Sampdoria: Una stagione da cancellare

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Per la Sampdoria si è conclusa una stagione, piena di sofferenza e delusioni, nel peggior modo possibile come d’altronde era cominciata. Tutto partì in una notte di mezza estate, un sogno diventato incubo(senza voler scomodare celebri commedie di illustri Poeti): un 0-4 pesantissimo contro il Vojvodina che ha avuto strascichi su tutto il campionato, terminato nel peggiore dei modi li, a Torino, dove tutto ebbe inizio.

Quel 30 luglio 2015 resterà, malgrado tutto, nella storia blucerchiata, tutto l’ambiente doriano sapeva che l’Europa League sarebbe potuta essere un’arma a doppio taglio, come si è dimostrato in seguito. Già la scelta dell’allenatore, Walter Zenga,  ha alimentato le prime perplessità, un tecnico lontano dal calcio che conta con tecniche di allenamento diverse, ormai da troppo tempo e la Samp ne ha pagato dazio. Detto questo, però, era giusto dargli la possibilità di lavorare, cosa in parte non avvenuta, anche se il preliminare di EL ha complicato il tutto. Dopo quella sera Coach Z è stato delegittimato dalla società ed iniziò la sua lenta  agonia, arrivata dopo una sonora sconfitta interna, non tanto nel risultato quanto nella prestazione, contro la Fiorentina. Eppure l’inizio di campionato fu incoraggiante, Zenga sembrava aver trovato il modo di far esprimere al meglio Muriel ed Eder, ma la sconfitta esterna contro il Frosinone mise nuovamente l’Uomo Ragno in bilico: quel gioco non gioco, che fin li stava dando i suoi frutti, pian piano si stava inceppando, facendo uscire tutte le lacune, della squadra blucerchiata, caratterizzate da errori individuali clamorosi, fragilità difensiva, una condizione fisica precaria e poca, pochissima personalità. Ed è cosi che si arrivò a prendere la decisione di cambiare allenatore: fuori Zenga, dentro Montella.

Il 15 novembre, giorno dell’annuncio del nuovo tecnico blucerchiato, sembrava l’inizio di un nuovo corso, consci che sarebbe servito del tempo, a Montella, per lavorare sulla squadra. Ma purtroppo, col passare delle partite, si intravedeva una squadra sempre più in difficoltà, fragile, impaurita nel giocare il pallone in quanto non era una delle peculiarità di quei giocatori. Ma la cosa più fastidiosa, agli occhi dei tifosi, era vedere 10 giocatori senza spirito combattivo ed attaccamento alla maglia. E dire che il pareggio agguantato in extremis con la Lazio e le due vittorie consecutive, contro Palermo e Genoa, sapevano di svolta, ed invece la Sampdoria si è nuovamente smarrita, ritrovandosi in un’altra serie di tre risultati utili consecutivi con Frosinone, H:Verona ed Empoli. Ma dopo questi ultimi tre risultati, la formazione di Montella, ha letteralmente gettato i remi in barca, confezionando prestazioni umilianti, su tutte il Derby di ritorno che ha, ironia della sorte, sancito matematicamente la salvezza. Molto del merito è da attribuire ad Emiliano Viviano, l’unico a difendere la porta ed i nostri colori fino alla fine: senza i rigori parati/miracoli contro Lazio e Sassuolo , soprattutto, probabilmente si sarebbe rischiato molto, ma molto, di più.

Molti durante la stagione hanno messo a confronto Zenga e Montella. A mio parere han deluso entrambi:

Zenga, una scomessa, è vero che era riuscito a trovare il giusto modo per far rendere questa squadra, ma col passare del tempo i risultati non arrivavano più. Anche perchè ha trovato un Eder in stato di grazia che tirato la carretta per 2/3 mesi, poi ha avuto un calo fisiologico e la fonte principale di punti si è interrotta. Quindi senza l’italo-brasiliano, Zenga, avrebbe avuto meno punti di quelli conquistati.

Montella ha sposato un progetto che difficilmente potrà andare a buon fine. In 6 mesi e mezzo l’Aeroplanino ha perseverato su un sistema di gioco che non conciliava con le caratteristiche della maggior parte dei giocatori presenti in quella rosa e non è stato in grado di adattarsi alle esigenze della squadra. Si dice che un allenatore come Montella debba partire dall’inizio e non subentrare in corsa: ora ne avrà la possibilità. E’ giusto dargli un’altra chance, questa volta dall’inizio. Ma un dubbio sorge spontaneo: probabilmente molte delle richieste di mercato, che il tecnico farà alla società blucerchiata, non saranno esaudite e mi auguro che lui ne sia conscio; ma allora perchè rimanere, per mancanza di reali alternative o perché, davvero, non voleva lasciare un brutto ricordo sulla panchina blucerchiata? Sinceramente, l’opportunismo che ormai attanaglia il mondo del calcio, fa propendere per la prima ipotesi.

Detto questo, da tifoso blucerchiato, mi auguro che Montella possa fare bene, puntando magari su giovani come BonazzoliPereira, Ivan, Ponce, Skriniar, Correa, perché di più onestamente credo non si possa avere.

Una sola richiesta al presidente Ferrero: la prego, non illuda i tifosi, non li prenda in giro, parli il meno possibile piuttosto che dire una cosa e fare il contrario. Ed infine se si presenterà l’occasione, venda la Sampdoria, il tempo dei teatrini è, ormai, giunto al termine.

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