Sampdoria: Muriel, l’eterna promessa che sta maturando

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6 gol in 13 partite, tanti quanti totalizzati nello scorso campionato. Luis Muriel sembrerebbe aver messo la testa a posto. Non solo qualità al servizio della squadra, ma anche un’insolita prerogativa a non mollare e correre per tutti i 90′.

Un Muriel rivitalizzato dalla cura Giampaolo che sta rendendo per l’investimento che la Samp fece circa due anni or sono. Il colombiano ha intuito che il tempo è inesorabile. Quindi è arrivato il momento di prendere in mano le sorti della propria carriera. Lo si vede in campo, ma lo si intuisce anche dalle interviste, nelle quali dichiara di aver illuso e poi deluso tante persone.

Un segnale di maturità molto importante che speriamo possa raggiungere definitivamente. Questa Sampdoria ha, nel n°9, il suo diamante in grado di cambiare le partite da solo. Lo ha fatto, in particolare, con Atalanta, Roma e Sassuolo, nell’utlima partita.

Un anno fa Muriel, di ritorno dagli impegni con la Colombia, avrebbe chiesto il cambio, affaticato e svogliato; col Sassuolo, invece, non ha mollato, ha resistito fino alla fine portando la Sampdoria a vincere con una clamorosa rimonta.

Questo era, è e dovrà essere l’anno della sua definitiva consacrazione, quello che dovrà far parlare di Muriel in tutta Europa, perché è quello che le sue qualità meritano e che lui, pian piano, sta conquistando. Ma ancora è presto, occorre non mollare di un centimetro, continuare cosi, dimostrare, attraverso la continuità, di essere finalmente maturato. E se cosi sarà, la sua partenza, tra un paio di anni, pare scontata. Ma di certo avrà lasciato un segno anche lui nella gloriosa storia blucerchiata.

I primi rumors sono già usciti, e purtroppo sul colombiano pende una clausola rescissoria alla quale la società non può opporsi. Solo il giocatore può impedire un eventuale trasferimento.

In estate, se confermerà quanto di buono sta facendo, potrà aver il diritto di ambire a lidi, ahimè, più ambiziosi o blasonati della Sampdoria e la Samp ad accontentarlo, guadagnandoci un bel gruzzoletto.

Sta solo a lui decidere come vorrà lasciare la maglia blucerchiata: se da eterno incompiuto, fallendo un’altra volta, o da idolo di una tifoseria che ad ogni sua giocata si strofina gli occhi.

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