Sfumature Bianconere: Mister Allegri e il cilindro di Lippi

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Photo by serieanewus.com

Alla lettura delle formazioni sabato si sentivano i soliti mugugni nei confronti di Allegri.

È sempre la stessa storia, i tre centrali vengono visti sempre più come uno spreco. E così quando vediamo la BBC schierata al completo per contrastare la banda bassotti del Napoli, Lichtsteiner e non Cuadrado a presidiare la fascia sembra di vedere una Signora in pelliccia il 15 di agosto.

Per non parlare della presenza di Hernanes ai comandi, cosa che fa storcere il naso anche solo sulla carta.

Meno male che sul finire del primo tempo si infortuna Chiellini. Il “meno male” non vuol mancare di rispetto al nostro vicecapitano ma è ciò che permette di vedere in campo un attaccante in più.

Il solito giro palla

Fino a quel momento la Juve aveva cercato di trovare il varco giusto con il solito giro palla continuato ma un Napoli ordinato e un Koulibaly in versione “muro di Berlino” avevano impedito il minimo rischio per la porta di Reina ad eccezione di un tiro di Lichtsteiner. Lo svizzero, appena dentro l’area colpisce a porta vuota una palla vagante che purtroppo si perde nel parcheggio dello Stadium.

Appena si capisce che il nostro numero 3 non potrà continuare il match Allegri chiede a Benatia di togliere la tuta, poi, come preso dal senso di colpa decide per Cuadrado. Lo schieramento diventa un 3 5 2 falso come contro la Samp con Lichtsteiner a fare il terzo centrale in fase difensiva e pronto a ritornare terzino in fase di possesso palla.

Bonucci al volo

Il secondo tempo si apre con il gran gol di Bonucci. Il difensore  sfrutta un rimpallo colpendo al volo dal dischetto del rigore senza concedere scampo al portiere partenopeo. È un gol abbastanza casuale ma comunque stiamo parlando di un 1-0 contro una delle rivali più accreditate per lo scudetto.

Il vantaggio dura meno di 5 minuti poiché il Napoli con il solito lancio premia l’inserimento di Callejon che al volo buca Buffon.

Dov’è Pjanic?

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La Juve non gioca bene, ma il Napoli è ancora meno pericoloso, tanto che la partita in se risulta alquanto noiosa, anche perché tra i bianconeri fatica a vedersi l’opera di Pjanic.

Il bosniaco, comprato per illuminare la manovra, non si accende quasi mai, tanto da rubare la palma di peggiore in campo ad Hernanes.

Dopo poco più di un’ora Allegri manda a scaldarsi Marchisio e tutti si aspettano che esca chi occupa il suo posto in campo, invece gli cede il posto proprio Pjanic e il principino si accomoda nel suo vecchio ruolo di mezzala. Sarà un caso che dopo due minuti Higuain vesta i panni del “Core Ingrato” e mette dentro la palla del raddoppio?

Forse si, ma anche questo potrebbe essere un segno. Higuain non esulta e ci può stare, ma siamo di nuovo sette punti avanti ai napoletani.

La partita finisce col risultato di 2-1 senza particolari patemi, se non per il calcio italiano.

Soluzioni per il futuro

Una Juve che gioca al 50% del suo potenziale e che regala per oltre un’ora un uomo (Pjanic) è più che sufficiente per battere una diretta avversaria.

Perché allora non virare decisamente verso una formazione più offensiva e spettacolare?

Pjanic a quanto pare non è adatto a fare la mezzala, è stato provato con esiti peggiori come regista, non resta che ritagliargli un ruolo come trequartista. Tra l’altro, l’anno scorso, Allegri cercò qualcuno da utilizzare in quel ruolo creando gli equivoci di inizio stagione scorsa.

Anche Zidane all’inizio dell’avventura juventina era un pesce fuor d’acqua, poi in una partita contro l’Inter, Lippi estrasse dal cilindro il ruolo di trequartista che non gli era mai appartenuto e Zizou cominciò a galoppare verso il mito.

 

 

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