Il delfino biancazzurro: Sebastiani tutto chiacchiere e illusioni

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Pescara grande protagonista del mercato in questa prima parte di trattative. Nelle uscite, però. Daniele Sebastiani, la scorsa settimana aveva dato aria ai polmoni, affermando che i biancazzurri avrebbero lottato per la serie A. “Non stiamo a pettinare le bambole”, ha dichiarato. La battutona non ha fatto ridere nessuno. I fatti dicono che, finora, è arrivato solo Gravillon. Per chi non lo conoscesse, è il solito difensore africano senza arte, nè parte, che se si chiamasse Gravillone e fosse italano militerebbe tra i Dilettanti. Siccome, però, è originaro della Guadalupa, allora può tranquillamente mostrare quello che non sa fare in serie B.

Tutto sullo stoccafisso Pettinari

L’altra geniaslata è stata la cessone di Ganz all’Ascoli per puntare sullo stoccafisso Pettinari. Il “bomber”, si fa per dire, ha segnato 5 reti dal 16 settembre. Una vera macchina da guerra, insomma. La sua grande vena realizzativa ci ha portati vicinissimi ai play out, ma noi ce lo teniamo stretto perchè dove lo troviamo uno più scarso di lui? Sebastiani, nel’intervista ha detto che Ganz è stato sfortunato perchè Pettinari è esploso. A noi sembra che le due triplette siano state il solito sogno di mezza estate e l’attuale ruolino, l’amara realtà di un giocatore sopravvalutato. Il grande interrogativo è: riuscirà a segnare altri 5 gol nelle prossim 21 gare? Siamo sinceri: Zeman con Pettinari ha preso una cantonata pazzesca come quando alla Roma si fissò nel far giocare la coppia comica Goicoechea-Tachtsidis al posto di Stekelenburg-De Rossi.

Quello che Sebastiani non dice

Quello che Sebastiani non ha il coraggio di ammettere è che questo Pescara è stato costruito tutto sbagliato e che il risultato che può raggiungere, l’unico possibile, è quello di salvarsi. Inutile prendere in giro i tifosi. Zeman è il primo a sapere che questa squadra non gli appartiene. Speriamo solo di evitare la seconda retrocessione di fila. Stanno per partire anche Benali e, forse, Zampano. I migliori se ne vanno e noi rimaniamo con ciò che passa il convento. Eppure il presidente si dice ottimista. Chissà, magari in un’altra vita era un cantastorie.

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