Ruggito azzurro: Napoli, una sconfitta che fa discutere

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Esordio europeo amaro

Non inizia nel piede giusto l’avventura del Napoli in Champions League. La squadra azzurra esce sconfitta contro lo Shakthar Donetsk figlia di una prestazione al di sotto delle aspettative e di scelte iniziali che lasciano un po’ perplessi. Contro Atalanta e Bologna ci sono stati i primi segnali di prestazioni opache degli azzurri che però sono stati risolti sempre con giocate dei singoli. Invece tornano le papere di Reina mentre Insigne e Zielinski che sono stati gli uomini chiave della seconda e terza giornata di campionato sono stati insufficienti.

Scelte discutibili di formazione

Partiamo dalla formazione iniziale. Dal primo minuto al posto di Jorginho e Allan, Sarri ha deciso di optare per Zielinski e Diawara con Milik al posto di Mertens in attacco. Sia Allan che Mertens nel secondo tempo hanno dato più vivacità al gioco con il belga che si è procurato il rigore che ha accorciato le distanze contro gli ucraini. La cosa che ha lasciato perplessi non è stata la scelta di mettere il belga in panchina dato che l’attacco del Napoli è composto da giocatori di altissima qualità, piuttosto è stato azzardato vedere un centrocampo composto dalla contemporanea presenza di Zielinski e Hamsik con lo slovacco ancora fuori condizione e con entrambi i giocatori che fanno poco filtro. Lo Shakthar appena ha aumentato un po’ il ritmo ha trovato la via del gol.

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Condizione fisica non al top

Nella gara contro gli ucraini è emerso che la squadra non è ancora al top della condizione. Con lo Shakthar che aveva sulle spalle già sei gare di campionato correva il doppio degli azzurri mettendoli in grandissima difficoltà. Come ben sappiamo Sarri fa una preparazione per essere al massimo della condizione per tutta la stagione e in genere il vero Napoli lo abbiamo visto da fine Settembre in poi. Il calendario in campionato ha dato una mano agli azzurri che hanno affrontato avversari alla sua portata in cui l’impegno più difficile sarà quello contro la Lazio. Pertanto bisogna stringere ancora i denti per un po’.

Niente drammi per questa sconfitta

Non è il caso di suonare il campanello d’allarme per questa sconfitta che alla squadra può far solo bene per tenere alta la concentrazione e che Sarri faccia tesoro nel prendere decisioni su chi mettere in campo per non regalare partite agli avversari

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