Sfumature bianconere: COME TE NESSUNO MAI

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Il nostro cuore batte per te

La Vecchia Signora mette la parola fine alla sua marcia trionfale verso il sesto scudetto di file ed entra nella leggenda. Nessuno mai aveva vinto tre coppe Italia su tre, nessuno mai aveva fatto tre (ma neppure due) doppiette Coppa Italia-Scudetto di fila, e nessuno mai aveva vinto sei volte lo Scudetto consecutivamente.

Sfumature bianconere: Come te nessuno mai: dopo aver eguagliato la stagione scorsa il record della Juventus del Quinquennio d’Oro 30-35 e del Grande Torino di Valentino Mazzola, la cui storia venne brutalmente e tragicamente interrotta dalla strage di Superga (e chissà quanta altra gloria avrebbero conquistato quei Fenomeni se il destino non fosse stato così infame), questa Juventus scava un nuovo solco tra sé e gli altri club italiani e si porta là dove nessuno era mai arrivato, conquistando il suo 35simo Scudetto, il sesto consecutivo.

Qualcuno temeva, dopo la sconfitta sul campo della Roma e le fatiche della finale di Coppa Italia conquistata contro la Lazio, che la squadra di Max Allegri avrebbe potuto accusare il colpo contro un Crotone che era in ottima forma ed in piena lotta salvezza. Si temeva che le motivazioni dei calabresi potessero essere tali da costringere la Signora a rinviare la festa Scudetto ancora una volta.

Quella scesa in campo, però, è stata la Juve vera, e per quanto il Crotone ci abbia potuto mettere passione, orgoglio, corsa, volontà ed organizzazione, quando la Juventus decide di fare la Juventus, c’è davvero poco da fare. I Bianconeri sono scesi in campo nel “formato Champions”, con una formazione sarà per almeno 9/11 (ma più probabilmente 10/11) quella che si presenterà al Millennium Stadium di Cardiff il prossimo 3 Giugno per contendere ai campioni in carica del Real Madrid la corona di Regina d’Europa.

Il Crotone è sembrato un po’ come uno di quei poveri pugili che venivano messi a combattere con Mike Tyson all’apice della carriera: una vittima designata. Un paio di colpi ben assestati nel primo tempo con Mandzukic e Dybala, e il colpo del KO nel secondo tempo di Alex Sandro. Giochi chiusi e all’arbitro non è rimasto che contare i fatidici 10 secondi e dichiarare la vittoria della squadra di casa.

Bella la festa e la consegna del trofeo nelle mani del Capitano, bello il gesto della curva verso Allegri, che rende il giustissimo omaggio al condottiero che l’ha portata a vincere ancora una volta e che troppo spesso è stato criticato, ingenerosamente e ingiustamente.

photo by Juventus.com

Forse è così che doveva andare, forse la Juventus dopo aver conquistato la Coppa Italia, che alcuni considerano il meno prestigioso dei trofei stagionali, ma che quando arriva alla stretta finale tutti vogliono vincere, doveva festeggiare la vittoria del Campionato tra le mura amiche dello Juventus Stadium, per salutare nel migliore dei modi il proprio pubblico e per avere un periodo di tempo adeguato a preparare al meglio l’ultima Sfida che conta.

Mister Allegri dopo aver conquistato la Doppietta il primo anno, dopo aver firmato la Tripletta Tricolore il secondo vincendo Supercoppa Italiana, Scudetto, Coppa Italia, conduce nuovamente la squadra alla vittoria dei due titoli nazionali, in attesa dell’ultimo verdetto, ma a differenza di due anni fa a Berlino contro il Barcellona, questa volta niente paura, niente riverenza, niente appagamento per aver raggiunto la finale della massima competizione europea per club. Questa volta lo spirito è diverso, la consapevolezza è diversa, la voglia è diversa, la rabbia è diversa, la fame è diversa. Questa volta si parte alla pari, ma già si vede nello sguardo di questi uomini quello che si vedeva negli uomini di Lippi. Questa volta si rivede l’Occhio della Tigre.

Photo by Depositphoto

Bella la festa, bella la premiazione, belli i trofei, ma niente esagerazioni, niente follie, niente pullman scoperti e giri per la città, niente eccessi. I tifosi della Juventus sono insaziabili, e i Campioni che scendono in campo ne incarnano a pieno lo Spirito. Due giorni di riposo e poi si riparte. C’è un’altra partita da giocare, c’è un’altra Storia da scrivere…

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