Ruggito Azzurro: La resurrezione post pasquale

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Dall’inferno al paradiso

La resurrezione dopo ottantotto minuti da incubo. Questa è la sintesi di Napoli-Chievo. Una partita che stava mettendo la parola fine sullo scudetto. Il pubblico era già pronto a processare presidente e squadra dopo l’ennesima prestazione incolore. Poi, quando meno te lo aspetti, un gigante polacco che coglie una pennellata di uno scugnizzo bersagliato dal suo popolo natale, e un ragazzino di colore che fino a quel momento si stava rivelando ancora troppo acerbo per una grande piazza, riaccendono improvvisamente le speranze azzurre di lottare fino alla fine per il sogno tricolore.

Milik, l’uomo della provvidenza

Le rimonte totali e parziali di queste ultime due partite portano la firma di Arek Milik. L’attaccante polacco reduce da due brutti infortuni che avrebbero abbattuto chiunque. Il centravanti azzurro contro Chievo e Sassuolo ha avuto un impatto devastante a partita in corso, cogliendo una traversa contro i neroverdi e sbloccando una partita che sembrava segnata contro i clivensi con un colpo di testa da attaccante vecchio stile. Peccato che non abbia ancora i novanta minuti nelle gambe vista la sua importanta in questo momento per dare fiato a Mertens e dare un’alternativa tattica a Sarri contro squadre che in questo momento si giocano ancora qualcosa e fanno delle vere e autentiche barricate.

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Insigne, nervi a fior di pelle

È finito sul banco degli imputati dopo aver sciupato l’incredibile contro Sassuolo e Inter. Nella gara contro i gialloblu, i tifosi azzurri hanno perso le staffe e hanno preso di mira a suon di fischi il loro concittadino Insigne. Il giocatore dopo il pareggio di Milik fa un gesto di stizza verso la curva zittendo i tifosi. Non è la prima volta che un napoletano viene fischiato dai suoi beniamini e non sarà l’ultima volta, basterà un gol decisivo per far tornare tutto nella normalità.

Crederci fino alla fine

Con una Juventus che fatica a smaltire la batosta europea, il Napoli ha il dovere di lottare fino alla fine per mantenere vivo fino a Maggio il campionato che in altre circostanze era chiuso senza appello.

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