Sampdoria: iniziata l’era Giampaolo

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Dopo il divorzio con Vincenzo Montella, avvenuto a due settimane dal ritiro e che ha dimostrato, ancora una volta, la confusione che aleggia a Corte Lambruschini, è tempo di voltare pagina. Dopo l’ingaggio di Montella, che si è dimostrato solo fumo negli occhi, è iniziata l’era Giampaolo, scelta low profile. Forse quello che occorreva a questa squadra.

Il tecnico di Bellinzona, vero e proprio gira panchine, l’ha spuntata su Stefano Pioli, scelta che forse avrebbe messo d’accordo la maggior parte dei tifosi in quanto in possesso di un curriculum migliore rispetto a Giampaolo e che con Bologna, Chievo e Lazio ha fatto bene.

Ma ora è tempo di lasciar lavorare il neo tecnico blucerchiato e, se ce ne sarà bisogno, posticipare le proprie perplessità dandogli l’opportunità di mostrare quel che sa fare.

Ad Empoli ha ereditato la panchina di Maurizio Sarri ed ha fatto bene, raggiungendo di fatto la salvezza nel girone d’andata. In Toscana ha proseguito l’ideale calcistico del precedente allenatore, qui a Genova partirà da zero, ereditando una squadra allo sbaraglio e alla quale, speriamo, potrà dare un’identità di gioco. Ma alla base c’è da lavorare sullo spirito di questa squadra, totalmente assente nell’ultima parte dello scorso campionato ma che si è visto poco durante tutta la stagione. Occorre che i giocatori diano il massimo e si impegnino per la causa blucerchiata.

Il modulo usato nell’ultima stagione dal tecnico svizzero è stato il 4-3-1-2 e presumibilmente lo proverà anche alla Samp, la quale però è, al momento, orfana di un terzino sinistro valido, uno/due difensori, di un regista, di un trequartista e forse un’altra punta.

Innanzitutto Giampaolo dovrà lavorare sodo per dare un’organizzazione difensiva alla squadra: arrivato Leandro Castan, giocatore che nelle ultime due stagioni ha giocato poco, se ritroverà la forma potrà essere un valido difensore al quale potrà essere affiancato Silvestre, in caso di permanenza a Genova, altrimenti bisognerà trovare un altro difensore. A sinistra, pare che la società stia provando a riprendere Dodò, questa volta con obbligo di riscatto. Il brasiliano, personalmente, non ha convinto nei suoi 6 mesi in blucerchiato anche perchè il suo interesse verso la Samp sembrava inesistente. Ma in caso di acquisizione ci si potrebbe puntare, valorizzarlo e ricavarne una plusvalenza. In alternativa Ivan Strinic rappresenterebbe una figura completa, diligente ed esperta.

Il centrocampo, ormai ufficiosamente orfano di Fernando, avrà bisogno di un nuovo regista, in questo senso i nomi dei giovani Viviani e Paredes, che non a caso si è confermato all’Empoli sotto la gestione di Giampaolo, sarebbero soluzioni gradite in quanto giovani di talento e qualità. Per l’argentino, però, c’è una concorrenza difficile da battere in quanto il suo cartellino pare aggirarsi sui 15 milioni, cifra onestamente elevata per le casse blucerchiate. Altri nomi accostati sono quelli di Valdifiori e Cigarini, profili più esperti e maturi. Probabilmente spetterà al tecnico decidere. Per quanto riguarda il trequartista, salutato in modo inaspettato Joaquin Correa, passato al Siviglia per circa 13 milioni, la soluzione interna corrisponde al nome di R.Alvarez, ma probabilmente si farà un tentativo con Praet dell’Anderlecht, giovane di qualità per il quale, però, si dovrebbe spendere una cifra intorno e poco inferiore ai 10 milioni.

Infine in attacco oltre a Budimir si aspetta l’arrivo del giovane prospetto ceco Schick, costato 4 milioni, in attesa che il tutto diventi ufficiale. Occorrerà capire quale coppia potrà dare più garanzie, con Quagliarella che potrebbe ricoprire le vesti di Maccarone all’Empoli, nello scacchiere dell’allenatore, al quale verrà affiancato un giovane: Muriel? Budimir?. Il colombiano è un’incognita, probabilmente se arrivasse un’offerta congrua potrebbe partire senza aver lasciato il segno in blucerchiato, ma solo rimpianti per i tifosi convinti che a Genova sarebbe potuto esplodere.

Insomma la Samp è un cantiere aperto, le strategie societarie difficili da inquadrare. Quello che è chiaro, ormai, è che nessuno è incedibile, neanche di fronte a dichiarazioni che farebbero pensare il contrario, questo è un dato di fatto ormai. Siamo di fronte ad una proprietà sempre pronta ad incassare, quasi sempre, alla prima offerta. Quindi qualsiasi giocatore, da un giorno all’altro, potrebbe partire, basti vedere Correa, sul quale Giampaolo, il giorno della sua presentazione, aveva espresso parole importanti, lasciando intuire che ci avrebbe puntato. L’impressione è che la strategia di Ferrero sia molto simile a quella di Preziosi: comprare giovani, valorizzarli (neanche più di tanto) e rivenderli quasi subito; anche se è doveroso dire che il patron rossoblu è di gran lunga più abile in questo senso.

L’episodio di Montella, che ha mostrato ancora una volta come nel calcio a farla da padrone siano i soldi e che ci si può permettere di fare dichiarazioni totalmente opposte ad azioni future (19/5/16 – Montella: “Riparto con grande entusiasmo, non mi piacerebbe lasciare in questo modo”) ha dimostrato come l’ingaggio del tecnico campano sia stato solo fumo negli occhi per i tifosi, per quanto essersi liberato di questo fardello economico sia stato solo un bene per la Samp. Ma la tempistica è risultata errata, si fosse deciso di interrompere il rapporto a fine campionato o i primi di giugno, lo si sarebbe accettato. Ma quello che è successo due/tre settimane fa è intollerabile per una società come la Sampdoria, in quanto ha dimostrato poca convinzione nelle scelte fatte e l’assenza di un progetto. Quindi, in attesa di periodi migliori, non si può che navigare a vista.

In bocca al lupo mister Giampaolo.…….

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