Simone Maraschi: il Mister in uno spogliatoio rosa

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Maraschi microfono
Intervista a Simone Maraschi

Intervista a Simone Maraschi: il calcio femminile, l’esperienza con l’USD Riozzese, il calcio maschile con i ragazzi dello Scarioni, il futuro

Oggi per Tifoblog intervistiamo Simone Maraschi, un allenatore molto preparato che vive per il calcio sin da bambino. Vogliamo sottolineare la sua esperienza nel calcio femminile, come tecnico dell’USD Riozzese nella stagione 2017-18

L’USD Riozzese

D) Simone, raccontaci della tua esperienza in rosanero. Come è nata?

Maraschi
Maraschi – con lo stemma della Riozzese

La stagione scorsa ero il Mister della Primavera Femminile della Riozzese e collaboratore della serie B. Quest’avventura è iniziata perché l’Academy Fanfulla dopo anni di lavoro e sacrifici ha chiuso e di conseguenza è stato molto più facile creare il nuovo bacino di calcio femminile nella storica società rosanero che vanta presenze nella massima serie. È stata una stagione molto impegnativa sia sotto l’aspetto fisico (visti i miei sei giorni su sette al campo) che sotto l’aspetto mentale perché sono un allenatore che si pone degli obiettivi e fa di tutto per doverli raggiungere!

D) Cosa hai provato nell’allenare una squadra femminile? Si crea un rapporto di empatia con le calciatrici?

Posso dirvi che sono molto soddisfatto delle mie esperienze nel calcio femminile perché sia da collaboratore che da allenatore mi sono sentito rispettato da tutte le giocatrici. Alla fine della stagione ho potuto constatare che il lavoro sviluppato nell’arco dei dieci mesi era stato assimilato nel miglior modo possibile. Il rapporto che si è creato tra me e le ragazze è molto particolare perché nell’ambito calcistico c’è sempre stato un rapporto tra allenatore e giocatrici, all’insegna del massimo rispetto e della trasparenza da ambo le parti, e al di fuori del campo si è instaurato con molte un rapporto di amicizia.

Allenamento della Riozzese
La Riozzese

D) I risultati. Sei soddisfatto dei risultati ottenuti e cosa ha originato l’epilogo di questa bella avventura?

La stagione passata è stata molto particolare perché ho ritrovato molte ragazze che avevo allenato al Fanfulla nella Juniores ed altre molto giovani che avevano partecipato al campionato di serie C oltre, ovviamente, a nuove giocatrici. Se parliamo di risultati ai fini della classifica direi che sono abbastanza soddisfatto. Siamo arrivate settime in un campionato dove tutte le altre squadre erano già composte da anni. Ciò significa aver lavorato molto bene nel poco tempo e spazio che ci era stato concesso. Essere stati la quarta miglior difesa del campionato è stato un traguardo straordinario vista la rosa di soli 17 elementi e solo tre difensori di ruolo fino a dicembre. Terrei conto, oltretutto, che nel mese di aprile abbiamo dovuto giocare ben sette partite contro le prime otto del campionato. Se invece guardiamo la crescita delle ragazze sono molto soddisfatto perché ognuna di loro ha dato tutto ciò di cui c’era bisogno per poter crescere e migliorarsi sia come singolo sia come squadra. Purtroppo quest’ avventura è finita perché non mi sono trovato d’accordo con la società sulla futura programmazione della crescita di questo fantastico gruppo.

Il calcio femminile

D) Cosa si prova ad entrare in uno spogliatoio di sole donne che giocano a calcio e riuscire a guidarle e migliorare la loro tecnica e passione? Raccontaci un episodio costruttivo

Sono molto soddisfatto di questi tre anni passati nel calcio femminile e non ti nascondo che mi piacerebbe tornarci un giorno. Non ho un episodio ben preciso da poterti raccontare ma posso dirti che sono soddisfatto e contento di queste esperienze perché ho avuto la fortuna di allenare ragazze che avevano la giusta grinta e voglia di sacrificio, la voglia di imparare velocemente. Le ragazze non erano mai stanche di ascoltare tutto quello che insegnavo, massima presenza e dedizione, se venivano riprese non ripetevano mai lo stesso errore (calcistico e non), hanno subito capito che il mio metodo di lavoro, duro e preciso, sarebbe stato pesante però avrebbe portato a fine stagione degli ottimi risultati. Sono sempre stato presente e disponibile per qualsiasi tipo di problematica e l’abbiamo sempre risolta nel miglior modo possibile ed infine mi hanno sempre accettato per come sono e di conseguenza col passare del tempo mi hanno aiutato a smussare il mio carattere.

D) Cosa si può fare per dare più visibilità al calcio femminile? Quali gli strumenti per permetterne la crescita?

Maraschi in panchina
Maraschi nella panchina della Riozzese

Come prima cosa per far crescere il calcio femminile nel nostro paese ci vorrebbero molte più persone appassionate a questo sport e allo stesso tempo più competenti. L’elemento fondamentale per la crescita inoltre è il tempo: piano piano stanno nascendo molte scuole calcio in “rosa” dove tutte le bambine possono iniziare a praticare questo fantastico sport. Io inizialmente non sono stato molto d’accordo con l’obbligo imposto dalla federazione alle società professionistiche di creare categorie “under” ogni anno.Visti i pochi numeri, la conseguenza era che le società più “piccole” sarebbero andate a chiudere i battenti. Però allo stesso tempo, questa regola ha creato la giusta competitività tra i club e negli ultimi anni molte società professionistiche del calcio maschile stanno iniziando ad investire in quello femminile con ottimi risultati. In conclusione, l’iniziativa di Sky di mostrare il posticipo della domenica, tutti i gol e i risultati delle altre partite, è un piccolo passo per una crescita definitiva di questo movimento.

D) Un episodio fuori dal campo che ti ha detto “basta, ora smetto”

Purtroppo nel calcio, come nella vita, ci sono momenti in cui vorresti mollare tutto. Sono capitati momenti in cui non arrivavano i risultati o la prestazione, il maltempo che non ti dava la possibilità di poterti allenare bene e poter uscire fuori da quel periodo infelice, influenze tutte insieme e magari nello stesso reparto, l’essersi affidati a persone o collaboratori sbagliati. Però c’è una frase che mi ripeto sempre in testa e che dico alle ragazze che si trovano in momenti di difficoltà : “Non permettere mai a nessuno di decidere per te e condizionare il tuo pensiero. Ci saranno sicuramente momenti di difficoltà, ma se al primo ostacolo vuoi mollare, pensa a tutti i sacrifici fatti in passato, sarebbero stati inutili. Se qualcuno proverà a farti lasciare la tua più grande passione, non ascoltarlo, ragiona con la tua testa”.

I successi calcistici da giocatori: la collaborazione con Sportland

D) La tua collaborazione con Sportland. Hai giocato nella Nazionale di calcio a 11 e calcio a 5. Quale è stato il tuo più grande traguardo da giocatore?

Maraschi - Sportland
Maraschi con la maglia della Nazionale Sportland

Sportland penso sia l’organizzazione di campionati amatoriali più seria e competitiva di tutto il territorio nazionale, hanno una vastità di campionati per tutte le età, ti danno la possibilità di giocare tornei internazionali e di calcare palcoscenici come lo Stadio S.Siro di Milano, il Marassi di Genova, l’ Olimpico di Roma e tanti altri. Per quanto riguarda la mia carriera da giocatore è durata molto poco per via di vari infortuni e in piccola parte perché mi sono affidato a persone sbagliate e di conseguenza le scelte che facevo non sempre erano corrette. La massima categoria in cui sono sceso in campo è stata l’eccellenza con Sporting S. Donato e Saronno. Mi sono tolto delle belle soddisfazioni in tutti questi anni passati sul campo da giocatore, ci sono stati tantissimi momenti emozionanti come l’aver vinto il mio primo campionato da piccolino con la Macallesi con alcuni dei miei compagni di classe delle elementari, aver indossato almeno una volta la maglia della mia squadra del cuore , l’Internazionale, oltre a quella della Pro Patria e del Livorno, aver vinto l’unico campionato Juniores Regionale a cui ho partecipato con lo Sporting S. Donato, l’esordio a 15 anni in eccellenza grazie a mister A. Mulinacci, il campionato vinto col Valle Salimbene in promozione e tanti altri…..

 

Il ritorno al calcio maschile: la Scarioni

D) Il calcio e i ragazzi. Ora sei allenatore della Juniores della Scarioni. Come riesci a farti rispettare dai ragazzi e a costruire un gruppo coeso?

Maraschi Scarioni
Maraschi con lo stemma della Scarioni

Innanzi tutto vorrei ringraziare mister Angelo e mister Luca per avermi dato la possibilità di entrare a far parte del loro staff in Scarioni. Questa stagione dovevo allenare una juniores femminile ma all’ultimo momento è saltato a malincuore l’accordo e spero che in futuro possano incrociarsi nuovamente le nostre strade. Questa è la mia prima stagione nel calcio maschile e iniziare una nuova esperienza facendo parte di una staff cosi numeroso penso sia una cosa più unica che rara nel calcio dilettantistico; siamo tre allenatori completamente diversi ma allo stesso tempo riusciamo a vedere e valutare i ragazzi nello stesso modo e fare le scelte non è mai complicato. Ognuno di noi ha un compito ben preciso, io, per esempio, mi occupo della fase di non possesso e della parte atletica. Oltre a noi tre abbiamo un preparatore dei portieri molto giovane e ben preparato e due dirigenti di cui uno è sempre presente sul campo anche a gli allenamenti. La figura dell’allenatore deve essere autoritaria e allo stesso tempo amichevole, deve far capire alla squadra che ha il potere decisionale ma allo stesso tempo sono loro stessi che in base al loro comportamento e al loro impegno decidono sulle scelte da fare. L’Allenatore si guadagna la stima ed il rispetto della squadra facendo capir loro che sei li per farli crescere, per motivarli, per farli arrivare a degli obiettivi di squadra e personali, se l’allenatore crede sempre nel gruppo ed a ogni singolo elemento che lo forma sicuramente verrà di conseguenza

Maraschi allenatore
Maraschi all’allenamento della Scarioni

rispettato.

Le idee tattiche

D) A livello tattico quale modulo deve avere la tua squadra ideale? Lavori su un fondamentale o su uno schema particolare nelle tue squadre?

Da giocatore ho sempre amato giocare col 1-3-5-2 ma per poter proporre questo modulo devi avere una rosa con più difensori centrali con particolari caratteristiche e molti esterni capaci di fare bene la fase di possesso e di non possesso palla. In questi quattro anni da allenatore e collaboratore ho avuto delle squadre composte da elementi che ti permettevano di partire inizialmente col 1-4-3-3 ma all’occorrenza potevano mutare in qualsiasi modulo di gioco viste le qualità individuali. Nel calcio dilettantistico e soprattutto nel settore giovanile è difficile fare mercato e richiedere alla società giocatori con ruoli specifici, quindi il buon allenatore deve essere in grado di saper lavorare con gli elementi che ha a disposizione e di conseguenza in base alle loro qualità impostare un certo tipo di gioco.

D) Simone nel futuro. Quale squadra ti piacerebbe allenare e quale sogno legato al mondo del calcio hai nel cassetto?

Il sogno più grande che ho sarebbe diventare un allenatore professionista a tutti gli effetti ed allenare nelle migliori società. Attualmente ho il patentino Uefa B ma non nascondo che se avessi la possibilità in futuro potrei investire su di me per ottenere il patentino Uefa A anche se nelle categorie che alleno attualmente non è necessario. Ora come ora mi piacerebbe emulare allenatori del calibro di Mr. Cincotta, attuale allenatore della Fiorentina W. E Mr. Piovani che la scorsa stagione ha portato il Brescia W. a giocarsi la vetta del campionato contro la Juventus W. Ora che sto facendo i miei primi passi nel calcio maschile non nascondo che voglio crescere e migliorarmi sempre di più e tenermi aperte entrambe le strade nel mondo del calcio per poter arrivare il più in alto possibile.

Grazie Simone, continua così con passione, impegno, sacrificio, aiuta ragazzi e ragazze a crescere con il pallone e assieme agli altri atleti.

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La società ASD Riozzese nel sito ufficiale

La società SSD Scarioni 1925

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