Sampaoli sotto assedio: l’Argentina è una polveriera

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L'allenatore dell'Argentina

Argentina-Croazia 0-3: l’allenatore argentino è criticato in patria e nello spogliatoio

La sconfitta con la Croazia ha scoperchiato il vaso di Pandora e ha tolto tutte le certezze ad una squadra che ha faticato a qualificarsi al Mondiale 2018. Una rosa molto competitiva e un allenatore di prestigio non bastano a creare una squadra di calcio.
E’ importante creare quell’unione, quell’appartenenza, quella forza, la lucidità mentale che ti fa vincere le partite e tiene unito lo spogliatoio. Il pareggio contro l’Islanda aveva già evidenziato i primi problemi, con il colpevole principale: Leo Messi, che con il Barcellona è un campione inarrestabile e con la maglia argentina fatica a creare gioco e anche ad andare in rete.

Caballero non può essere il titolare
E’ facile scagliarsi contro Wilfredo Caballero, 36 anni, portiere del Chelsea, che ha collezionato quest’anno solo 3 presenze in Premier League e 10 tra FA Cup e EFL Cup. L’errore che spiana la prima rete di Rebic è imbarazzante ma quanti palloni ha toccato il numero uno argentino? Ben 73. I compagni che faticano a creare gioco, gli hanno passato la palla neanche fosse colui che dovesse costruire l’azione. Vedremo se finalmente Sampaoli sceglierà di far giocare Armani, il numero uno del River Plate o Guzman, l’estremo difensore della squadra messicana Tigres. L’infortunio alla vigilia del Mondiale di Romero, portiere del Manchester United, ha condizionato le scelte di Sampaoli.

La difesa: le critiche a Otamendi
Sampaoli è partito con quattro difensori contro l’Islanda per passare a 3 in difesa contro la Croazia. Nel primo match il ct ha scelto Rojo, Otamendi, Salvio e Tagliafico. Contro la squadra di Dalic, Rojo è rimasto in panchina ed è subentrato Mercado che però non ha regalato sicurezza. Il pallone di Otamendi contro Rakitic a terra è il sintomo della frustrazione argentina arrivata al culmine contro la Croazia. I tifosi italiani invocano Fazio, autore di un campionato eccellente con la Roma ma non al primo posto nelle scelte del ct.

Il centrocampo: non si costruisce

Il doble pivote non è stato efficace. Non riusciamo a capire come mai Sampaoli non utilizzi Lo Celso, titolare in tutte le qualificazioni, 22 anni, pilastro del Paris Saint Germain e invece preferisca giocatori di quantità come Mascherano, Biglia e Enzo Pérez (ex Valencia). Contro la Croazia dai piedi buoni, serviva un costruttore di gioco per contrastare Modric e Rakitic, tra i migliori giocatori in circolazione.  Pérez recrimina anche per l’occasione mancata nel primo tempo nell’unico errore croato nei 180 minuti disputati fin qui.

I laterali: serve più spinta

Acuña e Salvio non sono stati tra i peggiori, hanno lottato sulla fascia, ma dalla Nazionale Argentina ci si aspetta molto di più. Anche Pavón e Dybala, chiamati a sostituirli non sono riusciti ad entrare negli schemi e a garantire la pericolosità nei minuti finali. Tra i quattro lo juventino è stato il più creativo, vedremo chi schiererà Sampaoli nell’ultimo match del girone. Impietoso il confronto tra Dybala e Mandzukic con il croato che ha giocato una partita eccellente.

L’attacco: Aguero troppo isolato

Lo schema di Sampaoli con 2 mezze punte e Aguero davanti non sembra quello giusto. Messi è fuori dal gioco, il Kun, pericolosissimo con la maglia del Manchester City con cui ha vinto la Premier League, non tocca quasi palla. Maximilian Meza, giovane attaccante dell’Independiente, con cui quest’anno ha fatto 18 reti non sembra all’altezza della situazione. In molti rimpiangono Icardi, tenuto fuori per motivi di spogliatoio ma che serviva come il pane a questa Nazionale. Higuain, entrato per due volte nel secondo tempo, ha per lo meno tentato i passaggi filtranti ai compagni e creato qualche occasione in più. Con la Nigeria Sampaoli dovrà rischiare: potrebbe provare Higuain con Aguero e Messi o addirittura escludere Lionel dalla formazione iniziale?

Il popolo argentino è in subbuglio, in molti vorrebbero la testa di Sampaoli ma basta la vittoria contro la Nigeria a qualificare l’Argentina se l’Islanda non sfodera una prestazione maiuscola contro la Croazia. Ciò che ora è tutto nero, potrebbe cambiare colore e diventare albiceleste, spetta all’allenatore ex Siviglia, ed ex selezionatore del Cile, cambiare la musica del Mondiale, facendo risuonare il tango argentino che finora non si è proprio sentito.

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