Sfumature bianconere: Kean e il Guerriero

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Verso la fine di una partita senza storia comincia a farsi largo l’idea di vedere in campo Kean, il primo calciatore del nuovo millennio in serie A.

Kean ha davvero l’aura del predestinato, ha fatto una caterva di gol nelle giovanili. Ha il gran vizir di tutti i procuratori a curargli gli affari. Un’impressionante serie di infortuni ne ha anticipato l’esordio. Ha il capello colorato d’ordinanza. Il telecronista di mediaset per qualche minuto è andato avanti a dire che stava per entrare Lemina…

C’è chi gli ha già affibbiato il soprannome di nuovo Ballotelli. Come se fosse un complimento o un augurio per il futuro.

Al momento non ha ancora firmato nessun contratto e pare che ci sia già una lotta intestina tra i genitori separati del futuro nuovo fenomeno.

Uno dei due spinge per emigrare per lidi più cool seguendo sirene inglesi o spagnole, mentre  l’altro è più favorevole a farlo rimanere alla Juve con conseguente firma su un bel triennale. Il massimo che si può sottoscrivere quando si tratta di un calciatore minorenne. Ed è necessario anche l’accordo tra i due ex coniugi.

Come se già trattare con Mino Raiola non bastasse a complicare le cose.

Il rischio che Kean vada a spiccare il volo con qualche altra casacca è davvero alto, anche Marotta ha sottolineato che la situazione è delicata.

Il buon Mino, già quest’anno voleva mandarlo a giocare in un campionato senza troppe pretese come quello olandese. Per fortuna mister Grosso ha insistito perché Kean  rimanesse a giocare ancora un anno nella primavera juventina.

La speranza è che alla fine quello che conti sia il campo. Il ragazzo ha sicuramente qualità fuori dal comune per un sedicenne. Sabato alla prima palla toccata ha dimostrato sfrontatezza, carattere e sicurezza nei propri mezzi. Oltre a un’ottima padronanza della sfera.

Però è un ancora un frutto acerbo. E coglierlo troppo presto potrebbe rovinare tutto il sapore di una carriera che potrebbe anche essere sfolgorante.

Sedici anni è un’età in cui si va ancora a scuola e Kean deve ancora imparare tanto.

Deve imparare a stare in campo e tutte quelle piccole cose che alla fine fanno la differenza tra un campione e l’ottima mezza punta di una squadra di serie C con tanti rimpianti per quella volta che esordì contro il Pescara…

Anche Allegri ha detto che Kean ha tanti ottimi esempi da cui poter apprendere i rudimenti del campione.

Allenarsi con Marchisio gli può insegnare cosa significhi crescere nella Juve, fare tutta la trafila fino a mettersi la fascia al braccio.

Provare a superare Barzagli in allenamento gli può insegnare come la concentrazione e la velocità di pensiero possono essere più utili che fare i 100 metri in 10 secondi.

Da Higuain la continuità che permette di superare i record che resistevano dal dopoguerra, mentre Mandzukic ogni volta gli può far vedere come si ricorrono gli avversari quando non sono loro a rincorrere te.

Vedere Buffon che si allena alla morte anche ora che potrebbe vivere di rendita, gli potrà insegnare come si fa a rimanere ai vertici per più di venti anni.

Sono tanti gli esempi da poter seguire per la stretta strada che porta alla gloria e forse per le sirene si può anche aspettare un po’.

Intanto domani potrebbe esserci anche l’esordio in champion’s , visto che Higuain non è convocato e non abbiamo altri attaccanti oltre a Mandzukic.

Kean potrebbe cominciare a seguire l’esempio del  nostro guerriero croato.

Kean il Guerriero, e suona pure bene…

 

 

Sfumature bianconere: Mandzukic, il vecchio leone e la moria delle punte

fonte foto: www.sprintesport.it

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