Sfumature bianconere: Quarti di nobiltà

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Come previsto, il passaggio del turno va in Porto e la Juve approda ai quarti.

A parte i facili giochi di parole sui nostri avversari, la Juve si sbarazza dei portoghesi senza troppi patemi d’animo anche grazie all’espulsione di Maxi Pereira.

L’espulsione e il conseguente rigore di Dybala hanno messo una pietra tombale sul passaggio del turno come se già non bastasse il 2-0 dell’andata.

La partita in se è diventata stucchevole e leziosa nel secondo tempo con il Porto che ha badato più a non prendere l’imbarcata che a tentare l’impresa di un passaggio del turno che avrebbe avuto del leggendario.

Qui la Juve ha dimostrato dove ancora può crescere. Rischiare il pareggio contro un avversario ridotto in dieci e che bada a non prenderle e per ben due volte per giunta deve far squillare un campanello d’allarme nelle orecchie del mister.

Non sarebbe cambiato niente, ma saper controllare le partite è la prerogativa delle grandi squadre e non possiamo prescindere da questo aspetto se vogliamo realizzare il sogno di 10 milioni di tifosi.

Biancaneve

In una celebre canzone, Guccini cantava “tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti”.

E allora diamo credito a Buffon quando afferma che non vuole affrontare il Leicester che è un po’ la Cenerentola delle otto finaliste.

I giganti sono i soliti nomi noti: il Real campione uscente, che assomiglia al gatto con gli stivali. Sornione e temibile con l’ex Morata che potrebbe accendere le nostalgie.

Il Barcellona, un po’ la Bella addormentata nel bosco. Si era addormentata a Parigi, ma il suo sonno è durato meno dei 100 anni della favola.

Terzo gigante, naturalmente il Bayern Monaco. Ancelotti ha fatto il solito grandissimo lavoro trasformando una squadra già vincente in un’orchestra come i Musicanti di Brema.

Più in secondo piano troviamo il brutto anatroccolo, quell’Atletico Madrid che fa della grinta e della cattiveria agonistica la sua prerogativa principale.

Il Monaco che come Cappuccetto Rosso ha attraversato un bosco pieno di insidie ma è sfuggita al vecchio lupo di mare interpretato dal Manchester City di Guardiola.

Un po’ più staccata c’è il Borussia Dortmund, che come Pollicino lascia le briciole sul sentiero e in un modo o nell’altro arriva spesso dove conta.

Quello che ci auguriamo è che la Juve abbia maturato la convinzione e la forza mentale di interpretare la parte di Biancaneve e trattare tutte le altre squadre approdate agli ottavi come i sette nani.

 

 

fonte foto: www.sport.tiscali.it

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