#SorellaDelMondo – Contro vento si va, ma contro culo no… incredulità a San Siro

252

Tre urli a San Siro.

di Sara Rossi

Il primo di gioia verso la fine del primo tempo, quando Candreva lancia Icardi sulla linea del fuorigioco, il capitano controlla, entra in area di rigore e brucia Donnarumma in uscita e il tentativo di recupero di Bonucci in scivolata. Sugli spalti sponda Inter si festeggia, così come a casa, ma il VAR tramuta in breve tempo quella gioia in amarezza: interviene e annulla la rete per un fuorigioco millimetrico.

>> Scopri tutti i dettagli sul sito ufficiale <<

Il secondo più o meno a metà del secondo tempo, quando sempre Candreva, a conclusione di un’ottima azione in velocità, regala a Mauro una palla al bacio solo da spingere in rete. Ma Icardi è troppo avanti rispetto al pallone, lo cicca e lo manda fuori.

L’ultimo al 92’, quando Cancelo mette un’altra palla con i giri giusti al centro dell’area, dove incredibilmente Icardi va in allungo, prende il pallone, ma manda a lato.

Tre urli strozzati in gola, tre sììììììì, che si trasformano in un nooooo di incredulità.

Incredulità per una partita giocata molto bene, nella quale in Milan ha avuto un’unica, monumentale occasione intorno al ventesimo del primo tempo: un colpo di testa di Bonucci a deviare una punizione di Çalhanoĝlu annullata miracolosamente di Handanovic. Per il resto della partita i rossoneri non hanno potuto fare altro che difendersi da un Inter arrembante, provare a partire in contropiede, ma senza creare grossi pericoli alla porta di Handanovic.

L’Inter ha giocato bene, ha corso tanto, ha cercato continuamente il gol e lo ha sfiorato in più occasioni: nel primo tempo oltre al gol annullato, ci ha provato un paio di volte Brozovic, altra ottima partita la sua, con un due tiri da fuori area andati fuori di poco.

Anche Perisic ha avuto la palla buona, ma il controllo errato del buon assist di Brozo, lo ha portato a allargarsi troppo e a tirare debolmente. Pure Candreva si è iscritto alla sagra del “buca il Milan”, ma il suo tiro dall’interno dell’area è stato respinto, seppur con qualche affanno, da Donnarumma.

Nel secondo tempo la musica non è cambiata: l’Inter proiettata in avanti a fare paura e il Milan pronto a ripartire, senza creare però grossi sussulti eccezion fatta per una uscita bassa di Handanovic su Cutrone innescato da Suso.

In cambio noi, oltre alle occasioni clamorose di Icardi, abbiamo creato continui grattacapi alla difesa rossonera: al 48’ Perisic, in maniera un po’ casuale a dire la verità, prende l’ennesima traversa – siamo intorno al ventesimo legno, ma ormai non li conta più nessuno, a differenza dell’avvio di stagione, quando a detta di tutti eravamo fortunati! – con un tiro-cross.

Pochi minuti dopo sempre l’esterno croato, lanciato da Brozovic, conclude una discesa delle sue crossando per Icardi, ma è bravo Donnarumma a intercettare e respingere il pallone. Sulla ribattuta Gagliardini, ostacolato da Rodriguez,  non riesce a trovare il tap-in vincente.

Il triplice fischio lascia l’amaro in bocca per una partita dominata, che poteva tranquillamente finire 2 o 3 a 0 per noi e che invece non si è mossa dallo 0 a 0.

Dispiace perché ci meritavamo i tre punti, se lo meritavano i giocatori in campo, l’allenatore e i tifosi tutti.

Dispiace perché dopo un pareggio così rimangono per ore nella testa le immagini dei gol sbagliati, e ci si chiede come sia stato possibile che quei palloni non siano entrati. Lungi da me in alcun modo fare un processo a Icardi! La mia è proprio incredulità, non mi spiego per quale legge fisica almeno una delle due occasioni non si sia concretizzata.

La prima, quella sul cross di Candreva, è secondo me più facilmente leggibile: Mauro è leggermente avanti alla palla, che quindi gli rimane un po’ indietro, lui non riesce a recuperare la giusta coordinazione, la cicca e va fuori. Peccato, ma ci sta.

È l’occasione dell’ultimo minuto che continua a perseguitarmi. Il cross è perfetto, lui riesce a fare la cosa secondo me più difficile: in allungo colpisce la palla e la prende nel momento perfetto, perché è parallela alla linea di porta e ancora all’interno dei pali. Non c’è bisogno di indirizzarla, né niente, in quelle situazioni normalmente basta sfiorarla. E invece incredibilmente è uscita e io ancora non mi spiego come mai sia uscita.

Forse è stata solo sfortuna. Sfiga per noi e il solito, inossidabile culo per i cugini, che da sempre hanno una fortuna sfacciata: se c’è una cosa che può andare bene per loro di sicuro ci andrà. Ecco, forse questa loro caratteristica è la sola cosa che gli invidio da sempre.

Quanto al gol annullato, dispiace. Dispiace perché era una bella azione, perché in quel caso Icardi era stato perfetto, e perché era sì in fuorigioco, ma veramente per pochi centimetri.

Il Var vale solo per noi

E qui allora dobbiamo però metterci d’accordo in cosa consista questo benedetto protocollo VAR. Dipendesse da me dovrebbe essere un sostegno costante all’arbitro, quindi nel caso del nostro gol di ieri, nel mio mondo ideale, è stato giusto il richiamo a Di Bello e la conseguente punizione per fuorigioco.

Il metro di giudizio deve però essere allora sempre lo stesso e non essere ondivago. Perché se dopo una giornata nella quale fu convalidato un gol al Napoli contro l’Atalanta e uno al Milan contro il Cagliari con i giocatori in fuorigioco tanto quanto Icardi ieri, fu spiegato che il VAR non era intervenuto perché in situazioni tanto minime si teneva per buona la decisione del guardalinee, allora anche ieri si doveva lasciare correre.

Sempre in quell’occasioni fu anche aggiunto come la tecnologia a disposizione del VAR era meno accurata di quella di Sky per cui la linea del fuorigioco era sempre un po’ avanzata e teneva in gioco di più rispetto a quella del canale satellitare.

Secondo queste direttive il gol di Icardi non era in fuorigioco, o meglio era in fuorigioco tanto quello del Milan a Cagliari, ma se il guardalinee lo avesse ritenuto valido, come è effettivamente successo, il VAR non  avrebbe avuto motivo di intervenire in quanto decisione al limite.

Da parte mia nessuna polemica contro il VAR, solo un auspicio per una maggiore uniformità nell’utilizzo di un sostegno tecnologico all’arbitro che è di una straordinaria importanza e un mezzo, se usato correttamente, per rendere il calcio un gioco quanto più trasparente e giusto possibile.

Anche perché poco prima il guardalinee, sbagliando, aveva fermato Icardi lanciato a rete per un fuorigioco inesistente, e anche in questo caso l’indicazione data a inizio stagione era quella di lasciare andare l’azione per poi visionare al VAR e casomai annullare l’eventuale gol in caso di off-side.

Ma tant’è, è andata così e abbiamo avuto la forza e la capacità di andare oltre l’intervento giusto del VAR e andare a un soffio da una vittoria che sarebbe stata più che meritata.

La grande prova della squadra

Anche ieri buona la prova di squadra, tanta corsa, attenzione, pure se non sono mancati i soliti errori di misura nei passaggi in fase di costruzione, ma non possiamo che essere contenti della prova complessiva dei ragazzi.

Handanovic ieri è stato chiamato in causa una sola volta, ma ha risposto da grandissimo portiere. Probabilmente quella parata ha disturbato i sogni di Bonucci, che, chissà, magari avrà rivissuto durante la notte la frustrazione di un colpo testa perfetto tolto dalla rete all’ultimo istante dall’intervento prodigioso del nostro portiere.

Bene i due centrali, ma ormai non è più una novità, per fortuna. Anche D’Ambrosio, pur con i suoi limiti e la sua difficoltà a sinistra, ci ha messo grinta, impegno  e ha trovato anche qualche buona giocata.

Cancelo si sta confermando partita dopo partita il miglior terzino destro che abbiamo avuto dalla partenza di Maicon e come il brasiliano sta pian piano diventando anche una fonte di gioco. Sarebbe importante non perderlo e riscattarlo senza indugi.

Brozovic continua a stupirmi in positivo, anche ieri una prova maiuscola la sua. Qualche errore, ma sempre nel vivo del gioco e dai suoi piedi sono passate quasi tutte le azioni più pericolose. Non ha paura, gioca la palla con tranquillità e non si estranea più dal gioco scuotendo la testa o mulinando le braccia in quella o quell’altra direzione. Un giocatore ritrovato, un bell’acquisto, merito soprattutto di Spalletti che lo ha saputo recuperare sia psicologicamente che tatticamente, trovandogli la giusta posizione in campo.

Perisic ha iniziato forse un po’ timido, ma poi anche lui è venuto fuori e  ha disputato una buona partita. Mentre mi sembra che il percorso opposto lo abbia fatto Candreva che nel corso del match è andato piano piano spegnendosi fino alla sostituzione.

Rafhinha fino a che ha avuto fiato, ha mostrato ancora una volta quanto sia importante avere in squadra qualcuno che sappia cosa voglia dire intelligenza tattica e visione di gioco.

Infine un nuovo applauso all’allenatore: Spalletti è riuscito a rimettere in rotta una nave che sembrava pronta ad andare alla deriva come accaduto nelle ultime stagioni. Ha saputo far reagire e ricompattare la squadra, dandole finalmente gioco e carattere. E ieri ha sottolineato tutta la sua soddisfazione e fiducia per l’ultimo tratto di stagione.

La lotta per i posti Champions è apertissima, e se da un lato dispiace non aver conquistato tre punti che ci avrebbero dato un po’ di respiro su Roma e Lazio, allo stesso modo le prestazioni delle ultime giornate lasciano guardare con una serenità inimmaginabile fino a mesetto fa, agli ultimi impegni che ci aspettano.

Ora ricarichiamo le pile e testa al Torino, la seconda delle tre trasferte consecutive che ci aspettano in questa prima metà di aprile.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.