TDF: tappa da dimenticare

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Brutta figura di organizzazione e giuria nella 12^ tappa del Tour, nata male e finita peggio

Era una delle frazioni più attese del Tour, la 12^ tappa che da Montpellier avrebbe dovuto portare in cima al leggendario Mont Ventoux, ma è andato tutto storto e quella odierna sarà a lungo ricordata come una tappa da dimenticare. Senza nulla togliere al bravissimo Thomas de Gendt che la corsa l’ha vinta meritatamente, bissando l’altrettanto prestigioso successo sullo Stelvio al Giro 2013, resterà sempre un’ombra su quello che è accaduto oggi nei pressi di Chalet Reynard, il villaggio di poche case improvvisamente promosso arrivo di tappa. Già prima del via, nella serata di ieri, l’organizzazione decide di accorciare la tappa di 6 chilometri, quelli conclusivi che da Chalet Reynard appunto avrebbero dovuto condurre in cima al Mont Ventoux: le previsioni meteo annunciano raffiche di vento molto forti e giustamente viene privilegiata la sicurezza dei corridori. L’effetto principale, al di là dell’aspetto tecnico di una salita dimezzata in una tappa che di fatto prevedeva solo quella, è che tutti gli appassionati che avevano già colonizzato la salita prima della chiusura agli automezzi si concentrano su 6 km di salita anziché 12, rendendo così molto più complicato controllare le migliaia e migliaia di persone che inevitabilmente affollano i bordi della strada: ora servirebbero molte più transenne, molte più forze dell’ordine e molta più organizzazione che invece non c’è. L’eccessivo affollamento e l’indisciplina degli spettatori fanno il resto e nel momento clou della corsa accade il fattaccio: Richie Porte, Chris Froome e Bauke Mollema che avevano attaccato alle spalle della fuga non possono evitare di tamponare la moto della tv francese, costretta a frenare improvvisamente per la troppa gente sulla sede stradale, e rotolano rovinosamente a terra. L’olandese è l’ultimo dei tre, si rialza prontamente senza denunciare troppi danni e riesce a proseguire, il tasmaniano è ammaccato ma per fortuna non accusa danni meccanici, la maglia gialla invece non può proseguire con la bicicletta rotta e non ricevendo assistenza (le auto sono bloccate dietro la muraglia umana) si avvia a piedi, di corsa verso il traguardo: una scena mai vista prima ! L’assistenza neutrale fornisce una bici ridicolmente inadatta e così Froome è costretto ad attendere per un paio di minuti la sua ammiraglia prima di riprendere la corsa. Al traguardo il capitano Sky paga due minuti e mezzo di ritardo da Mollema e viene scavalcato in corsa ed anche in classifica da Nairo Quintana e Adam Yates che diventa la nuova maglia gialla del Tour. Solo per un’ora però, perché poi interviene la giuria che applica una regola che non pare esserci (quella della neutralizzazione per incidente meccanico negli ultimi 3 chilometri, valida solo nelle tappe di pianura), accreditando a Froome (e a Porte) lo stesso tempo di Mollema, cancellando così dalla storia della tappa quei due chilometri finali nei quali invece sarebbe potuto accadere di tutto. Togliendo la maglia gialla a Yates per riconsegnarla a Froome. Pur ammettendo che non sarebbe stato giusto perdere la maglia (e forse il Tour) in questo modo, ma al contempo consapevole che la corsa è corsa nel bene e nel male, mi chiedo: se al posto di Froome e Porte ci fossero stati Arashiro e Ji Cheng, la giuria avrebbe fatto lo stesso ? I corridori attardati che si trovano quotidianamente alle prese con la strada che si chiude davanti a loro e perdono ulteriore terreno, godono del medesimo trattamento ? Ognuno la pensi come vuole, resta il fatto che difficilmente dimenticheremo una giornata come quella di oggi che conferma come il Tour sia diventato ormai troppo grande, difficile da organizzare e gestire.

13^ Tappa: Bourg-Saint-Andéol – La Caverne du Pont-d’Arc [km 37,5] ITT

La prima prova a cronometro arriva ben oltre metà corsa, al 13° giorno, subito dopo Pirenei e Mont Ventoux e prima delle Alpi. Una frazione mista, non necessariamente adatta agli specialisti dei lunghi rapporti, che potrebbe riservare sorprese non solo per la vittoria di tappa, ma anche per la classifica generale. Subito dopo la partenza da Bourg-Saint-Andéol si affrontano 7 chilometri di salita al 4,8%, un’ascesa regolare e non dura nella quale si può far girare il rapporto, ma pur sempre una pendenza sulla quale la fatica accumulata nei giorni precedenti si farà sentire. Segue un lungo tratto di una ventina di chilometri pianeggiante più adatto ai cronomen puri, interrotto da una discesa veloce ed a tratti tecnica che porta al secondo rilevamento intermedio. Altri dieci chilometri potranno essere coperti a tutta con il rapporto lungo, mentre negli ultimi 3,3 chilometri la strada sale nuovamente al 4,9% fino al traguardo di La Caverne du Pont-d’Arc.

Tappa13

Fondamentale sarà la tattica di corsa, ovvero la suddivisione dello sforzo nei vari tratti di corsa: sbagliare la partenza potrebbe rivelarsi fatale, così come presentarsi ai piedi della salita finale senza più energie. Scalatori un po’ meno sfavoriti del solito, ma prova a cronometro che dovrebbe comunque favorire gli specialisti. Tra questi spiccano le chance di Tom Dumoulin, grande cronoman, vincitore della tappa di Andorra nella quale ha dimostrato di andare molto forte anche in salita. Sembra stare molto bene anche Fabian Cancellara, visto spesso davanti al gruppo con le sue formidabili trenate che farà di tutto per regalarsi un’ultima vittoria alla Grand Boucle prima del ritiro. Ci sono poi da considerare Rohan Dennis e gli ultimi campioni del mondo della specialità, Vasili Kyirienka e Tony Martin che forse potrebbero soffrire il dislivello, ma mettere il turbo nei lunghi tratti pianeggianti. Potrebbero essere della partita, anche per la vittoria di tappa gli uomini di classifica, su tutti Chris Froome e Richie Porte, mentre per una sorpresa nomino Ion Izaguirre molto valido nell’esercizio.

Personalmente mi aspetto un bel testa a testa tra Dumoulin e Martin, i corridori con maggior cilindrata, con la Farfalla di Maastricht marginalmente favorita, mentre Froome potrebbe pagare la caduta, lo stress e la fatica della tappa di oggi.


Ordine d’arrivo, classifiche ed informazioni sul sito ufficiale www.letour.fr

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