Sevilla – Valencia, la dura sfida di Prandelli al Sánchez Pizjuan

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Il Sevilla fantastico di Sampaoli sfida il Valencia di Prandelli sabato in un match dalle mille emozioni

Sevilla Maravilla

Del Sánchez Pizjuan e del gran Siviglia di Sampaoli abbiamo parlato in questo articolo.

I catalani di Leo Messi hanno battuto entrambe le squadre, in entrambi i casi con errori arbitrali e proteste degli avversari. Ma ora si sono fermati contro il Málaga firmando uno 0-0 segnato dalle assenze di Messi e Suárez squalificato.

Ma torniamo al Siviglia, che affronterà martedì la Juventus, nella quinta giornata di Champions League. Agli andalusi basta un pareggio per la qualificazione, ma i torinesi di Higuain vogliono la vittoria.

Nell’ultimo turno di campionato i rojiblancos sono andati a La Coruña, là dove il Valencia aveva pareggiato 1-1. Il risultato finale è stato 3-2 per gli andalusi dopo che il Depor si era portato sul 2-0 con goal di Babel e Andone. Ma questo Sevilla ha un grande cuore e N’Zonzi accorcia le distanze al 44’. Nel secondo tempo gli 11 di Sampaoli attaccano a testa bassa e trovano il pareggio con Vitolo, entrato nella ripresa dopo avere giocato ancora una volta in Nazionale in settimana con l’Inghilterra, con una preziosa rete all’87’. E al 93° ecco la gioia andalusa con il goal del laterale destro Mercado.

Il Siviglia si era schierato con un 3-4-2-1 con Rico in porta, Carriço, Pareja e Mercado in difesa, Escudero (anche lui fresco di convocazione con la Roja), N’Zonzi, Kranevitter e Mariano nella linea centrale, Ganso e Sarabia dietro a Vietto. Vásquez e Ben Yedder sono subentrati nel corso del match assieme a Vitolo.
Il Depor si era opposto con un 4-1-2-1-2 con Andone e Ryan Babel davanti.

Il Valencia più cupo che mai

Valencia, Mestalla: arriva il Granada ultimo in classifica nel match della domenica.
Prandelli schiera il 4-3-3 con Diego Alves, José Gayá, Mangala, Garay e Montoya dietro. A centrocampo il capitano Enzo Pérez, Suárez e Parejo. Davanti Nani e Joao Cancelo dietro a Rodrigo. Santi Mina finisce in tribuna.

Il Granada schiera un 5-4-1 con Ochoa in porta, eroe di una notte brasiliana di qualche anno fa durante il Mondiale 2014 proprio contro i padroni di casa. In difesa Isaac Cuenca, Saunier, Lombán, Silva e Gabriel Silva. A centrocampo Carcela-Gonzáles, Uche, Pereira e Boga dietro Kravets.

Il Valencia delude i tifosi del Mestalla e il Granada passa in vantaggio con il suo numero 16 Carcela-Gonzáles dopo un primo tempo orribile per i padroni di casa. Nel secondo tempo dopo i fischi dell’intervallo, ecco Munir in campo al posto di Montoya. Cancelo retrocede come terzino sull’out destro. La mossa è azzeccata perché Nani segna facendo esplodere lo stadio. Il Valencia pressa con un gran possesso palla (alla fine 67%) ma rischia il pareggio con Mangala che anticipa Boga pronto a colpire di testa. Bakkali sostituisce Nani, un cambio che il Mestalla non capisce. Il Valencia pressa ma non riesce a gonfiare la rete e alla fine i fischi del pubblico sono più che meritati.

Manu Bedenes su Superdeporte ci racconta di Paco Sendra, giocatore degli anni ’50 che disse no al Real Madrid. Altri tempi certo. Le critiche alla dirigenza sono fortissime come quelle ormai quotidiane di Cañizares, ex portiere del Valencia e quelle di David Albelda, ex capitano dei murcielagos, che dice che se “non vediamo il problema…siamo fritti”. Prandelli dice che i giocatori hanno un problema psicologico e non hanno la mente libera.

Il tecnico italiano deve riuscire a trovare le motivazioni, le gambe e la testa per riuscire a fare il colpaccio a Siviglia. Quasi nessuno ci crede a Valencia, dove ormai inizia la rassegnazione per un’annata difficile. Ma per salvarsi bisogna fare di più ed arrivare ad almeno 40 punti. Il Granada si salvò l’anno scorso con 39 punti, il Valencia riuscì ad ottenerne 44. Ma quest’anno l’obiettivo era l’Europa, che è sempre più lontana da Calle de Aragón.

[Foto: Superdeporte]

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