Tema Udinese: L’arte del complicarsi la vita

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L’arte dell’Udinese è quella di complicarsi la vita, ennesima dimostazione nella sfida di Coppa Italia contro il Frosinone, con una prestazione chiaro-scura.

Potrebbe essere annessa come arte, e come tutte le arti, ci sono i maestri. Quella di complicarsi la vita risulta l’arte più diffusa nel nostro paese. L’Udinese sa bene come si fa.

L’estate è stata interessante. L’Udinese ha fatto un mercato molto oculato, con innesti giovani e di prospettiva. Il nuovo direttore sportivo Manuel Gerolin, ha fatto veramente un buon lavoro. E se Barak e Lasagna erano già stati presi, gli innesti di Pezzella, Ingelsson, Bajic, Nuytinck e l’esperienza di Bizarri e Behrami, hanno rinforzato la rosa. Colpo finale di una buona campagna acquisti sono state le cessioni degli esuberi e l’opera di convincimento nel trattenere i pezzi pregiati. Pezzi pregiati che in buona parte della gara contro il Frosinone, hanno fatto il bello e il cattivo tempo.

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Friuli in prima linea e difesa  a 4.

Del Neri ha dato spazio ad una squadra che più che titolarità, contava quelli meno appesantiti. La porta, come sappiamo già da maggio, sarà difesa dal friulano Scuffet. Il portiere, ha salvato in almeno due occasioni su Soddimo e Paganini.

La difesa a 4, punto cardine dell’allenatore di Aquileia ha subito l’unico vero cruccio dopo l’infortunio in settimana di Widmer. Il tecnico ha preferito adattare Wague, piuttosto che rischiare Adnan. Infatti, il difensore maliano ha sofferto per larghi tratti la verve dei ciociari. Pezzella sulla sinistra, in attesa del ritorno di Samir, ha palesato di saperci fare, e anche bene. Centrali oltre al solito capitan Danilo, l’ultimo arrivo in casa bianconera, Bram Nuytinck. Il centrale olandese, ha mostrato di potersi adattare velocemente al campionato italiano, cosa che lo porterà ad una rivalità con Gabriele Angella per il ruolo di titolare.

Nel centrocampo ritroviamo Fofana, che sembra aver smaltito l’infortunio. Per ampi tratti della gara, le sue giocate hanno dato luce alla manovra friulana. Manovra friulana coadiuvata da Jankto (che non perde il vizio del gol) e l’interdizione del sempre prezioso Emil Hallfredsson. De Paul è stato il legame con Lasagna e Thereau che hanno siglato una rete a testa, mostrando subito che il mal di gol, sembra passato.

Cosa manca e su cosa c’è da lavorare.

Da quel che si è potuto constatare nella partita di ieri, è che la rosa Udinese, manca di un paio di elementi per chiudere la quadratura. Ma mai come quest’anno, nell’ultimo lustro, si hanno sensazioni positive. Sensazioni che però cozzano ancora con quell’arte di complicarsi la vita, che è tanto cara a questa squadra. Per larghi tratti l’Udinese ha dominato. Azioni da gol in maniera importante con costrutto e impegno, che però per sfortuna o altro non si è riusciti a concretizzare. Black-Out tra centrocampo e difesa che però, hanno messo in ansia il pubblico presente sulla tribuna dello stadio Friuli, soprattutto nel finale.

Il 3 a 2, però ci fa notare che, anche una compagine buona come quella del Frosinone, che appare una delle favorite per un ritorno in Serie A, possa creare grattacapi ad una squadra di lega maggiore. Il divario tecnico si è comunque visto, quello che manca ora, è la cattiveria, la fame. Su questo, Del Neri, ha da lavorare.

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