Sfumature bianconere: Benvenuti alla felicità al Cuadrado

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Benvenuti alla felicità al Cuadrado recita la splendida Shakira in una nota pubblicità.

Beh, forse la citazione non è proprio fedele alla realtà, ma la felicità è davvero tanta in tutto il popolo juventino.

Questo fa onore all’Inter.

La partita di ieri era uno snodo cruciale della stagione. L’Inter è una delle squadre più in forma del momento da quando Pioli, senza fare niente di particolare, ha deciso di mettere ognuno al proprio posto in campo. Venivano da 7 vittorie consecutive, con il capocannoniere del campionato. Insomma non il più facile degli avversari.

La prova

Ed era il primo test veramente impegnativo per il nuovo modulo a tutta qualità.

Beh, la prova è stata superata alla grande.

Il risultato a dir la verità va pure un po’ stretto alla Vecchia Signora se si pensa alle due traverse, alla girata di un Dybala apparso pimpante e voglioso all’inizio del match, salvo poi spegnersi fino alla sostituzione.

Questa volta con abbraccio ad Allegri.

Ricordiamoci anche delle due ottime parate di Handanovic su Pjanic stranamente frettoloso a tu per tu con il portiere e al tiro incrociato di Higuain.

Sfida di tango

La sfida nella sfida era anche rappresentata dai centravanti argentini.

Diciamo che la sfida va ad Higuain ai punti. Nessuno dei due ha timbrato il cartellino, ma Icardi è stato quasi annullato da un Chiellini in formato Muro di Berlino.

Il Pipita, a Torino si è dimostrato anche uomo squadra, cosa che a Napoli non è che gli riuscisse sempre. E anche se è rimasto a secco, ha segnato pure  gol in serie A nel suo piccolo.

E poi tanta qualità in mezzo al campo, tanta sostanza e tanta certezza che la strada continua a dimostrarsi quella giusta.

Anche il mister ogni volta che gli rivolgono la domanda sul modulo, sotto sotto è sempre più orgoglioso.

Orgoglioso come chi ha comprato una macchina potente e non vede l’ora di farla vedere a tutti, in tutta la sua potenza, in tutta la sua eleganza, in tutta la sua velocità.

La potenza e l’abnegazione di Mandzukic che va sulla fascia come un rullo compressore, e pare pure migliorato tecnicamente.

La classe e l’eleganza di Dybala e Pjanic che accarezzano il pallone facendo impazzire quelli che cercano di portargli via la sfera.

La felicità al Cuadrado

La velocità è incarnata perfettamente da Cuadrado, el hombre del partito come dicono dalle sue parti. Il colombiano sgomma come uno di quei motorini truccati e imprendibili, tanto che a volte sembra non toccare nemmeno terra.

Allegri è stato bravo a sfruttare tutti gli uomini a disposizione. Qualche settimana fa, prima del varo del 4 1 e “poveri a voi”, Cuadrado era stato fuori per quasi un mese di seguito.

In precedenza entrava a partita in corso, ora è uno degli intoccabili. Nell’attesa che Pjaca piazzi l’allungo di crescita definitivo, Cuadrado con le sue serpentine e, una volta tanto, con i suoi gol decisivi è imprescindibile nel nuovo progetto.

Se ieri avesse tirato davanti ad un’autovelox, avrebbe potuto rischiare pure il ritiro della patente.

Se Cuadrado realizzasse un numero di gol vagamente consono alle sue qualità, sarebbe da pallone d’oro.

Speriamo che il nuovo modulo, e la propensione offensiva sempre più marcata della squadra possa permettere anche a Cuadrado di togliersi le soddisfazioni personali che merita.

Per quelle di squadra, non basta nemmeno lui, ci vuole lo spirito di sacrificio che traspare da tutti i nostri eroi.

 

 

 

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