Tema Udinese: Perchè noi Danilo ti capiamo

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Danilo: è questo il tema centrale di Tema Udinese dopo il diverbio animato fra il difensore e Lusi Muriel in Udinese – Sampdoria di domenica scorsa

DANILO: PERCHE’ NOI FRIULANI TI CAPIAMO

Ci sono storie che non dimenticheremo. Ci sono eroi (calcisticamente parlando) che porteremo come esempio ai nostri nipoti.

E poi ci sono uomini che difendono la patria che li ha accolti, e che ne portano rispetto. Perchè per Udine, ne sono passati di personaggi così, ma ovviamente non stiamo parlando di Luis Muriel.

Ne ho lette di cotte e di crude sui social, ma anche di persona con alcuni colleghi in fabbrica. Tutti danno torto a Danilo. Tutte belle parole, fin quando il sedere non brucia a chi subisce, giusto? Ma andiamo per ordine.

Al Friuli, ultimo appuntamento stagionale con una partita, che più che il decimo posto, non ha da dire granchè. Birra, divano, torpore primaverile da partite di fine stagione. L’ideale per una domenica relax. Partita che comincia con l’Udinese spumeggiante che passa in vantaggio. Sampdoria quasi mai pericolosa nei primi 45′. Si va al riposo col vantaggio, niente di eccezionale, ma comunque meritato.

EHI TU –  TI ANDREBBE UN PO’ DI ROSSO SOLO IO E TE?

No, non è la pubblicità con Uma Thurman. E’ praticamente l’atteggiamento dell’arbitro Pinzani, il quale nello spogliatoio deve aver battuto la testa da qualche parte. Infatti, riesce a cambiare la partita in maniera indecorosa, espellendo De Paul, per un fallo che a stento era da cartellino giallo. E concedendo un rigore, quantomeno generoso (in collaborazione con l’addizionale Fabbri). Qui arriva il putiferio.

Sul dischetto va colui che a Udine ha fatto dannare il povero Francesco Guidolin, arrivando sempre in sovrappeso alla preparazione pre-stagionale: Luis Fernando Muriel. Il colombiano che veniva paragonato al nuovo Ronaldo, ma evidentemente più al post Ronaldo che a quello del campo. Luis dopo una partita di fischi, decide di esultare andando a prendere in giro il pubblico della tribuna. Dimenticando quel pubblico che anni prima lo incitava, ma che lui ha preso già allora perennemente per i fondelli. Dimenticando quella società che lo aveva preso dalla Colombia e portato nel calcio che conta. E poi dimenticando i compagni col quale aveva condiviso lo spogliatoio.

E SE CAPITASSE ANCHE  A ME?

Tutto questo Danilo Larangeira non l’ha potuto sopportare. Il Capitano si è sacrificato per il suo popolo, in un’azione che è condannabile. Condannabile? Ma cosa sto dicendo? Ma mi vorreste far credere voi moralisti che se la cosa fosse accaduta a voi, avreste abbassato la testa e detto: “Grazie, prendimi in giro ancora?”
No cari miei, voi avreste avuto gli stessi sentimenti di rabbia che ha provato Danilo. Un tradimento, che avrebbe fatto male anche a voi. Un insulto che non avreste fatto passare impunito. Perché “da che mondo e mondo” l’essere umano difende ciò che è suo. Danilo ha sentito Udine sua.

O CARO DANILO

Dalle stagioni dei preliminari in Champions dove esordisti. Alle gioie dei gol e alle sviste difensive. Da quel dito medio in curva, non compreso. A quella presa al collo che ci ha portato a capire, che in fondo, la senti anche tu come noi la tua terra.

Anche per questo, mentre mezza Italia ti vorrebbe massacrare figlia del moralismo incalzante il popolo friulano sa che sei uno di noi.

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