Ruggito Azzurro: Arriva la resa definitiva

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Addio sogni di gloria

Il Napoli si deve arrendere. La resa arriva in casa contro il Torino dove si è vista una squadra discreta in attacco, ma troppo pasticciona in difesa. Dopo la vittoria della Juve contro l’Inter, la squadra di Sarri non è riuscita più a reagire mostrando limiti e fragilità dal punto di vista mentale. Nonostante la rosa troppo corta degli azzurri, questo scudetto era a portata di mano. I bianconeri nonostante la rosa extralarge nelle ultime partite camminava in campo. L’aspetto mentale e l’esperienza ai massimi livelli ha fatto la differenza. D’altronde la Juve doveva giocare lo scontro diretto contro la Roma, non costava nulla provare a vincere contro Fiorentina e Torino.

Cosa ha funzionato

Quest’anno il Napoli è cresciuto su molti aspetti. Al terzo anno del lavoro di Sarri si è vista una squadra che in difesa concede poco e nulla e questo ha influito molto nel tenere più al lungo possibile la lotta per lo scudetto. A Empoli il tecnico azzurro venne riconosciuto come “mister 33 schemi” cosa che si è vista pure quest’anno con tanti gol da calcio d’angolo. In terra toscana ne hanno giovato Rugani e Tonelli mentre nell’ombra del vesuvio Albiol e Koulibaly sono risultati prezioni nel risolvere partite molto difficili tra cui quella dello Stadium dove solo i calci piazzati potevano spostare l’equilibrio del match.

Cosa non ha funzionato

Le parole del presidente nei confronti di Sarri hanno lasciato spunti interessanti. Una delle pochissime pecche da attribuire al tecnico azzurro è la capacità di gestire la rosa seppur la panchina non fosse di grande qualità. Quando Ghoulam si ruppe il ginocchio tutti si disperavano che Mario Rui fosse troppo scarso per sostiuirlo e invece il portoghese ha smentito tutti a suon di prestazioni. Però ci è voluto l’infortunio dell’algerino per vederlo all’opera. Ancora non si capisce perchè un giocatore talentuoso come Rog non ha avuto uno spazio maggiore viste le sue qualità tecniche e la grande personalità vista lo scorso anno contro Roma e Juve in Coppa Italia. Un tecnico che ha valorizzato titolari che dopo un quinto posto erano da buttare, non si poteva fare un piccolo sforzo anche per le riserve? Una domanda dove difficilmente troverà risposta.

Scenari futuri

Tifosi e giocatori sono diventati un’unica cosa ed è raro vedere una tifoseria voler bene ad una squadra nonostante non si vinca nulla. Ma le motivazioni provate quest’anno sono troppo forti per ripartire tutti insieme il prossimo anno. E lo spettro della rifondazione prende sempre più corpo. Il Napoli in passato ha sempre risposto positivamente agli addii illustri, la speranza è che si possa ripetere ancora.

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