Tema Udinese: Cinque anni di vuoto.

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La sconfitta contro il Chievo è l’ennesima prova svogliata della squadra friulana negli ultimi cinque anni. La condizione non può essere una scusante.

Non può esistere una situazione del genere. Gli anni passano, ma la squadra ha sempre quella svogliatezza che la contraddistingue in almeno metà delle partite della stagione. Questa volta gli uomini di Del Neri si sono fatti fregare dalla cordata Maran, che in versione corsaro ha depredato il Friuli.

Con il Frosinone si avevano avute alcune avvisaglie, in quei venti minuti di black-out. Per fortuna in quell’occasione, Scuffet riuscì a salvare. Ma il salto di categoria, quello contro il Chievo appunto, ha di fatto evidenziato il limite tecnico della rosa.

La squadra è un’altalena. Giocatori discontinui, che sulla carta dovrebbero dare il salto di qualità, ma che di qualità in novanta minuti, ne danno solo quindici. La qualità dei vari De Paul e Theraeu per intenderci. Da loro è nato il gol del pari momentaneo, ma per il resto? I due giocatori sono apparsi spesso pesci fuor d’acqua, quasi scocciati di essere lì in quel momento. Il promettente Scuffet ha toppato l’esordio, due gol sulla coscienza. E Del Neri, nemmeno tanto lui esente da colpe, con Wague terzino, piuttosto che optare per una soluzione alternativa, come ad esempio un cambio di modulo.

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L’unica nota che sembra positiva è stata la coppia Nuytinck-Angella che è apparsa subito in palla. Per il resto aspettiamo la prossima gara.

La squadra è partita, male, malissimo. Nessun eterno pessimismo. I conti come sempre si fanno alla fine. Ma vedere un gioco tanto orribile ogni santa domenica, sta cominciando a diventare veramente scocciante. E’ domenica a Ferrara, una Spal, brutto a dirsi già alla seconda giornata, che sembra molto più motivata dell’Udinese.

E se anche uno come me sta cominciando a perdere la pazienza…

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