Sfumature bianconere: in viaggio con Brio.

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Noi siamo la Juve (photo by nosecretnews.com)

Racconto semiserio di un viaggio nell’incubo. Da Chiellini ad Alex Sandro. La profezia di Manzukic e il tradimento di Dybala.

Ferie di Natale, tra un viaggio anticipato e uno ritardato ho scelto Brio.
Si avvicina la partenza per le ferie natalizie e all’ultimo momento mi accorgo di avere ancora un giorno da potermi giocare. Che fare? Non ci sarebbe nemmeno da discutere, prendere il giorno in più e partire prima, visto che quest’anno ritorno dai miei in Basilicata e ci sono 1000 km da fare. Però il 23 Dicembre c’è l’ha Supercoppa contro il Milan…
Opzioni:

Parto la mattina presto. Se riesco a partire per le 8 potrei arrivare in tempo, a patto di ridurre al minimo le soste. L’opzione si scarta da sola quando mi accorgo di essermi svegliato alle 11 .

Parto il giorno dopo, la sera mi vedo la partita, festeggio la vittoria,faccio le valigie e arrivo a casa attorno alla mezzanotte della viglia, mmm…no.

Allora come fare a conciliare la voglia di rivedere la famiglia e la pagine per la Vecchia Signora?

Decido di partire il 23, sfidando il bollino nero, e di ascoltare la partita alla radio. Come una volta, prima chele tv venissero a sbiadire un po’ del fascino che il calcio si portava dietro.

Partenza in colpevole ritardo e tragitto abbastanza scorrevole quasi fino a Rimini.
Qui comincia la partita e sento la voce amica di Repice che annuncia, come commentatore tecnico, il mitico Sergio Brio. Quello di ZOFFGENTILECABRINIFURINOBRIOSCIREA. Amarcord di quando le formazioni si recitavano a memoria in terzine rallentando sul numero 10 per questioni di metrica.

La partita si mette bene, Repice e Brio parlano di una Juve che spinge con convinzione e dopo meno di 20 minuti passa in vantaggio con Chiellini che in settimana non aveva mandato giù alcune dichiarazioni di Berlusconi.
La superiorità della Juve viene individuata soprattutto nelle difficoltà di Suso e Abata nel contenere Alex Sandro, per questo, quando il brasiliano è costretto ad uscire suona un piccolo campanello d’allarme.

Nel frattempo le code a tratti diventano sempre più frequenti e un Suv con targa francese mi diventa sempre più antipatico perché cerca sempre di cambiare corsia. Pare che la coda sia originata da un incidente, ma proprio mentre vedo passare l’ambulanza Suso mette al centro per Bonaventura che di testa trafigge Buffon. Brio racconta della bravura del milanista nel correggere in rete il cross, ma io ci sento una punta di imbarazzo nel commentare il pareggio. Come dover fare i complimenti a quello che si è messo con la tua ex.
Il secondo tempo è un vero e proprio incubo tra gallerie che interrompono il commento sul più bello e pressione costante del Milan che non si concretizza in gol grazie a San Buffon, a una traversa e ad un salvataggio sulla linea di Chiellini su Bacca.
Nel mezzo si scopre che Pjanic è ancora in campo quando Allegri lo cambia con Dybala. Andiamo ai supplementari con un po’ di convinzione in più visto l’ingresso della Joya dietro Higuain e Mandzuic che non hanno disputato la loro migliore partita fino a questo momento.
Fuori ormai il buio è segnato da una doppia striscia di luci rosse. Una striscia continua e lunga come una quaresima, altro che Natale.
Brio non si spiega come mai la Juve sia così in balia dell’avversario e come Dybala si sia divorato il gol del 2-1 calciando in curva dal limite dell’area piccola.

C’è bisogno di una sosta e così vedo come un segno del destino il cartello che indica 10 km all’autogrill. Con un po’ di fortuna riesco a vedere i rigori.
Purtroppo la coda e il Suv francese tramano contro di me e i 10 km diventano un’odissea.

Sono ancora in strada quando Marchisio si avvia sul dischetto e segna il primo rigore della serie. Poi Gigi para il tiro di Lapadula a arefice gli conferisce il titolo di numero uno dei numeri uno.
Sono appena entrato nella galleria di Pedaso che Manzukic si è aggiustato il pallone sul dischetto quando va via il segnale. La galleria più lunga della mia vita. Quando vedi la luce in fondo al tunel è già troppo tardi. Marione ha già tirato alle stelle e mi comunico a mia moglie la sconfitta perché mi viene alla mente la sequenza di rigori contro la Germania questa estate.
Ormai fermo nel parcheggio dell’autogrill ascolto in ansia il racconto degli ultimi tiri. Arriviamo pari alla fine e l’ultimo è Dybala che non può sbagliare.
E invece sbaglia.
L’utima speranza che Buffon faccia l’ennesimo miracolo svanisce nell’ esultanza di Pasalic.
Altra fiale persa ai rigori contro il Milan.

Non era il regalo di Natale che mi aspettavo. Intanto partono gli sfottò sui vari gruppi di Whatsapp.
Io sono partito da 7 ore e impiegherò le restanti a parlare di politica, ecologia e di fusione nucleare. Che poi sono le cose che contano davvero…

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