASSARA!

Walter Sabatini, con la conferenza stampa di giovedì scorso, ha salutato direttamente stampa e società, e dopo 5 anni di compravendita si è sentito anche molto emozionato per questi saluti. Lo si è visto sereno e concentrato, nel raccontare vari episodi che l’hanno indotto a lasciare la Roma, tra cui anche il mancato acquisto di un giocatore sudamericano.

“C’è un giocatore che non ho preso, che con una manovra sudamericana avevo mosso da una società all’altra per acquisirlo in un secondo tempo, promettendo il 50% alla società che la perdeva. L’ho perso perché mi sono mancate l’arroganza, la forza, la determinazione e la sicurezza di poter fare quell’operazione. Perso questo giocatore, ho capito di non meritare più la Roma, anche se l’ho meritata per le cose importanti che ho fatto in questi 5 anni. Se non sono in grado di farle, me ne devo andare. Adesso non voglio dirlo perché sono troppo incazzato. Odio non averlo preso, mi fa star male, sportivamente voglio morire”.

Dura affermazione questa, da parte dell’ex ds, che con una punta d’orgoglio, si punisce dando l’addio alla Roma per aver fallito un colpo che avrebbe potuto fare.

A quanto pare, secondo le fonti radio, il giocatore in questione sarebbe l’argentino Boyè del Torino.

Dopo la richiesta di fumare una sigaretta, perché Walter si sa, a Roma viene chiamato “il fumante” e nell’impossibilità di farlo in sala conferenze, si stava letteralmente fumando sotto, ha deliziato la platea con una chicca poetica delle sue, descrivendo Pallotta come “… un bostoniano allegro, propositivo, incline allo studio della statistica, alla frequentazione di meeting. Io sono un europeo crepuscolare, solitario. Io forse non sono un europeo, sono un etrusco residuale.”

Mi mancheranno queste perle poetiche da parte di Sabatini!

CHE COSA PENSARE?  La tifoseria è un po’ divisa su questo addio. C’è chi ha sempre acclamato e sostenuto Sabatini, e c’è chi lo ha sempre contestato per i suoi trascorsi a contatto con Lotito.

E c’è chi adesso, come me è contento, perché se la Roma non ha mai vinto niente durante questi 5 anni, è anche giusto che ci sia un ricambio fisiologico. Si può fare mercato sia con Sabatini, che senza Sabatini. L’importante è avere sempre una buona organizzazione societaria, con un programma da seguire, e con le spalle larghe per poter accontentare l’allenatore per le richieste.

Non dimentichiamo che Walter Sabatini, come del resto anche altri ds, sono degli esecutori societari e quindi le operazioni che faranno, saranno sempre in linea con i programmi dirigenziali.

Chiaro è che uno come lui è un ottimo talent scout, sia per valorizzare giovani promesse, soprattutto sudamericane, sia per vendere giocatori di medio e scarso livello e farci una importante plusvalenza.
Tra i vari affari, ricordo la vendita di Bradley al Toronto per 8 milioni, di Marquinhos al PSG per 32, Lamela al Tottenham per 30, Benatia al Bayern Monaco per 30, Bertolacci al Milan per 20, Romagnoli sempre al Milan per 25, per finire con Pjanic alla Juve per 32 milioni. Senza contare altri bei colpi di mercato, che hanno fatto molto bene nella Roma.
C’è da dire però, che qualche fiasco, lo ha preso anche lui. Spicca tra questi il buon Iturbe, preso a 30 milioni e ancora non all’altezza della situazione o Doumbia per 16 milioni, che continua a girovagare l’Europa in prestito, nell’attesa di piazzarlo a qualche estimatore.

Walter Sabatini è un gran volpone per questo tipo di mercato. Ma non può andar d’accordo coi piani societari della Roma e degli allenatori che sono stati scelti in questi 5 anni. I vari Luis Enrique e Zeman, sono allenatori aziendalisti e che lavorano con giovani. Mentre gli altri successori, Rudi Garcia e Spalletti, sono invece allenatori che vogliono giocatori pronti e formati e non amano rischiare con i giovani.

Dunque, in un programma societario coerente, il ds che compra soprattutto giovani, dovrebbe collaborare bene con un allenatore che li mette in campo. Però in questo caso, si limiterebbero molto le ambizioni di crescita di una società come la Roma, in quanto se si costruisce una rosa formata esclusivamente da giovani, si rischia di galleggiare in Serie A a metà classifica e di non ambire nemmeno a partecipare alle Coppe Europee in quanto l’inesperienza si paga.
I successivi allenatori, Garcia prima e Spalletti poi, si sono adattati un pò a quello che gli veniva offerto dal ds, ovvero un mix tra giocatori in prestito, vecchie glorie che volevano rimettersi in gioco in vista dei mondiali in Brasile, giovani promesse che sarebbero servite alla rivendita per la plusvalenza. Per cui le caratteristiche di questi due allenatori, sono in contrasto con il modo di fare di Sabatini, che in più di qualche occasione, ha dovuto modificare il suo operato per il bene della società.

Io penso che Spalletti debba essere il faro delle operazioni di mercato della Roma.
Dovrebbe indicare le tipologie di giocatori che gli servono per migliorare la rosa, che siano giocatori esperti e polivalenti e che il ds in carica, debba solo cercare di segnalargli chi prendere e di accontentarlo nei limiti del possibile e di budget societario. Il sostituto di Sabatini, quindi, sarà Frederic Massara, suo stretto collaboratore che a sorpresa, è stato annunciato in diretta proprio durante la conferenza stampa.

Massara, visto e considerato che ancora non è un personaggio di spessore nel mondo del calcio, potrebbe essere utile nella collaborazione con mister Spalletti. Ma la mia preoccupazione principale, è che a Roma la stampa pur di vendere qualche giornale in più, a gennaio potrebbe metterci poco tempo a….” massacrà Massara” a livello mediatico.
Speriamo bene!
Saluto quindi l’ex D.S. Walter Sabatini, il cosiddetto “etrusco residuale”, come si è definito e contemporaneamente faccio un “in bocca al lupo” al successore Massara!

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