Spagna: stavamo per festeggiare il derby, poi…Ronaldo

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Spagna – Portogallo: uno dei match più attesi ieri sera. Non ha deluso per niente, ma ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi spagnoli. La partita: CR7 contro la Spagna.

Spagna: era quasi festa, ma poi…Ronaldo

Sembrava una serata da grandi emozioni, da imprese simili a quelle di Barcellona e Real Madrid. Mancava davvero poco per incassare tre punti d’oro. Ora invece subentra la paura.

Shock emotivo o meno, la Spagna di Hierro nei primi venti minuti fa davvero e quel poco che fa lo fa male. Nessuna azione da goal, anzi alla prima vera incursione di Ronaldo, scatta subito il rigore. Nacho, che poi si riscatterà eccome stende il capitano lusitano. Penalty. Potenza e scatto e il Portogallo è in vantaggio. Ma al grande CR7 risponde un grande centravanti, voglioso di riscattarsi dall’annata deludente. Così, fra dribbling, controdribbling e VAR la Spagna pareggia quasi subito. A questo punto tutti pensano che dovrebbe essere il Portogallo da aver paura ed arretrare e di contro gli spagnoli dovrebbero imporsi. Un po’ di sfortuna aleggia subito quando Isco scaglia un tiro da 200 all’ora, ma trova il legno con rimbalzo esterno. La difesa spagnola pur composta da signor campioni, non eccelle per attenzione e così al secondo corridoio libero Ronaldo- De Gea infilano il 2-1.

Nel secondo tempo si vede una Spagna più pimpante e aggressiva. Bene Silva e Iniesta che fanno impazzire il centrocampo dei portoghesi. Così si palla ferma, Busquets perfeziona lo schema torre e ancora una volta c’è Diego Costa (già eroe nazionale?) a fare tapin e pareggiare. Adesso la Spagna c’è. Lo senti nelle trombette, nei cori sugli spalti e il Portogallo sembra crollare. Eccolo il crollo. Silva serve tramite dei rimpalli Nacho (quello del rigore) e lui con un fantastico destro a giro alla Roberto Carlos o quasi trova questa volta sì, il palo interno. Che rimonta pazzesca! E’ proprio Spagna-Portogallo.

A questo punto si giochicchia un po’, si cerca l’imbucata per chiuderla. C’è ottimismo. Poi…la punizione dal limite. Minuto ’88 e Ronaldo fa CR7. De Gea non la vede partire, la barriera la sente appena, mentre la rete la soffre tutta. E’ goal! 3-3.

Cosa non va? La difesa dov’è?

La difesa ha qualcosa che non va. Tre goal sono già troppi e sebbene le marcature Ramos – Piquè tengano, il Portogallo più volte è riuscito a liberare o Ronaldo o Guedes. Sulle fasce mentre Jordi Alba sa fare quel che deve, Nacho (il cui goal spettacolare entra subito nell’album dei mondiali) soffre come terzino di copertura. Così la squadra sembra ricordare più l’ultima del 2014 che quella vincente del 2012-12. La difesa non è il nostro forte, ma per vincere questo torno dobbiamo imparare anche a difendere.

De Gea shock

C’è poi un problema De Gea. Non perché il portiere non sia affidabile. Il suo valore anzi è indiscutibile, ma perché non è nuovo a un’emozione eccessiva da Mondiale. Il tiro di Cristiano non aveva nè effetto, nè potenza e non doveva nemmeno entrare. Avere già un problema psicologico alla prima del Mondiale non è il massimo, sopratutto se i sostituti sono Arrizabalaga e Reina. Speriamo sia come si dice solo un infortunio, nulla più.

Diego Costa top

Siamo prepotenti, fantastici e imprevedibili con Iniesta, D. Silva, Saul e Thiago. Da loro, dai loto piedi magici possono nascere pericoli per tutti. Ma se nel 2014 ci mancava il finalizzatore per eccezione e anche nel 2016 non abbiamo avuti grandi centravanti, questa volta Top Diego Costa sembra esserci eccome. Vedere per credere il triplo o quadriplo dribbling con cui scompagina la difesa del Portogallo. E come se non bastasse da uomo della Provvidenza è lì, su quella linea quando s’è trattato di pareggiare. Insomma rispetto a un anno di pochi goal e molti dubbi, per ora il brasiliano naturalizzato spagnolo è una delle certezze di questa nazionale.

Verso la seconda sfida: Spagna quali pericoli?

I pericoli non sono di risultato, ma di impatto nervoso e psicologico. Certo vincere contro il Portogallo avrebbe significato una quasi qualificazione raggiunta, ma come detto…non abbiamo fatto i conti con sua maestà Ronaldo.

Ora i rischi sono di tenuta e concentrazione. Il Marocco e l’Iran visti ieri non sembrano poter creare problemi a questa nazionale, ma non dimentichiamoci di quello che ci fede la Slovenia anni fa o il Cile quattro anni fa. Siamo una squadra che sa incantare, ma che si sa deprimere.

Speriamo che il grande Fernando Hierro, che ieri forse doveva dar maggior spazio ad Asensio, giocatore rapido e fenomenale, sappia motivare i suoi per le prossime due battaglie. Perché saranno due battaglie.

Forza Espana, sempre e comunque

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