Sfumature bianconere: Marchisio e il fantasma di Zaza

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Fino a due o tre anni fa non avrebbe fatto molta notizia un gol di Claudio Marchisio. Un po’ per il passato giovanile da centravanti, un po’ per la corsa continua e quella capacità di buttarsi negli spazi tanto cara agli allenatori, Claudio ha sempre portato una dote di gol annuali più che congrua.

Tutti i tifosi juventini hanno negli occhi il gol che fece all’Inter regalandoci una delle poche gioie dell’era Ferrara.

Poi l’addio di Pirlo ne ha arretrato il raggio d’azione fino ad ancorarlo davanti alla difesa, troppo lontano dalla porta avversaria.

Oltre un anno senza gonfiare la rete è stata un’eternità. Con tutto quello che ci sta in mezzo.

Correva l’aprile del 2016 con la Juve ormai in crociera verso la vittoria del quinto scudetto che Marchisio mette male il ginocchio e finisce per rompersi i legamenti con i conseguenti 6 mesi di stop e l’addio agli europei di Francia.

La squadra senza il suo principino conquista lo scudetto e comincia la nuova annata con qualche balbettio più sul piano della manovra che su quello dei risultati.

Il pensiero di tutti è sempre stato: “Quando tornerà Marchisio le cose cambieranno”.

Infatti appena Marchisio ha ricominciato a sedersi in cabina di regia la squadra si è assestata.

Solo lui riesce a dare equilibrio alla manovra, garantendo la giusta protezione alla difesa senza far mancare sostegno alla fase offensiva. Cose che i suoi sostituti di inizio stagione non sono in grado di garantire se non fondendosi tra loro.

Quando alla fine del primo tempo di martedì, viene assegnato il rigore del possibile pareggio, vedere Claudio sul dischetto ha dato qualche brivido, sia per l’importanza del momento che per il fatto che i rigoristi della Juve sono più o meno nell’ordine Dybala, Pjanic, Higuain e poi forse pure Mandzukic.

I primi tre erano sparsi tra tribuna e panchina, il quarto invece, sembrava in una serata un po’ così.

Marchisio si prende la palla e la responsabilità sulle spalle come solo chi è capitano dentro può fare e con lo sguardo di chi quel rigore non lo sbaglierà.

Qui succede una cosa imprevista che fa gelare per un attimo il sangue nelle vene.

Claudio comincia la rincorsa partendo dritto verso la porta, ad un certo punto si sposta completamente sulla sinistra ricordando la rincorsa di Zaza agli Europei. Un trauma che difficilmente si supera.

Poi parte il tiro, forte e rasoterra con il portiere che intercetta per un attimo. Un attimo lungo una quaresima, ma poi il pallone passa e finisce in rete.

Marchisio ritorna al gol, la Juve al pareggio e il fantasma di Zaza sparisce e si riattiva la respirazione di qualche milione di juventini.

Grazie Claudio e bentornato, la strada è ancora lunga, ma con te sappiamo che ce la possiamo fare.

 

 

 

fonte foto: www.newscalciomercato.eu

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