Sicula Leonzio-Bari: serviva la vittoria…e vittoria è stata

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Bari: dove eravamo rimasti? Sicula Leonzio-Bari altra vittoria!

Qualche giorno fa mi aveva incuriosito un articolo dove si parlava dello stato umorale di un tifoso a seconda del risultato della propria squadra del cuore. Tramite uno studio dell’Università di Leeds infatti, i ricercatori hanno affermato che la vittoria porta benefici al fisico e alla mente per una durata di 24 ore. Cosa chiedere di più quindi della vittoria del Bari alla prima di campionato per iniziare al meglio la settimana? Personalmente sono il tifoso più felice del mondo. Non era facile, e non è stato facile. Come ho scritto nel precedente articolo, chi pensa di poterle vincere tutte senza fatica per me può andare a tifare Barcellona. Noi soffriremo spesso, soprattutto in trasferta, e le insidie ci saranno ad ogni giornata, la conferma è arrivata fin da subito dalla ostica Sicula Leonzio, un’ottima squadra (allenata da Vito Grieco, molfettese ed ex del Bari ai tempi della squadra primavera) che ha giocato senza timore reverenziale e sfiorato più volte il pareggio nel secondo tempo, magari l’avrebbe anche meritato, obiettivamente ma il nostro Frattali ha chiuso la saracinesca e ricordato per quale motivo è stato acquistato. Ma cosa è andato e cosa non è andato nella squadra biancorossa?

Pronti, partenza, via…

…calcio d’angolo, testa di Ferrari, traversa! Ecco, magari come ad Avellino, se avessimo fatto gol nei primi minuti, la partita sarebbe stata in discesa. Forse si o forse no. Sta di fatto che dopo il legno colpito da El Loco (a proposito, a parte questo, l’argentino è sembrato in evidente ritardo di condizione) siamo un po’ spariti dai radar, e a parte qualche guizzo di Antenucci e la giocata di Terrani che ha portato al rigore, non è stato esattamente un primo tempo da ricordare. Comunque chiuso in vantaggio. Mi aspettavo un secondo tempo di sofferenza, forse non così troppo ma le partite si vincono anche così, con un po’ di cinismo e un po’ di fortuna. Soprattutto nelle prime giornate. Bene D’Ursi, che ha ravvivato la fase offensiva con la sua velocità e timbrato il secondo gol con un fulmineo contropiede, maluccio il centrocampo, probabilmente condizionato dai troppi lanci lunghi che partivano dalle retrovie. Hanno influito le pessime condizioni del campo di gioco? Può essere ma di certo questa squadra deve trovare al più presto una precisa identità di gioco. I tre punti comunque bisogna tenerseli molto stretti e di sicuro aiuteranno a livello mentale per proseguire serenamente nel percorso di crescita.

Due note, per darvi la buonanotte

La prima, la sfuriata di Di Cesare in sala stampa. Il capitano, per me, ha ragione. Va bene la critica costruttiva sul gioco, sul mister e su altri aspetti ma gli isterismi che sono venuti fuori dopo la sconfitta di Avellino sono pura follia. E il campionato doveva ancora iniziare. Chi fa così non vuole il bene del Bari, punto. Un po’ di sano equilibrio non guasterebbe, soprattutto un po’ più di attaccamento alla squadra. Magari andando allo stadio a tifare veramente, piuttosto che stare sui social. Ma già so che è fiato sprecato. La seconda cosa è che mi dispiace per il buon Michele Salomone, voce storica per quanto riguarda le partite del Bari, vero mito per noi baresi, che quest’anno ha perso la leadership per le radiocronache. Di sicuro però non mi dispiace per il suo gruppo editoriale, soprattutto per il baffuto direttore del telegiornale della principale emittente di Conversano, che come spesso accade ha letteralmente delirato in uno dei suoi editoriali. Inascoltabile, e non solo perchè gli servirebbe un corso di dizione. Se è stato preso per i fondelli pure dai tifosi del Lecce un motivo ci sarà. Ecco, in futuro parlasse solo della squadra salentina e non nomini più il Bari. Saremo tutti più felici.

 

(foto fonte SSC BARI)                 

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