Russia 2018 : se i russi festeggiano così alla prima, chissà se vincono…

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I russi dopo la vittoria per 5-0 in casa propria contro l’Arabia Saudita si lasciano andare a un originale festeggiamento. Siamo solo alla prima, chissà cosa accade, se dovessero vincere

L’inaugurazione russa: meno sfarzo di quel che ci si aspettava

Hanno preso il via dunque i Mondiali 2018. Ieri allo stadio Luzhniki s’è svolta la cerimonia di inaugurazione. 

Tanto colore, gioco, movimento e musica. Ballerini vestiti di colori variopinti rappresentanti le nazioni partecipanti al mondiale e danze roteanti al ritmo della musica della super star internazionale Robbie Williams e della madrina nazionale, la cantante lirica Aida Garifullina. Un paio di duetti al centro del campo, con piccolo palchetto a forma di Telstar, il pallone ufficiale della competizione. Una decina di minuti per il duetto inedito fra la cantante russa e il celebre artista pop britannico.

Ai lati alcune fiamme bidirezionali a coronare l’inaugurazione riprendendo il tema sportivo e competitivo di stampo olimpionico. Al di là dello scintillante completo del cantante inglese, sebbene l’effetto di simultaneità dei movimenti dei ballerini e l’ingresso dell’aquila come portantina della cantante lirica possa aver colpito gli spettatori, in realtà si può tranquillamente dire che l’apertura del torneo è stata piuttosto sobria. Anche il playboy Robbie evitarsi tranquillamente quel gesto poco consono in un contesto festoso e mondiale come quello di ieri.

Il discorso di Putin: la Russia calcistica, la sicurezza e il valore del calcio

In anticipo rispetto al breve concerto c’è stato il discorso risicato del presidente Vladimir Putin. Ha parlato del confronto che la Russia dovrà sostenere contro squadre più forti; ha poi accennato ai pericoli degli esuberanti hooligans inglesi e rassicurato tutti sulla sicurezza organizzata; infine ha recuperato la retorica del calcio come sport collettivo che unisce, integra e riappacifica le nazioni.

Russia -Arabia Saudita: è già tempo di star

I Mondiali, come si sa, portano alla nascita di nuove star internazionali. Nemmeno il tempo di concludere le prime partite di qualificazione che già emerge il gioiello Golovin. Su cui, come sempre in anticipo ha messo su gli occhi la Juventus in casa nostrana. In realtà, inseguito già da mezza Europa. Due assit e un goal su punizione, una qualità di calcio notevole, velocità e fantasia, nonché tecnica.

Il giocatore è un classe ’96, appartiene allo Spartak Mosca (113 presenze e 13 reti), ma è già in cerca di nuove mete di maggior prestigio. Fra i suoi sostenitori l’allenatore Fabio Capello che l’ha fatto esordire appena maggiorenne.

Si apre subito la caccia alle nuove star del Mondiale. E giusto perché questo sarà un mondiale sorprendente, non mancano le premesse.

Russia 2018: un orso in mezzo al traffico

Intanto conclusa la cinquina ai danni dell’Arabia Saudita, i russi non hanno perso tempo i tifosi riversatesi per le strade di Mosca non solo hanno sbandierato i propri colori (forse temono di vincere una sola partita?), ma addirittura hanno chiesto un aiuto alla loro fauna forestale.

Scovato sul web c’è infatti un video, in cui un orso (non la mascotte Zabivaka), ma un vero esemplare di orso bruno s’è ritrovato su una jeep corredata di bandiere nazionali. Ovviamente sono partite le foto da corsa social con tanto di #wordlcup2018.

Diciamo, come si direbbe da noi, che quest’anno siamo spettatori non paganti, che la Russia l’ha toccata piano, chissà se vinceranno i mondiali cosa accadrà a Mosca…

Visto che ha preso il via, dunque, buon Mondiale a tutti

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