Taarabt, i Genoani e l’arte di impazzire

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Colpo straordinario o ex giocatore? Ecco le due contrapposte sensazioni che l’acquisto di Adel Taarabt lascia all’interno del popolo rossoblu. Certo, il marocchino è abituato a dividere e anche quando arrivò al Milan nel gennaio del 2014 fu accolto da un certo scetticismo. Scetticismo che nel corso delle settimane diventò entusiasmo, tanto che i tifosi rossoneri ancora si chiedono il perché del mancato riscatto dopo i sei mesi di prestito. Da lì in poi, però, il nulla e, come dichiarato dallo stesso giocatore, l’ex Benfica è fermo da un anno e mezzo, fatta eccezione per le sette presenze con la maglia della squadra riserve dei Lusitani. È il carattere ad aver troppo spesso ostacolato la carriera di Taarabt, trequartista o ala dalle qualità tecniche indiscusse ma fin qui sprecate. A 27 anni è già arrivato l’ultimo treno della carriera per il marocchino, un treno tinto di rossoblu e guidato da Juric. Se riuscirà a recuperarlo appieno il mister vedrà salire in modo esponenziale il tasso tecnico del suo attacco e finalmente potrà schierare un tridente vero e proprio alternando Ninkovic ed Ocampos sulla fascia sinistra e riportando in mezzo al campo Rigoni al fianco di Veloso.
È vero, il piano potrebbe anche rivelarsi fallimentare ma, in fin dei conti, vista la modalità dell’operazione (prestito di 18 mesi), i rischi sono veramente pochi. Certo, c’è chi considera Taarabt un po’ pazzo ma non ci sarebbe da stupirsi se alla fine fossero i tifosi rossoblu ad impazzire per lui come è già successo per altri “ex giocatori”. Perché a Genova sono già rinati in tanti e ai tifosi basta poco per innamorarsi. E chissà che non accada anche con Taarabt.

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