Sfumature bianconere: Ritorno al futuro…

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Noi siamo la Juve (photo by nosecretnews.com)

Ritorno al futuro: la Vecchia Signora chiude al meglio il campionato appena passato come ha abituato a fare, con una vittoria.

Sfumature bianconere: Miglior viatico per il prossimo futuro che si concretizzerà nella Finale di Champions League sabato a Cardiff e per le prossime stagioni con il buon esordio dal primo minuto del portiere classe ’97 Emil Audero e con il primo gol in serie A del Baby Bomber Moise Kean, primo tra i Millennials a mettere a segno una rete nei cinque principali campionati del Vecchio Continente.

Sospiri bianconeri: poteva sembrare una partita inutile, una di quelle tipiche partite di fine stagione in cui calciatori e tifosi pensano più alle spiagge e alle Piña Colada dentro le noci di cocco che al rettangolo verde, è stata ben altro. Il Bologna non aveva intenzione di fare da sparring partner per l’ultima sfilata italiana di questa stagione dei neo laureati Campioni d’Italia, la Juventus dal canto suo non voleva partire per Cardiff con in valigia una sconfitta, roba che dalle parti di corso GalFer considerano peggio della peste.

Capita così che una partita sulla carta inutile offra più di uno spunto di riflessione. Il Bologna corre, si impegna, non lesina mazzate infischiandosene di preservare al meglio le giunture dei prossimi finalisti della massima competizione continentale, e fa pure un gol, con un tiro di Taider all’incrocio dei pali che a definire “alla Del Piero” non si fà certo lesa maestà. Certo è che il Bologna questo è, e di più francamente non avrebbe potuto fare.

I bianconeri sono entrati in campo visibilmente imballati. Nel primo tempo hanno probabilmente pagato il richiamo di preparazione fisica che lo staff tecnico ha imposto in vista del 3 giugno, approfittando dei 13 giorni disponibili e gestendo carichi di lavoro, riposo e lavoro tattico in funzione dell’obiettivo finale. Allegri in questo si è dimostrato maestro. Ci ha pensato il gol di Taider a svegliare i Bianconeri. Va bene il campionato già vinto, va bene pensare alla finale, va bene che fisicamente non si era al top, ma a questa Juventus di perdere così proprio non va giù. E allora ci hanno pensato Dybala e Kean a rimettere le cose a posto, con lo squillo del giovanissimo campioncino italiano dalla pelle d’ebano e dai tratti che tradiscono le chiare origini africane, a mettere il timbro finale a un campionato da 91 punti. Come già detto il primo giocatore nato dopo il primo gennaio 2000 a segnare in uno dei cinque campionati europei più importanti, ma anche un giovanotto che chi segue il settore giovanile della Juventus e della nazionale conosce molto bene. Ci sono tutti i crismi del fenomeno, ma sarà solo il tempo a darci conferme o smentite. Il tempo è il campo che non mentono mai.

La disposizione tattica messa in campo da Allegri non è stata banale. In attacco c’è l’artiglieria pesante, una formazione con l’ormai classico 4-4-2 con i due esterni con spiccate attitudini offensive: i nomi sono quelli dei giocatori che sono stati titolari tutto l’anno con Sturaro al posto di Mandzukic per dare un po’ di riposo al calciatore croato che quest’anno ha fatto davvero tanti chilometri. L’impressione è che sia questa la scelta di Allegri per la Finale: giocare con Cuadrado sull’ala e Dani Alves arretrato. Contro una formazione che gioca con 3 punte come il Real Madrid questa disposizione tattica si adatta alla perfezione, come dimostrato nei quarti contro il Barcellona, specialmente se a centrocampo c’è il peso specifico di Khedire a fianco alla classe di Pjanic. Viceversa contro un 4-3-1-2 dei madrileni, con Cristiano Ronaldo stabilmente sulla linea degli attaccanti, la soluzione più opportuna sarebbe sicuramente coprire di più al centro con Barzagli al posto di Dani Alves che sarebbe avanzato nella zona a coprire tutta la fascia a spese di Cuadrado che partirebbe in questo caso dalla panchina.

A centrocampo si è rivisto Marchisio il cui contributo è sempre prezioso e lo potrebbe essere anche nell’ultima partita. Per il Principino il cambio arriva poco dopo l’inizio del secondo tempo in modo da poter arrivare in forma alla finale senza forzare troppo il ginocchio che ha ancora bisogno del ghiaccio dopo le partite. Al posto di Marchisio riprende la sua posizione sulla fascia sinistra Mandzukic, ma Sturaro mantiene la sua posizione da incursore, una prova di una configurazione che può essere usata in un momento di particolare bisogno. Accanto a Marchisio è partito tra gli 11 titolari Khedira, il cui recupero sarà fondamentale per le sue capacità tecniche e gli equilibri tattici che sa dare alla squadra. Con lui Pjanic si trova alla perfezione. Un’ora di gioco per il tedesco che mette minuti preziosi nelle gambe.

In difesa il Mister juventino mischia le carte facendo riposare tutti i titolari e mettendo in campo Benatia e il possibile protagonista di Cardiff, Barzagli, a destra Lichsteriner e a sinistra Asamoah consentono alle frecce carioca di riposare e recuperare la miglior forma per la partita più importante, loro che sono stati fondamentali in questa stagione.
In porta il giovane Audero dimostra molta personalità. Il tiro di Taider era forse imprendibile, e il portierino bianconero non viene impegnato quasi per nulla, ma la sua posizione e il suo controllo di palla con i piedi in diverse occasioni prospettano buona tecnica e personalità.

Come al solito Allegri azzecca la mossa finale buttando nella mischia il baby Kean, che si sbatte negli ultimi 20 minuti di gioco trovando un bellissimo goal che suggella una stagione piena di soddisfazioni per questo ragazzino cresciuto molto in fretta che ha bruciato le tappe diventando il primo calciatore nato nel nuovo Millennio a calcare i campi della seria A, ad esordire in Champions League e infine marcando in campionato. E chissà che non diventi anche il primo calciatore nato nel nuovo Millennio a mettere piede sul prato del Millennium Stadium…
Una Juve che suggella il campionato appena passato con un’altra vittoria, che guarda al futuro più lontano con i suoi giovani, ma che ha in testa fisso un solo obiettivo, quello che si prospetterà nel futuro più prossimo.

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