Strepitoso Viviani, medaglia d’oro a Rio 2016 !

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2016 Rio Olympics - Cycling Track - Preliminary - Men's Omnium Elimination Race -

Dopo la cocente delusione di Londra, un fantastico Elia Viviani conquista la medaglia d’oro nell’omnium, la specialità più completa

Nel momento in cui Elia Viviani è caduto nel corso dell’ultima prova, sembrava che la maledizione dell’omnium si riproponesse per la terza volta. Come a Londra 2012, quando entrato da capoclassifica nella corsa a punti conclusiva, Elia ne usciva beffato con il 4° posto ed una beffarda medaglia di legno al collo o come ai Mondiali del 2015, sempre sull’anello londinese, dove la medesima situazione aveva avuto esito ancor più amaro con il 6° posto finale. Ed invece questa volta il portacolori azzurro è stato più forte di tutto e di tutti, si è prontamente rialzato ed ha corso con la sapienza di un campione consumato, tenendo testa ai tentativi di rimonta dei vari Mark Cavendish, Norman Hansen e Fernando Gaviria, poi terminati in quest’ordine con il colombiano che non conferma i due titoli mondiali consecutivi ed addirittura resta fuori dalla zona medaglie. Un successo che regala all’Italia l’ottava medaglia d’oro di questi Giochi, la più attesa dal movimento ciclistico dopo la sfortunata debacle di Vincenzo Nibali nella prova su strada.

Un successo che parte da lontano, dai tanti sacrifici fatti per essere competitivo sia su strada che su pista, dalle delusioni e sconfitte del passato e, soprattutto, dai grandi miglioramenti in tutte le prove del programma che hanno portato Viviani ad un livello di eccellenza nell’omnium: settimo nello scratch di apertura a causa di una maldestra segnalazione nel conteggio dei giri, terzo nell’inseguimento con un tempo da specialista della prova, vittoria autorevole nella corsa ad eliminazione, terzo nel chilometro da fermo e secondo nel giro lanciato, restava da domare solo la maledetta corsa a punti che lo aveva respinto e beffato amaramente. L’attacco iniziale di Hansen che ha recuperato 20 punti in un colpo solo guadagnando un giro non lo ha fatto vacillare e nemmeno la caduta è riuscita a spezzare il sogno di Elia che da lì in poi ha corso con grande intelligenza tattica, andando a conquistare punti su punti e tenendo sempre d’occhio i rivali più pericolosi. Alla fine la sospirata vittoria si è materializzata con 10 giri d’anticipo (sui 160 in programma) quando i punti di vantaggio sono diventati 12 sui 10 ancora disponibili e bisognava solamente evitare imboscate dell’ultim’ora.

E così, tra i tantissimi God save the Queen che certificano il dominio britannico nella specialità della pista, ecco finalmente risuonare nel Velodromo di Rio l’Inno di Mameli, a ricordarci che l’Italia ha una lunghissima e prestigiosa tradizione (da Bianchetto a Collinelli e Martinello, solo per citarne qualcuno) che va preservata e coltivata. In tal senso lasciano molto ben sperare i quartetti dell’inseguimento, maschile e femminile, oltre ad un fenomeno come Filippo Ganna campione del mondo in carica dell’inseguimento individuale (prova non olimpica), ma il settore merita un po’ più di attenzione da parte delle istituzioni che ci auguriamo la medaglia d’oro di Elia Viviani possa ravvivare.

Cattura


Immagine tratta dal sito www.sportfair.it

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Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Tifo Blog. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio (www.cesenamio.it) e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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