Romagnoli, Milan-Genoa: storia di fantasmi, streghe e fortuna

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Milan-Genoa

Milan-Genoa 2-1. Termina così il recupero della prima giornata di campionato di serie A. È capitan Romagnoli a risolvere la frittata della solita incosciente difesa

Milan-Genoa 2-1: la partita del tifoso

A ripensarci oggi, primo novembre, si potrebbe pure dire: dolcetto o scherzetto? No, beffetta Romagnoli. Perché quella che il Milan perpetra ai danni del Genoa è proprio una bella beffa. Uno scherzetto maligno, nella notte delle streghe, dei fantasmi e degli spiriti cattivelli. Rischiava di essere un Halloween davvero maldestro quello che ieri sera ha fatto vivere in affanno i tifosi rossoneri.

A inizio partita Gattuso non molla l’idea nuova ed efficace delle due punte. Ma non cede nemmeno alla tentazione di lasciar fuori Chalanoglu e Suso. Così il Milan si presenta in campo con un inedito 3-5-2. In realtà un 3-4-1-2 nascosto. Il turco corre lungo la linea mediana e trequarti di sinistra. Suso si piazza lì bello a destra e davanti spazio alla coppia Cutrone-Higuain. Anche se io penso che sia un po’ matto a mettere quella macchina meccanica dello svizzero come terzo centrale. Certo i ragazzi ieri sera dovevano vincere e fare la partita. Se con il tridente puro non sempre ci riusciamo e con le due punte abbiamo bisogno di un’imbucata, forse forse può essere un’idea vincente.

Il primo tempo di Milan-Genoa: Milan con il minimo scarto

Infatti pronti e subito si va in vantaggio. Ottimo! Con il solito Suso, che libera quel magico sinistro e che ci fa sentire più sereni. Adesso basta che il Pipita o Cutrovich ne fanno un altro ed è finita. I ragazzi ci provano con Kessie che si infila, ma calcia male. Poi quel disgraziato di Bakayoko la passa a Donnarumma, che con i piedi è impedito e mi corre un brivido. Partita normale. Noi facciamo qualcosina, loro meno che meno.

Secondo tempo: Romagnoli l’autogoal e il vantaggio del Milan

Nel secondo tempo si iniziano a materializzare i fantasmi. Prima Radu fa un incredibile balzo su un tiro potente di Higuain, deviato due volte e mi chiedo come abbia fatto a evitare il goal. Ed è un bel segnale perché il Milan la vuol chiudere. Poi ecco che si fanno vedere i soliti scheletri della difesa. Altro che pezzi di ossa, zombie. Bakayoko, che non amiamo molto ormai, fa una cosa sbilenca in area. Romagnoli la controspazza su Kuamé e beffa Donnarumma. Fammi pensare: è il solito goal concesso agli avversari. Noi ne concediamo uno a partita ormai!

Tu pensa che quello là, fino ad allora aveva pure fatto una buona partita con interdizione, gamba e corsa. Così il capitano si prende un demerito, non suo, per aiutare un inefficiente.

Infatti lo stesso ex Monaco subito prova a riparare pressando alto e cedendo la palla a Higuain, che si distreca da due avversari, ma trova super Radu. Intanto il pensiero di tutti è: come a Empoli due punti buttati.

Le streghe ballano e il Milan si impanna

Le streghe ballano a portar iella e ci riescono di nuovo quando Kessié calcia al volo in area. Radu ancora si stende e c’è. E come se non bastasse la stessa cosa accade con Suso. Tiro all’angolino in fondo e il portiere genoano o il fantasma di Terraciano che lo possiede la para di nuovo. Nel frattempo, Lazovic prova a piazzarla e a farci tremare. Ma Gigio, che non ha piedi, ma mani buone sì, salva il risultato.

Il tempo scorre, Castillejo non cambia nulla, il Genoa la spazza via in continuazione. I diavoli ballano la centunesima macumba e l’impressione è un’altra serata storta. Come a Napoli, nel derby, a Empoli e così via.

Poi, al 92′ o giù di lì, arriva un miracolo nella notte delle stregonerie. Rodriguez la lancia a caso in alto, Radu la colpisce malissimo e la fa rimbalzare sul sinistro di Romagnoli, che nemmeno se ne accorge, la manda in rete a pallonetto. Esplosione di gioia, tutti si abbracciano e Gattuso va a stringere al petto proprio Bakayoko, che aveva frittato il vantaggio del Milan.

Dall’alto corvi, cornacchie, fantasmi e quant’altro se ne vanno. È un Halloween meno tenebroso. Anzi è uno scherzo vederci in quarta posizione con la Lazio.

Romagnoli: il capitano pronto a morire!

Aveva dichiarato qualche giorno fa: “Saremmo disposti a morire per Gattuso“. In senso metaforico l’ha detto e l’ha fatto. Da gran giovane capitano, ha riparato al suo stesso errore, peraltro involontario. Chapeu ad Alessio, che nonostante sulla corsia sinistra crei problemi a Donnarumma per la difficoltà a intendersi con il compagno di squadra Rodriguez, ieri ha davvero fatto una grande cosa. S’è fatto trovare in area al 91′. Era nel posto giusto al momento giusto. Qualcuno ha persino osato paragonare il pallonetto involontario del capitano al tocco vellutato di Baggio in Inter-Roma. Sinceramente sembra troppo. Gesto efficace, vincente, ma probabilmente molto casuale. È una rete fondamentale. Ci porta al quarto posto; ci consente di portare a casa la seconda vittoria consecutiva e dimostra che la tanto temuta tenuta mentale, richiamata più volte dall’allenatore, finalmente c’è. Il Milan riesce a restare in partita per 90′ minuti.

Una difesa inaffidabile

Certo è poco, ancora troppo poco. Gioire perché la propria squadra sia capace di restare concentrata per tutta la partita a fine ottobre è un limite. Sopratutto se è l’ennesima rimonta subita, come con la Samp, il Napoli, l’Empoli e la Roma. Andando avanti di questo passo, il Milan non riuscirà mai ad arrivare quarto. Basta un paragone proprio con i cugini. La loro difesa è quasi impenetrabile e stanno portando a casa vittorie su vittorie. Nel nostro campionato chi non sa difendere, meglio che non faccia dichiarazioni sontuose.

Quindi, sebbene sia quarto, il Milan con quella difesa inaffidabile, non ci rimarrà per molto. E non è una gufata, è una constatazione. Speriamo che con un ritorno alla difesa a tre, ben quadrata, come ieri, si raggiungano progressi rilevanti. Ma non è mica tutta colpa della difesa, ovviamente. È vero che spesso gli uomini sfuggono a Musacchio o a Romagnoli, ma vogliamo parlare della cerniera?

Un centrocampo in difficoltà

Anche ieri Bakayoko, con un errore marchiano, ha rovinato una prestazione discreta. Il francese ha corso, s’è proposto, ha fatto i giusti falli tattici. Sta sicuramente migliorando. Ma in una San Siro, che non lo ama, non puoi commettere un errore del genere. Sicuramente è un ragazzo generoso. Prima di gettarlo via, bisogna pensarci un attimo. Però, deve mostrare più attenzione.

Ad ogni modo Bakayoko o meno, resta un problema di assetto. Anche quando giocano Biglia o Kessie o Josè Mauri o chi vuoi tu, il Milan o prende goal o si espone al rischio. Questo è un centrocampo ridotto ai minimi termini. Non riesce a garantire copertura quando serve. Infatti il Milan spesso viene infilato in contropiede, quando gioca con pressing alto.

A questo punto preferirei o rivedere Montolivo che può darci equilibrio e gambe o un Kessié meno presente in area loro e più in area nostra.

Così, come c’è da capire perché questa squadra, quando viene pressata con continuità, non è capace di giocare la palla a terra, ma si rifugia in Donnarumma. Non può essere solo un problema di mancini, come la coppia Rodriguez-Romagnoli. C’è un problema di guida tattica. Nessuno ha mai il coraggio di andare a prendere palla sulla nostra metà campo e organizzare il gioco. Ci manca un giocatore di questa caratura e personalità.

Gattuso sperimentatore fortunato

E per una sera Gattuso è stato uno sperimentatore fortunato. Dopo che Leonardo probabilmente gli ha bisbigliato di avere maggior elasticità mentale, ecco che Ringhio tira fuori la chicca: il 3-5-2. Un assetto da provare, rivedere e migliorare. Un’idea dovuta anche alle assenze. Una soluzione per innescare le due punte e conservare la dinamicità e la fantasia di Suso e Chala. Un progetto che può essere vincente, ma che ha bisogno di continuità. In effetti rispolverare il fantasma modulare di Montella con un Laxalt capace di correre e proporsi più di Rodriguez e un Hakan più a gestire la fase di gioco e creazione che a correre sulla fascia può essere una soluzione. Per ora la squadra ha bisogno di più apporto accanto a Higuain e giocare con un tridente poco propenso a creare occasioni, non è il massimo. Per cui il diktat berlusconiano delle due punte va per ora rispettato.

Certo che ieri sera, potevano esserci in campo anche 10 punte, ma se non ci fosse stato Romagnoli in quel punto lì, a cogliere quel rinvio, a quest’ora altro che scherzetti e fantasmi. In casa Milan sarebbero arrivati i morti viventi a mordere Gattuso. Invece, per ora, va bene così! 

 

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