Sprint vincente di Drucker alla Vuelta

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Un grande Bennati ci prova nel finale, ma viene ripreso a 150 mt. dal traguardo dove Drucker batte nettamente Selig, Arndt e Meersman. Solo settimo Sbaragli

Era attesa una reazione di orgoglio da parte del gruppo nel suo complesso, dopo le polemiche scatenatisi in seguito ai due episodi che hanno tenuto banco nel fine settimana. Ricordiamo infatti la figuraccia di venerdì, quando nella 13^ tappa vinta da Valerio Conti il gruppo è giunto con il ritardo record di 33’54”, ed anche quella di domenica al termine della 15^ frazione (altra vittoria italiana con Gianluca Brambilla) allorché ben 91 corridori sono arrivati fuori tempo massimo con un ritardo che ha sfiorato l’ora (53’54”), peraltro in una tappa non proibitiva. Per il bene della Vuelta, ma creando uno scomodo precedente, la giuria ha riammesso tutti in corsa graziando soprattutto il Team Sky che aveva ben 6 corridori su 8 in quel gruppo (mancavano solo Froome e Lopez). Ecco che quindi la tappa di ieri, seppur dal profilo molto facile ed ininfluente per la classifica generale, è stata corsa a tutta, senza lasciar spazio alla fuga e con le squadre impegnate fino al termine. Ha vinto Jempy Drucker con una volata molto lunga, costretto dall’anticipo con cui era partito Gianni Meersman (poi 4°) che temeva di non chiudere in tempo su uno scatenato Daniele Bennati, partito in contropiede ai -2.500 metri con una perfetta azione da finisseur. Purtroppo l’aretino è stato risucchiato a soli 150 metri dalla linea bianca, lasciando il successo e le piazze nobili dell’ordine di arrivo ai velocisti che però se l’erano vista brutta visto che non recuperavano sull’uomo Tinkoff. Poca gloria anche per l’altro italiano che ha provato a sprintare, Kristian Sbaragli rimasto troppo solo e piazzatosi al settimo posto. Nulla cambia in classifica generale alla vigilia della seconda giornata di riposo: Nairo Quintana guida con 3’37” su Chris Froome e 3’57” su Esteban Chaves che completano il podio provvisorio.

17^ Tappa: Castellón – Llucena. Camins del Penyagolosa [km 177.5]

Dopo il riposo si riprende una l’ennesima tappa impegnativa, soprattutto per l’arrivo in salita che seppur breve presenta pendenze importanti. Siamo nella Comunità Valenciana e questa volta la tappa va dal mare verso l’entroterra, da Castellon de la Plana (importante centro turistico e commerciale) a Llucena, soprannominata la “Perla della Montagna” per le sue bellezze paesaggistiche. Il tracciato prevede ben 4 gran premi della montagna e pochissima pianura, con la prima scalata che si presenta immediatamente dopo il via: Alto del Desierto de las Palmas (2^ cat. 7.3 km al 5.1%). Dopo la discesa segue un lungo tratto in falsopiano che introduce la seconda asperità di giornata, più che altro un rinforzo del falsopiano stesso, l’Alto de la Serratella (2^ cat. 14.5 km al 3.6%) che risulta separato del gpm successivo solo da una breve discesa, ma ancora una volta si tratta di una salitella piuttosto semplice: Alto de Benasal (3^ cat. 11.2 al 3%). A questo punto la corsa affronterà ben 70 chilometri ondulati che introducono il gran finale: dopo in traguardo volante di Llucena, la strada si inerpica sul Cammino del Penyagolosa fino a raggiungere l’Alto Mas de la Costa (1^ cat. 3.8 km al 12,5%), uno strappo breve ma molto duro che presenta tratti con pendenza fino al 21%; un vero e proprio muro che conduce all’arrivo di tappa.

Vuelta 17

Il percorso è particolarmente adatto ad un attacco da lontano ed è molto probabile che una fuga possa guadagnare un buon vantaggio sul gruppo dei migliori, nel quale si scatenerà la battaglia solamente negli ultimissimi chilometri, troppo tardi per recuperare sui qualcuno dei fuggitivi della prima ora. Ecco quindi che la vittoria di tappa dovrebbe arridere a qualcuno bravo e fortunato ad inserirsi nel giusto tentativo. Dietro invece sarà nuovamente testa a testa tra Nairo Quintana e Chris Froome sulle dure rampe conclusive, con il colombiano che ha decisamente mostrato maggior brillantezza e potrebbe accumulare ulteriore vantaggio in previsione della cronometro individuale di domani. Tornando al successo di tappa, sono tra i probabili fuggitivi Kenny Elissonde ed Omar Fraile in lotta per la maglia a pois, i russi Sergey Lagutin ed Egor Silin visti sempre all’attacco in questa Vuelta, Robert Gesink in forma strepitosa e già vincitore di tappa, il nostro Moreno Moser che è spesso all’attacco ma mai nel vivo quando conta. Un altro nome che mi stuzzica, dopo essere uscito di classifica l’altro ieri, è quello di Pierre Latour che in questa Vuelta è sempre andato molto bene sugli arrivi in salita e potrebbe volontariamente essersi staccato per cercare di vincere una tappa.


Tutte le informazioni sulla Vuelta a España 2016 sul sito ufficiale www.lavuelta.com

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