Saracinesche di Euro2016: tecniche sui rigori

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Nelle saracinesche di Euro 2016 vediamo di analizzare tecnicamente le parate dagli undici metri dei portieri implicati nei calci di rigore. Fra questi Neuer, Buffon, Fabianski, Sommer e Rui Patricio.

MANUEL NEUER

15 rigori parati su 48 prima dell’arrivo in Francia. Una media di circa il 15%. Un dato da campione. E tale s’è mostrato anche nella lotteria dei quarti di finale sabato scorso. 2 rigori parati su 9. Come s’è mosso questa volta il numero uno tedesco?

Neuer generalmente sceglie un angolo verso il quale tuffarsi e lo fa in base a come il suo dirimpettaio posiziona o ruota il bacino. Nel caso di Darmian, la posizione del giocatore in fase di rincorsa verso la porta manifesta in maniera evidente che la palla va verso la parte destra della porta. Così come lo era evidente nel caso di Pellè, altrimenti l’attaccante italiano avrebbe dovuto muoversi innaturalmente per calciare a destra la sfera. Quindi Neuer in base al movimento del giocatore sceglie l’angolo. E’ una tecnica probabilmente più valida rispetto all’attendere e rischiare di muoversi in ritardo contro l’attaccante. L’aspetto negativo di questo metodo è che se un giocatore, vedi Giaccherini e Parolo, calcia deciso, forte e centrale, Neuer al 90% è battuto.

Il vantaggio di scegliere un angolo è quello di parare il rigore al 70%. Infatti oltre al rasoterra che è parabile a meno che sia potente o angolatissimo, la duttilità del tedesco e la sua altezza gli consentono di recuperare in fase di spinta anche con l’avambraccio non impegnato, ovviamente fino all’altezza media della porta. Per cui altra soluzione per ingannarlo è calciare nello stesso angolo scelto da lui, ma calciarla alta.

neuer germania
Manuel Neuer

BUFFON

Media simile per l’altro portiere di pari valore a Neuer: il nostrano Buffon. 28 rigori parati su 89, con una media di poco inferiore al collega tedesco. Il figlio del celebre “ragno del Milan” (Lorenzo Buffon) negli ultimi anni ha sfatato il mito del portiere incapace di neutralizzare i rigoristi. Nell’ultimo Europeo ha parato un solo rigore, quello di Muller e poi non s’è mai trovato ad affrontare la lotteria dei rigori.

Il difetto principale del Gigi nazionale ai rigori è l’intuizione della direzione della palla. Molte volte Buffon è stato spiazzato, perché, anche lui come Neuer sceglie un angolo verso il quale indirizzarsi, ma parte leggermente più in ritardo e talvolta non riesce a distendersi completamente in fase di slancio, a differenza di quel che fa con sorprendente facilità durante i novanta minuti. Per cui se si riesce ad angolare molto bene la sfera, Buffon spesso viene battuto. Come Neuer anche lui predilige intuire il tiro angolato. Questo significa che a mezza altezza o ad altezza piena l’attaccante o il rigorista può battere lo juventino. Di contro il numero uno italiano va molto forte sui palloni a mezza altezza, a metà della linea di porta alla sua destra o sinistra. Inoltre grazie alla sua sorprendente agilità e qui si differenzia da Neuer, spesso riesce a recuperare bene con la gamba di richiamo. Sconsigliato provare a calciare centralmente, come ha fatto Muller, perché il ritardo di Buffon a gettarsi verso gli angoli, gli consente di parare facilmente i tiri centrali. Certo nell’ultimo torneo Buffon ha mostrato un miglioramento notevole sui rigori. Spesso ha intuito la direzione della palla ed è stato ingannato soltanto dai tempi di parata. Per cui anche la soluzione rasoterra tesa non è la migliore contro Buffon, a meno che venga spiazzato.

Il difetto più deleterio di Buffon è quello mostrato contro Hector: la palla che passa sotto le braccia. Spesso il nostro numero uno preferisce stendersi con entrambe le braccia, anzichè un braccio solo. Questo movimento toglie velocità allo scatto e di contro maggior sicurezza di presa, ma a volte può capitare che l’impatto del bacino con la linea di porta arrivi in ritardo rispetto alla palla e questa passi di poco sotto le braccia. Non si può incriminargli nulla, tuttavia, perché ha fatto un Europeo encomiabile e dal dischetto chi ha sbagliato non è certo lui!

Buffon Gianluigi
Buffon Gianluigi (foto di dominio pubblico/Roberto Vicario)

SARACINESCHE DELL’EUROPEO – SECONDA PARTE

FABIANSKI E SOMMER 

Fabianski è il portiere polacco che ha sostituito Szczeny. E’ il numero uno dell’Arsenal e ha disputato un buon Europeo. Dal dischetto non ha bloccato mai nessun tiro e deve ringraziare Xhaka se la sua nazionale s’è qualificata ai quarti di finale.

Fabianski sceglie anche lui l’angolo, ma lo fa con poca sicurezza. Spesso dopo il rigore calciato, la posizione che propone è quella del bacino rotato a metà verso il lato dl palo e non quella ben più consona di portiere che si ritrova con il costato a terra. Questo implica che Fabianski è andato con poca convinzione su tutti i rigori e che purtroppo per lui il movimento del giocatore e non quello della palla, spesso lo ingannano.

Sommer è il portiere titolare della Svizzera e ha fatto ottime prestazioni. Dal dischetto, per quanto sia stato eliminato dai suoi avversari, ha mostrato una tecnica interessante come para rigori. Sommer preferisce dare slancio alla sua parata non da fermo, ma con un movimento saltellante, non del tipo Dudek contro il Milan, ma quasi un riscaldamento atto a dar coraggio ed elasticità. Di rigori non ne ha parati, però se notate il metodo gli consente di scegliere un angolo e di stendersi piuttosto bene verso la sfera. infatti è stato battuto solo e unicamente sui tiri alti. L’efficacia del metodo è che Sommer spesso ha intuito la direzione della sfera, cosa che Fabianski non è quasi mai riuscito a fare.

 

Foto da eurosport.yahoo.com
Foto da eurosport.yahoo.com

RUI PATRICIO 

Rui Patricio è stato il miglior portiere dell’Europeo appena concluso. Protagonista indiscusso della nazionale vincente, quella portoghese. Analizzeremo a parte la tecnica e l’efficacia delle parate di Rui Patricio, ora vediamolo meglio dal dischetto.

Dagli undici metri ha portato i lusitani alle semifinali, battendo la Polonia. Per la precisione ha parato il rigore decisivo a Blaszczykowski con la classica mano aperta. Buono lo slancio con cui si lancia verso la sfera e l’uso della mano aperta gli consente di allungare il braccio quel tanto che basta per prendere la sfera. Per gli altri tiri dal dischetto Rui Patricio è stato spesso spiazzato, perché ha commesso un errore tipico di molti portieri: ha scelto sempre e solo un lato dove buttarsi e non l’altro. In realtà questa mancanza, dovuto spesso a un’inclinazione naturale, ma anche a un allenamento non intensivo sin dai primi passi della carriera Infatti allenare la parte dove per natura si tende a buttarsi meno è una costante necessaria, per migliorare i difetti di quel lato. D’altronde, proprio perché Rui Patricio predilige buttarsi alla sua sinistra ha potuto neutralizzare in finale la diagonale di Giroud.

Rui Patricio para il rigore in Polonia - Portogallo

(foto from http://it.uefa.com/)

Con questa analisi sulle tecniche e i metodi dei portieri europei implicati ai rigori, saracinesche di Euro 2016 vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima analisi.

 

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Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

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