Sfumature Bianconere: È ora di dire basta!

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L’avevano promesso già domenica sera. Basta con l’indolenza in campo. lo avevano promesso i senatori come Buffon e Barzagli, ma anche i nuovi come Pjanic ed Higuain.

La Juve entra in campo con gli occhi della tigre e per il malcapitato Cagliari di Rastelli sono sorci verdi fin dal primo minuto.

Ritorniamo alle belle vecchie abitudini di far uscire il portiere con i guantoni puliti, e stavolta è successo con tutti e due. A proposito, pare che per Buffon sia solo un’uscita preventiva, nessuno stop. Meno male.

Il 4-0 è abbastanza eloquente, non c’è stata praticamente partita.

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Meno di un quarto d’ora e Rugani mette dentro la respinta dell’ex Storari per l’1-0.

Fa molto piacere a tutti il primo gol di Rugani in maglia bianconera. In primis a mister Allegri che ha sempre sprecato parole molto lusinghiere per il centrale del futuro. Ma già pronto anche per il presente. A parte i balbettii delle prime partite, si è sempre dimostrato all’altezza quando è stato chiamato in causa. Con quella faccia da mozzo, da sempre l’idea di pensare a qualcosa, forse pensa solo alla prossima mossa. Infatti tende ad arrivare sempre prima degli avversari sulla palla peccato non usarlo al posto di Bonucci. Il ragazzo ha piede educato e gioca a testa alta, caratteristiche per vederlo al centro del fortino per tanti anni.

Una ventina di minuti scarsi ed è il Pipita a metterla dentro, sempre dopo una respinta di Storari. Il peso di Higuain, in senso buono questa volta, si sente nel modo in cui strappa una palla e si inventa un tiro al fulmicotone poco prima del gol del raddoppio. È impressionante, nel solo primo tempo segna un gol, tira 4 volte pericolosamente in porta e scheggia pure un palo. Mandzukic comincia a preoccuparsi.

Allo scadere del tempo è Dani Alves a segnare il primo gol per la signora a coronamento di una partita maiuscola. Una delle prestazioni per le quali è stato acquistato dal Barcellona.

A fine partita, è Lemina a provocare l’autogol di Ceppitelli sull’ennesima respinta di Storari.

A parte il roboante risultato che ci riporta in testa alla classifica, dal match infrasettimanale possiamo trarre alcune considerazioni.

Il pianista che suona.

La prima è che Pjanic regista è uno spreco. Il bosniaco ricama calcio da mezzala, interagisce di più con le punte e da quel senso di qualità al centrocampo che ci vuole per superare la sindrome di Pogba. Ingabbiarlo più vicino alla difesa che all’attacco priva di fantasia la manovra poiché, in un ruolo che evidentemente non sente suo, il pianista si limita a provare la scala di DO. Ora non è che il Cagliari, con tutto il rispetto, sia l’avversario ideale per testare la bravura del nostro musicista, ma più avanti sembra divertirsi molto di più. E anche noi.

Nell’attesa che Marchisio si unisca a Pjanic per formare il centrocampo pensato questa estate.

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Niente gioia per la Joya.

La seconda cosa è che Dybala che non segna può cominciare a essere un problema. Sul 3-0 la partita ha cominciato ad avere un senso solo per il tanto atteso gol di Paulo. Finora Dybala è stato quasi sempre il migliore in campo, ma non ha segnato. Ha dato tanti assist che i compagni hanno tramutato in gol, ma lui non ha segnato. È stato l’anima della Juve, ma non ha ancora fatto un gol ufficiale. E c’è il rischio che si intristisca. Bene ha fatto il mister nel sostituirlo sostituirlo, per allontanare il pensiero che la mancanza di gol diventi un pensiero fisso.

La verifica.

La verifica che la sconfitta di San Siro è stato solo un episodio deve ancora avvenire. Troppo debole e dimesso il Cagliari giunto allo Stadium per dare una certezza definitiva. Bisognerà vedere come reagisce la squadra contro un avversario che aggredisce alla morte come hanno fatto i nerazzurri domenica.

Probabilmente una prima risposta dovrebbe già esserci in casa della Dinamo, se non per il valore dell’avversario, almeno per la posta in palio.

Usciamo dalla partita contro il Cagliari con la piacevole sensazione di aver comandato la partita per tutti i 90 minuti, anche quando il risultato non era più in discussione, anche quando sembrava che infierissimo sugli amici di un tempo.

Basta con gli 1-0 risicati, con magari l’episodio sfortunato all’ultimo minuto che trasforma una partita tranquilla in un fallimentare pareggio.

Basta con la difesa a 3. Non vediamo l’ora che il mister decida di togliere un centrale di difesa per sostituirlo con un esterno d’attacco o con un centrocampista in più.Magari Pjanic dietro le punte.

Certo, con Dani Alves ed Alex Sandro sulle fasce è una squadra offensiva, ma siamo rimasta una delle poche, se non l’unica grande squadra a giocare con 3 centrali di ruolo.

E soprattutto mai più scendere in campo senza la voglia di sbranare gli avversari, a prescindere dai colori avversari. In fondo i soli colori che ci piacciono sono il bianco e il nero.

 

 

fonte foto: www.90min.com

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